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Poesie di Augusto Altavilla

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  • 03 giugno 2015 alle ore 20:56
    Ausencia (Trago)

    Te siento en mi piel,
    como arado surcandome y dejando semillas,
    como agua marina,
    fuego de hornilla,
    trago, que en mi garganta ahora,
    quema.

  • 24 maggio 2015 alle ore 21:34
    Dal bosco di pini

    Sia che vinca,
    sia che perda,
    di certo
    saró presente,
    in questa piazza,
    con il mio respiro e la carne,
    con la sete e con la fame.

    Sia che vinca,
    sia che perda, 
    sará presente,
    il mio, 
    quello di sempre,
    che non vedo ma esiste,
    che si forma in me, perverso
    mentre seguo l'immagine
    di un altro me,
    da amare senza fatica,
    bello, che indossi con garbo
    l'oro del futuro in cui attendo
    la mia felicità,
    che é dietro una vetrina
    nella casa,
    in collina.

  • 16 maggio 2015 alle ore 19:10
    A casa mia

    So che esiste una musica calda,
    che mi scivola nelle arterie,
    che mi porta a mangiare nella polvere di una Tasca in collina
    o ad Alfama nelle piazze di giugno.
    Che c'entro con questo freddo che mi segue,
    con l'altura e la distanza?
    Sono uno di quelli che porta le perle e le conchiglie nei capelli
    e beve vino ma non per scaldarsi,
    e socchiude gli occhi agli ultimi raggi di tramonto,
    e suda camicie stando fermo nello scirocco umido e salato.
    Sono uno di quelli che cerca un cuore a cui cantare canzoni,
    visi da accarezzare, orecchie a cui sussurrare "mio bene",
    notti di veglia corallo per vedere l'alba.
    sono uno di quelli, uno dei tanti.

  • 13 maggio 2015 alle ore 16:57
    Por el camino

    Subiendo en penumbra,
    en olor a bosque,
    te encontré mi alma 
    enredada en la incertidumbre de la espera,
    en la esperanza vaga de lo hecho y acabado,
    desconociendo nuestro mismo sentido del presente.
    Asi te pongo a la cara amargada
    las manos de padres y abuelos.
    Te pregunté que es el fuego que te quema adentro.
    Me dijiste " Todo, y todo me confunde ".

  • 12 maggio 2015 alle ore 20:51
    Un altro modo

    Che sarei,
    se non vedessi il mare in una goccia,
    e in una lacrima un tormento?
    Se non vedessi in ogni vita, la natura palpitare,
    in un fiore una regina e nel vento il suo sposo,
    e se non vedessi te,
    in questo cielo segreto, disegnato tra stella e stella,
    se non mandassi la speranza a parlarti,
    che sarei ?
    Se nelle tue mani maldestre, inconsapevoli,
    non mi mettessi, io che consco la casa della mia anima
    e non temo di perdermi, ne la paura che ti divora, chi sarei?
    Non io, ma un altro, uno di quelli che dispera,
    che mette in guardia i bambini, dalla vita che li attende, 
    che nega il suo cuore mentre nella lotta lo sostiene.
    E se non credessi, che tutto questo,
    che spesso mi confonde, é la vita che matura e mi si conforma, 
    sarei lì,
    seduto lontano dalla città di Dio.

  • 04 maggio 2015 alle ore 11:06
    Disegni di Oreste

    Ombre, uomini come ombre al centro del mondo,
    nelle officine, nella gola della terra, ingoiati.
    Ombre, proiettate dalla luce di dentro,
    su pelle, costole e respiri, affumicati, pesanti e grigi.
    Ombre, si aggirano nella propria vita stagnante,
    dipinte con vino, caffè, amore randagio, ciò che disseta e affoga.
    Ombre spaccate, senza occhi,  senza fratelli, 
    distanti centinaia di braccia dall'ombra affianco,
    vivo o morto.

  • 30 aprile 2015 alle ore 12:33
    Trento ( occhi grandi )

    Nei vetri dei tuoi occhi grandi,
    mi sono sentito felice.
    Desidero abbracciarti,
    placido e pieno come l'Adige azzurro.
    Scorrerei sulle guance, il collo e la schiena,
    sfocerei in baci,
    implacabile come il vento della montagna
    odor di foresta,
    forte, abbastanza da scacciare
    la paura di un inganno tra noi.
    Dalle labbra ti berrei,
    avido e senza tregua,
    divorato infinitamente,
    in quell'istante di vivo presente.

  • 24 aprile 2015 alle ore 18:45
    Con altro nome

    Assaporando piano i miei passi,
    esperienze muscolari su terra ferma,
    ho sentito la pancia, il vuoto, i denti scoppiare,
    la rabbia, la gioia e altre fiamme, 
    salire al volto, alla schiena e alla lingua,
    diffondersi sotto la pelle e pervadermi i nervi,
    come elettricità e brivido; 
    oppure ritornare nell'oscurità senza aver avuto un nome.
    Ho mia madre e mio padre,
    che m'hanno messo nel sangue il mare e il viaggio,
    mobile e impermanente,
    inevitabilmente, il riflesso del mio sentire;
    e m'hanno vestito con abiti caldi e difformi dai miei sorrisi e dai miei pianti,
    che pur son diventati grandi,
    riconoscendosi di nuovo, dopo mille anni,
    ritornando nei gesti con altro nome.

  • 16 aprile 2015 alle ore 21:31
    Res Publica

    Il futuro oggi non esiste,
    nemmeno tra cent'anni.
    Mi chiedi di immaginarlo,
    per essere certo che io sia ignaro abbastanza,
    abbastanza sazio,
    ed abbia fiducia nel tempo irreale,
    o Patria!
    Io mi fido dell'uomo presente,
    della sua speranza e del genio, della sua ira;
    io sono sveglio, oggi,
    ed in questa tiepida mattina,
    che sento e respiro,
    mi accorgo,
    che allatti i tuoi figli col veleno della corruzione ,
    e i tuoi baci da arpia,
    ci stracciano un oncia di carne bambina,
    dal braccio che usiamo per difenderci in volto,
    una per ogni speranza che nasce.
    Il domani in cui mi mandi è troppo lontano,
    troppo diverso da noi,
    innamorati della vita, presente.

  • 14 aprile 2015 alle ore 12:01
    Superga

    Abito il mondo con la pelle,
    il mio abito.
    Incrocio le braccia,
    e con dieci vomeri, solco la vecchia pelle,
    per far germogliare
    la terra nascosta sotto,
    e fare giorno di primavera tiepida
    che con fiato aspro e umido, dalle labbra a punta,
    m'ispiri

  • 11 aprile 2015 alle ore 13:45
    Mi verdad (La mia verità)

    Hoy es tiempo de ser.
    Firmemente estoy, a la frontera tumultuosa, 
    a veces calma.
    Entrego toda mi voz verdadera
    para conseguir una alegria pura, 
    una tristeza sencilla, 
    un corazon abierto,
    cuerpo suelto y confiado,
    todo lo autentico de mi.
    Hoy es el tiempo de ser.

  • 23 febbraio 2015 alle ore 18:41
    Zahir

    Oscillo tra il mare ed il mondo;
    nei posti in cui immagino una felicità viva,
    dove spero di incontrare un'immagine di me,
    da raccontare, che entusiasmi,
    che piaccia di più anche a me.
    Non trovo mai ciò che cerco, come potrei.
    Ogni volta ottengo un ago,
    una stoffa, un filo per il mio vestito.
    Sono deluso da questa bellezza;
    anche quando, la voce dei minareti,
    come dita che si tendono a Dio, riempie l'aria sulla collina,
    fino a quando la mia vita, che mi segue,
    si rivela in me,
    lontano dalle mie idee.

  • 22 febbraio 2015 alle ore 21:29
    Una piuma

    Avevo in bocca
    germogli rigonfi e frutti maturi,
    e come una piuma sulla pelle,
    scorrevo con le mie labbra su quel tuo vetro scuro,
    e le tue sfuggenti.
    Ho in bocca germogli gonfi di nettare,
    che ti lascio sul petto con un piccolo bacio,
    spostando la perla che ci porti appesa,
    come un talismano
    a difendere il cuore.

  • 26 gennaio 2015 alle ore 15:37
    Addentro

    Saprò vedere i miei pensieri,
    passare come nuvole in cielo,
    lontani da me.
    Esaurirò la nostalgia,
    del cielo che non posso avere.
    Senza questo peso,
    le emozioni si espandono dentro,
    e le riconosco.
    Sento vicina la terra sotto la schiena,
    dentro,
    sento l'onda,
    il vulcano,
    il cervo, le radici, gli zoccoli,
    pelle su pelle,
    occhi negli occhi,
    battiti di ali
    e sospiri.

  • 26 gennaio 2015 alle ore 15:01
    Luna nuova

    La luna è nuova ,
    ció che semini,
    crescerá bene.

    Il mondo la fuori non mi interessa,
    le corse di
    madri e figlie,
    I padri e il tempo,
    possedere,
    la fame e la sete.

    La vita è con me,
    é questo fremito di tremula terra
    che ho tra la schiena e il petto,
    vento e acqua 
    labili nelle mie mani come candela,
    che bramo, per scaldare,
    che desidero sulle mie labbra,
    pelle su pelle, un palpito io uno tu, 
    una musica.

  • 31 dicembre 2014 alle ore 20:22

    La tua libertà la toverai così allora,
    ritirandoti un istante dal mondo,
    e tornando in scena con un abito di vera pelle,
    la tua.

  • 28 dicembre 2014 alle ore 13:57
    Straniero

    Voglio essere la corda dell'arco,
    per dare impulso io stesso
    a parole appuntite,
    per arrivare al cielo,
    o dritto nel cuore,
    dove il sangue attende di diventare acqua
    e curare.
    Voglio dire si, alla vita,
    quando riformulo la morale dei pavidi,
    già nella mia presenza,
    senza bisogno che queste parole mi rappresentino,
    quando apro le mani ad un amore diverso
    da questo, che non mi emoziona,
    e mi lascia straniero nelle tue braccia,
    nella tua terra, nella tua città.

  • 22 dicembre 2014 alle ore 19:15
    Amar amaro

    Tu,
    ingoi con rumore, e ti sveli,
    sei ansia,
    che accanto a me, nella bruma,
    palpita e sospira,
    m'hai sedotto in verità.
    Scendono,
    con la saliva,
    le tue docili intenzioni immorali,
    ed io stanotte ho sognato
    carezze ed insonnia,
    con un cuore in fiamme dentro.
     

  • 19 dicembre 2014 alle ore 12:09
    Duilia

    Non smetterò di consegnare al cuore
    il cibo gustoso della vita.
    Per questo, nelle notti di luna,
    sento il mio corpo nella pineta fitta,
    mi vesto di luce,
    ascolto gli uccelli su rami alti,
    servo in calici il sentimento,
    e mi emoziono, mi curo, sempre.
    Non mi sottraggo al dolore,
    non all'allegria,
    mi pervadono, mi impregnano,
    e sgocciola sostanza e linfa
    sul seme del presente.

  • 08 dicembre 2014 alle ore 13:14
    5/12/14

    Andrò ovunque,
    dove desidero,
    il latte di mia madre 
    mi ha gonfiato le cosce 
    perchè camminassi,
    e per non sentirmi solo,
    mio padre mi ha donato 
    brava gente di strada.
    Farei tutto, però la musica giusta
    non manchi, una musica adatta a me,
    sono ingordo di questo vivere che mi appassiona,
    voglio brindare alle strade e ai volti.
    Ancora una volta

  • 26 novembre 2014 alle ore 13:27
    Creatura

    Trasparente e morbida.
    Alba tra le felci ondose
    è ciò che vedo oltre i tuoi occhi;
    la porta di un bosco antico,
    dove tu,
    una creatura, dormi.
    Nel profondo di quel verde smeraldo
    abiti un nido,
    e levigata congiungi la testa ai piedi,
    cercando ogni tuo pezzo ,
    per ricostruirti più nuova,
    più bella,
    una cerva con cosce potenti
    ed occhi di specchio,
    forgiati da mani esperte.
    Le tue.
     

  • 24 novembre 2014 alle ore 16:10
    ... e dentro.

    Dovrei prendere esempio!
    Dovrei essere come questo fluido magma
    che mi gorgoglia in cima allo stomaco, e come lui
    cambiare forma, senza piangere ne amici
    ne amori.

  • 16 novembre 2014 alle ore 12:23
    Midì Place Chanoux (Mezzogiorno piazza Chanoux)

    Gli occhi,
    diventano randagi, voraci e insaziabili.
    Precedono i passi,
    cercando le compagnie di una notte in albergo.
    incrociano lo sguardo
    di chiunque e sfuggono,
    non appena l'impatto è forte.
    Sono chiari messaggi
    per chi li sa leggere, del mio desiderio
    di sentirmi unito a tutti,
    in un modo che non capisco, che non so.
    Sono il vaso di Pandora,
    una finestra sulla confusione di base, che basta chiudere
    perchè il cuore sia sereno ed attenda.

  • 16 novembre 2014 alle ore 12:00
    Valori 01/10/14

    Nemmeno una bolla
    ho visto fervere nei vostri calici,
    pieni del sangue dell'agnello,
    di quegli innocenti
    che avete ammazzato e lasciato per strada
    nel nome dell'amore o di una Promessa.
    Ora,
    mentre lo mangiate vi cade dalle labbra,
    non vi è di nessun sapore,
    non ha sapore per voi l'amore,
    ne la tristezza,
    per voi che vivete al margine della vostra vita,
    che non ingoiate cio che masticate con foga,
    che non vestite la vita,
    nel caso non vi stia bene addosso.
    Il sangue vi si gela nel bicchiere
    e masticate tra un dente e l'altro,
    i giorni innumerevoli della noia.

  • 14 novembre 2014 alle ore 13:38
    Pavia 10/11/14

    Nei miei tormenti,
    nelle passioni e nelle bianche vesti di Dio,
    arrovento le parole che colpisco con la penna,
    facendo scintille, per forgiare me e i versi.
    Vengo sempre d'altrove, non per fuggire,
    ma ho sentito di ricchezze per me,
    che servono ai tavoli dei bar,
    dormono alle stelle e al cielo,
    sussurrano ai cavalli,
    mi aspettano senza incalzare.
    Affilo i versi, perché i folli
    minacciano di rubare la gioia dei liberi
    che stendono la propria anima al sole,
    come un prato di fiori e aminali diversi e belli.
    perciò a voi vorrei suscitare
    nel midollo e nelle ossa,
    il piacere di distillare la vita in verso,
    stendere un nutrito pensiero, in carta.
    Allora anche voi parlando nella piazza,
    starete ben dritti sulle spalle,
    guardando l'esatto percorso del cuore
    su cui danzare.