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Autore

Basilio Antoci

in archivio dal 12 apr 2011

12 febbraio 1987, Catania - Italia

mi descrivo così:

15 novembre 2013 alle ore 1:07

Questa non è una poesia

L'uomo è libero - per comodità fingiamo che si tratti di una libertà assoluta (senza star qui a filosofare sulla libertà) - e non è obbligato a far nulla.

Se una cosa non piace, non vi è l'obbligo di entrarne a far parte, ma non esiste nemmeno l'obbligo o il diritto di distruggerla.

Le professioni intellettuali, senza Ordini, sarebbero (mi si passi l'ironia) disordinate: puro e semplice mercato, legge della concorrenza, zero deontologia (credo poco nel self-control della gente e nell'autoregolamentazione).

La liberalizzazione porterebbe alla creazione di "s.p.a." e "multinazionali del diritto" più di quante non ne esistano già. 

E lì si che il singolo diventerebbe un semplice ingranaggio della produzione. Si baratterebbe l'attuale sistema (sbagliato quanto si vuole) con un sistema ben peggiore - molto simile al sistema liberale che, proprio mentre parliamo, sta ancora chino a raccogliere i cocci della "bolla" che non ha saputo controllare.

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