username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 12 apr 2011

Basilio Antoci

12 febbraio 1987, Catania - Italia
Mi descrivo così:
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
elementi per pagina
  • 24 marzo 2015 alle ore 20:56
    Doni

    Quando fummo creati
    Ci fu dato sperare.

     
  • 03 marzo 2015 alle ore 15:03
    Sospensioni al chiaro di luna

    Non guastare il silenzio.
    Frena quel bisbiglio.
    Lascia che sia la luna a parlare di noi.

     
  • 03 marzo 2015 alle ore 15:03
    Il monito

    Mio caro poeta,
    Creatore di versi,
    Insaziabile amante
    Grato soltanto ai tuoi scritti pomposi,
    Ascolta!
    Quel che non sai cantare in poche strofe,
    Non sarai capace di renderlo in un volume.

     
  • 03 marzo 2015 alle ore 14:56
    Giorni Felici

    Quante rondini occorrono,
    perché sia primavera?

    Quanti baci ci vogliono,
    perché nasca un amore?

    Di cosa ha bisogno una vita,
    per essere tale?

    Saranno giorni felici soltanto con te.

     
  • 15 novembre 2013 alle ore 1:07
    Questa non è una poesia

    L'uomo è libero - per comodità fingiamo che si tratti di una libertà assoluta (senza star qui a filosofare sulla libertà) - e non è obbligato a far nulla.

    Se una cosa non piace, non vi è l'obbligo di entrarne a far parte, ma non esiste nemmeno l'obbligo o il diritto di distruggerla.

    Le professioni intellettuali, senza Ordini, sarebbero (mi si passi l'ironia) disordinate: puro e semplice mercato, legge della concorrenza, zero deontologia (credo poco nel self-control della gente e nell'autoregolamentazione).

    La liberalizzazione porterebbe alla creazione di "s.p.a." e "multinazionali del diritto" più di quante non ne esistano già. 

    E lì si che il singolo diventerebbe un semplice ingranaggio della produzione. Si baratterebbe l'attuale sistema (sbagliato quanto si vuole) con un sistema ben peggiore - molto simile al sistema liberale che, proprio mentre parliamo, sta ancora chino a raccogliere i cocci della "bolla" che non ha saputo controllare.

     
elementi per pagina
  • 03 marzo 2015 alle ore 14:57
    Incipit

    Come comincia: Perché lui è il classico adolescente ribelle, o comunque al di fuori degli schemi: non gli importa come appare agli altri. I vestiti trasandati gli conferiscono forza, addirittura. E poi si sa, i ribelli sono tali perché scoprono prima di ogni altro la realtà, la interrogano e, rompendo le convenzioni, trovano risposte più adeguate ai propri "perché?".

     
elementi per pagina
elementi per pagina
  • Un'economista cum laude che, con questa monografia, esordisce sul panorama scientifico del diritto e dell'economia.
    L'opera analizza un particolare aspetto del diritto della concorrenza: quello delle intese verticali. L'analisi prende le mosse dalla legislazione europea, per arrivare a studiare l'amalgama che si crea con la legislazione interna.
    Un libro prezioso per tutti gli operatori del diritto, della scienza economica e per i professionisti.

    [... continua]

  • Un romanzo breve che conduce il lettore di fronte a pensieri che, invece, si nascondo tra le mille illusioni della quotidianità. L'assurdità delle scelte umane è qui esasperata dall'esperienza di Drogo, tenente di prima nomina dell'esercito Austro-Ungarico. Gran parte della storia si dispiega tra le mura della fortezza Bastiani, posta su una montagna a guardia di un deserto. Il deserto dei Tartari. Chi mai potrebbe violare quel confine? Quale serio pericolo potrebbe mai venire da un deserto così inospitale? Eppure, la scarsa attività di un simile avamposto è, subdolamente, custode di sogni e speranze che superano ogni logica. Coscienti delle proprie illusioni, eroi d'altri tempi hanno scelto di dedicare una vita intera a quella vetta, a quel deserto: in attesa della gloria. Un'attesa che nessuno ammette di vivere, per pudore: quasi fosse puerile sperare in una guerra. Drogo, ancora giovane, vorrebbe semplimente fuggire quel tedio assurdo: forse anche lui s'illude di poter evitare la febbre d'immortalità che ha già contagiato i suoi colleghi. Anche il lettore resta in bilico, aspettando una svolta: un trasferimento, una guerra o anche solo una chiara decisione di Drogo. Nel testo, ci sono pagine che regalano qualche avvenura; la quale interrompe giornate che, altrimenti, sarebbero tutte uguali. I personaggi, seppur soldati, assomigliano per molti versi a persone comuni, poiché si nutrono delle stesse passioni: la vita umana è un'attesa, una scalata. La verità è che ciascuno accetta le proprie illusioni solo perché è profondamente convinto che potranno realizzarsi. Lo stesso romanzo, ad un certo punto, dà colore a quell'illusione. Amaro è però capire di aver vissuto per ottenere, in cambio, una beffa: alla fine si è stati portati alla deriva da una vita che, invece, si era creduto di poter dominare.

    [... continua]

  • Un viaggio ragionato sulle vie della crescita di ogni uomo, con un occhio sempre rivolto a quei soggetti che s'impegnano ad educare. Per educare è necessario conoscere, ma anche ragionare e, soprattutto, condividere le emozioni altrui. Il testo si propone di saggiare tutte le questioni più dibattute dello scenario bio-politico, religioso, sociale. L'autore propone una propria lettura dell'evoluzione umana, della ragione e della comunicazione - tutti elementi che, in un modo o in un altro, hanno a che fare con l'educazione, con la crescita culturale e interiore di ogni essere pensante. Non si impone un punto di vista, il testo esamina sì alcune questioni, ricercando sempre un equilibrato compromesso tra le varie idee; ma sta a ciascuno riflettere su di esse e costruirsi la propria idea. Non si dice, dunque, "cosa pensare" ma, semplicemente "di pensare" tra Tabù e Biopolitica, Evoluzione e Tradizione, Esperienza e Teoria.

    [... continua]