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in archivio dal 23 set 2009

Gianfranco Pacco

04 ottobre 1963, Trieste - Italia
Segni particolari: Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.
Mi descrivo così: Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...
Mi trovi anche su:

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  • 15 aprile alle ore 21:06
    Pan xe sempre pan

    Panini caldi che la muleria
    gusta sporcandose le man
    ma resta sempre pan

    panini de gelato, i esisti per bon....
    ma se no te se movi se squaia
    e te rovina la festa....
    ma sempre pan resta

    toast magnadi de furia,
    formagio che fondi e fila
    sarà anche fatti col pan quadrato,
    che el peck  gà fato pian pian
    e quindi resta sempre pan

    ndemo in gita a far pic-nic!
    cossa portemo ? un dò panini!
    De crudo, cotto e formaio,
    xè più san,
    ma il pan xè sempre pan

    per impanar fetine
    bisogna farlo gratà,
    ma anche se prima iera un toco intiero
    sempre pan xe restà

    per merenda de picio
    i me dava pan ,zuchero e buro
    provèlo, xè bon sicuro.....
    anche se lo fazè col pan duro!
    se po' el pan xè ssai duro,
    alora i lo taia e i lo brustola in forno:
    vien fora fetta biscottata
    e sora ghe và la marmelata.....
    per i miei fioi xè tuto una ridada
    meter la marmelata per tuto,
    meno che sulla fetta biscotada
    ma no voio perder el fil del discorso:
    anche se xe la feta
    pan iera e pan resta

    no fa differenza gnanca el tipo de pan:
    pol eser un bon filon
    ma anche la schioppetta o l’integral
    no fa mai mal
    xè logico che la zavata no xè per far panini
    e no se gà mai visto far tartine co le bighe o le sfogliatine
    el pan caldo se sposta  nelle varie tratorie
    presto, la matina
    e co te vol merenda
    el se compagna con un poco de porzina
    insoma
    che sia panini o  toast,
    pan grattà o fette biscottate
    xe sempre uno il grande protagonista
    semplice o vestido a festa
    gira e missia
    sempre pan resta...

     
  • 04 settembre 2015 alle ore 10:35
    ascoltare

    Come ascoltare un libro
    ascoltare i nostri vecchi
    come leggere un libro di storia
    perchè loro
    quel libro l'hanno vissuto
    perchè loro su quel libro
    hanno scritto il finale
    un finale che a volte
    vorremmo poter cambiare
    un libro che spesso sfoglio
    e mi sembra di sentire
    la tua voce nonno
    perchè nonno
    scriveva ad alta voce
    per farmi leggere
    il suo libro
    ascoltandolo con gli occhi

     
  • 06 luglio 2015 alle ore 16:22
    Indrio nel futuro...

    Vardando el mar

    no te scolti el vento

    scoltando un temporal

    no te vedi'l tempoche scori soto i oci

    che'l te scampa

    e quando'l se inacorzi

    el te grampa

    e lassite becar

    che in mezo ai sogni

    sempre te pol sperar

    novi colori

    che i vegni a ingrumar

    riflessi e fiori

    che mai dimenticà

    in zima al cole

    e zò fin Miramar

    sufiando bole

    e anca quel morbin

    xe 'ndado 'vanti

    el iera picinin

    per tuti quanti

    cressudi xe

    quei muli

    che ciapai per man

    sognava verti i oci

    basandose pian pian

     
  • 29 maggio 2015 alle ore 9:52
    Molo

    sentà sul molo

    scriver dela mia zita'

    xe storie che sbatocia

    tuto quel che xe passà

    e nel missiot

    robe vien a gala

    come fussi 'desso

    come un refolo de fantasia

    sentà su un scagno

    de matina bonora sul mar

    prima che tachi el remitur

    ogni storia nassi

    e dopo el neverin

    riva el seren

    ogni ragio ciapa color

    el triestin sogna

    e se inamora de l'amor...

     
  • 30 marzo 2015 alle ore 14:53
    Come la prima volta

    Sipari che proteggono

    e quando si aprono

    mostrano solo una parte

    perchè di nascosto

    tuto è custodito

    tutto si sa

    magia del palcoscenico

    segreti che

    non si svelano

    timidi come bambini

    indifesi e soli

    appena

    l'ultimo faro

    spegne un sogno

    e domani pronti

    ad accenderlo di nuovo

    profumi e copioni

    mescolando applausi

    emozionandosi

    come la prima volta...

     
  • 27 gennaio 2015 alle ore 13:08
    Briciole

    Briciole di un giorno

    che il tramonto raccoglie

    per mescolarne i suoi colori

    per renderli più bui

    finche' non arriva l'alba

    lasciando un nuovo sogno

    a ogni stella

    cercando sempre

    entusiasmandosi

    da qualche parte

    oltre l'arcobaleno

    una pennellata nei ricordi

    parole e immagini

    per sognare

    come i figli

    pronti a scoprire

    il mondo

    entusiasmarsi

    delle briciole

    dei giorni

    e poi sorridere

    per giocare

     
  • 08 gennaio 2015 alle ore 13:32
    Quel Nadal

    quel nadal

    che picio iero

    me scondevo soto el leto

    per veder babo nadal

    che rivava in camineto

    co le rene mi credevo

    parchegiade sora el teto

    in gropado un fiatin

    in quel buso iera streto

    desso i tempi xe cambiadi

    el te riva su fesibuk

    taga clica manda mail

    che va vanti xe el progresso

    ma se un atimo scoltemo

    fa rumor ancora desso

    de nadal i auguri veri

    come un tempo se capissi

    quei del cuor

    i xe sinceri

    ogi uguale come ieri

     
  • 12 dicembre 2014 alle ore 10:48
    Sognando Trieste

    Quando la notte ricopre

    i nostri sogni

    quando i sogni

    accompagnano

    le onde del mare

    Trieste di nascosto

    controlla come una vecchietta

    tante emozioni passare

    e ogni piccola mossa

    a riscaldare la gente

    come un "refolo" di bora

    sopra Miramare

    di fianco a Piazza Grande

    vicino all nostro molo

    in silenzio a ricordare

    come un bambino

    che sempre spera

    mi sembra di nuovo mamma

    con Trieste

    che un tempo c'era

    ritrovar

     
  • 12 gennaio 2014 alle ore 20:29
    Teatrando

    folle magia
    magica atmosfera
    rumoreggiare composto
    emozioni buie
    calore avvolgente
    scie di luci e sensazioni
    sipario che si apre e protegge
    fantasie
    su palchi del passato
    cigolare di tavole
    giovani idee per il futuro
    teatrando
     

     
  • 20 settembre 2013 alle ore 12:35
    Come aquiloni

    Lentamente capire
    Dove l’oscurità
    Diventa luce
    Dove il mondo avanza
    Dove tutto sfugge
    Rincorrersi e
    Non raggiungersi
    Sfiorarsi e
    Non toccarsi
    Poi svegliarsi
    Togliere i lucchetti
    Alle idee
    Lasciarle rimbalzare
    E giocare
    Come aquiloni
    Sospinti dal vento
    Sognare avanti
     

     
  • 20 settembre 2013 alle ore 12:34
    Tutto scorre...

    Il tempo scandito dai tuoi sguardi
    lancette che si rincorrono...

     
  • 11 settembre 2013 alle ore 10:06
    Immensamente

    Un battito d’ali,
    un soffio di vento,
    il mare increspato...
    I tuoi occhi:
    l’immenso

     
  • 23 giugno 2013 alle ore 18:26
    Un bacio

    Un quadro d’autore
    Una foto a colori
    Un mosaico d’amore
    Parole del cuore
    Un bacio è così

     
  • 04 giugno 2013 alle ore 10:59
    Autunno in Carso

    Autunno su in Carso tra mille colori

    c’è una magia che manda profumi

    chi arriva da fuori come incantato

    dal nostro mare anche lui colorato

    Vedi le foglie di rosso vestite

    provi a guardarle quasi emozionate

    Chissà se in un sogno Risponderanno:

    “non raccoglieteci non fate il danno”

    venite a guardarle qua in Carso dal vero

    non serve nel vaso qua noi viviamo

    e quadri d’autori per voi dipingiamo

    ma se ci staccate allora mistero

    la tela sbiadisce il quadro sparisce

     
  • 21 maggio 2013 alle ore 15:58
    Romantico...

    Come una pallina che rotola in discesa
    Come un ramo trasportato dalla corrente
    Come una stella cadente d’estate
    Come un sentimento che irrompe nei cuori
    Comeu n dolce pensiero lontano
    Come unaf avola portata dal vento
    Comeu n finale ancora da scrivere

     
  • 16 maggio 2013 alle ore 14:39
    A volte...

    A volte basta un sogno...
    A volte ci lasciamo coinvolgere...
    A volte ci facciamo trasportare...
    A volte non ci pensiamo...
    A volte è la fantasia...
    A volte sono le fiabe...
    A volte…ci svegliamo!

     
  • 08 maggio 2013 alle ore 11:21
    Dalla cima...

    Dalla cima di un monte
    scendeva la luna
    un bambino correva
    a raccoglier una stella
    la mano tendeva
    e come d’incanto
    il sole sorgeva
    a guidarlo lontano
    i sogni da grande
    per realizzare
    e come un gabbiano
    sull’onda inseguire

     
  • 02 maggio 2013 alle ore 14:16
    Amicizia

    come perle nella conchiglia
    come un bimbo e il suo sorriso
    come il vento nelle fessure
    come le onde assieme al mare
    come le foglie attaccate a un ramo
    come i vecchi sanno ascoltare
    come conoscersi pian piano
    come amici prendersi per mano
    come granelli di sabbia
    come gocce nell’oceano
    come i colori dell’arcobaleno
    come le note di una canzone
    come vuoi immaginare
    come i sogni

     
  • 24 aprile 2013 alle ore 9:17
    Cartolina

    Abili mosse
    come scacchiera
    Trieste una favola
    Oggi e com’era

    Prova a guardare
    mentre cammini
    La bora ti parla
    senza confini

    Andare portati
    da un soffio di vento
    Chiudere gli occhi
    vagare contento

    Trieste una nuvola
    Mai dimenticata
    Trieste l’amore
    Una fiaba incantata

    Le vie piazza grande
    A ridosso del mare
    Audace quel molo
    Seduto a pensare

    Per Lei voglio scrivere
    Giocare sognare
    Per questa città
    Sul suo lungomare

    Ancora quel vento
    Idee spettinate
    Scompiglia i pensieri
    Di noi innamorati

    Negli anni ricordi
    Profumi ancor vivi
    Poeti ed artisti
    Ed oggi li scrivi

    A volte nascondi
    Già note bellezze
    Carso e castelli
    Del mare le brezze

    Sei timida e magica
    Emani una scia
    E chi ti respira
    Non va più via

     
  • 20 marzo 2013 alle ore 16:35
    sulle onde

    cullarsi in mezzo al mare
    fra il silenzio
    sognare
    portato avanti
    da un venticello
    che mette a nudo
    tutti i pensieri

     
  • 25 gennaio 2013 alle ore 12:16
    Liberi

    Liberi di volare
    Come pensieri alal rinfusa
    Come parole all’infinito
    Come gabbiani alla deriva
    Come sogni nel vento
    Liberi di volare
    Soli nel tempo

     
  • 10 gennaio 2013 alle ore 11:57
    Senza fermarsi

    C’è una lunga discesa
    uno scivolo
    lì ho svuotato
    i miei cassetti
    con tutti i sogni
    che custodivo dentro
    e loro hanno inziato a scivolare
    raccogliendo altri sogni
    che stavano rotolando
    a braccetto li ho visti proseguire
    non riuscirono più a fermarsi
    ed il gioco continuò

     
  • 30 novembre 2012 alle ore 10:13
    palchi

    Mondi lontani
    Quasi a toccarsi
    A volte vicini
    A volte sfiorarsi

    Un volo stupendo
    Con la fantasia
    Sta arrivando
    Sul palco poesia

    Scorre il sipario
    Gli occhi di tutti
    Nell’immaginario
    E allora ti butti

    Si snoda veloce
    Duec atti e risate
    L’attore, la voce
    Paure andate

    Battito di mani
    Il groppo va via
    Bambini e anziani
    Come fosse magia

    E quando in finale
    Si chiude il sipario
    In sala silenzio
    L’attore a pensare
    è già domani
    per ricominciare

     
  • 08 novembre 2012 alle ore 8:46
    Amore

    Amore, ti regalerò la luna.
    Amore, ti prenderò il sole.
    Amore, ti ruberò una stella.
    Amore...hai posto in soggiorno?

     
  • 28 ottobre 2012 alle ore 12:42
    Refolade

    La sburta lontan
    parole e pensieri
    la fa confusion
    sbatendo sui muri

    La gente se sveia
    rumor tropo xe
    che nei piani alti
    ghe trema el role'

    E solita storia
    ''camina sul molo''
    cussi' che'l clabuk
    fa un tufo da solo

    'Sta ''granda'' persona
    altro no ga de far
    che far el mona
    e 'ndar rente el mar

    Spetemo momento
    co'l refolo bon
    dele clanfe tandul
    te diventi campion

    Bon desso vado
    xe matina bonora
    preparo cafe'
    anche per la bora

    © gianpacco 28.10.12

     
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  • 15 aprile alle ore 20:40
    La forza del basket

    Come comincia: Tutti gli sport lasciano il segno, quando li hai praticati per tanti anni…e poi il segno diventa indelebile se chi quello sport te l’ha insegnato in mabniera speciale, appassionata, in un modo che può solo farti innamorare, nel mio caso della palla a spicchi…e si sa che il primo amore non si scorda mai, anzi il primo ciuff non si scorda mai…
     
    “Pronti a pranzare, come ogni domenica ad un orario insolito, i miei mi hanno semprer sostenuto nello sport, ma il patto era: “prima la scola e dopo il canestro”, difficile da mandar giù, ma non ebbi scelta, solo avanti negli anni ti accorgi che sono state regole fondamentali per crescere.
    Il sole con i suoi raggi entrava nel soggiorno di casa, dovevo finire i compiti, papà leggeva e mamma stava finendo di preparare il minestrone di pasta e fagioli…
    -ghe vol energia per far canestro
     
    -Mama se ciama energia? Te sa che dopo me xe pesante…
    -te son mingherlin…te cori tanto ma se i te beca i te ribalta con un sufion, magna…dopo xe bisteca…
    E già sapevo che sarebbe stata la solita fettina formato famiglia…
    Quel bel sole del mattino intanto, nel primo pomeriggio lasciò il posto ad una fitta nebbia: andai in poggiolo e percepii l’atmosfera di una favola…
    Stavolta si giocava al palasport di Chiarbola, prima della partita di serie A, era un giorno speciale, perché tra gli spettatori ci sarebbero state due persone per me specialissime…Finalmente avrei potuto riabbracciarle…
    Io ancora non sapevo nulla, era una sorpresa
     
    Ma quando vidi la tavola apparecchiata per 5 mi venne un dubbio…avevamo ospiti?
    -Papà go de concentrarme…se no me sento dir che giro co l’aquilon
    -almeno che te se concentrassi cussì anche sui libri
    -mama scusa gavemo ospiti ogi? Xe anche el servizio quel bel, quel dele grandi ocasioni
    -disemo che te ga una partida importante…e xe 2 tuoi tifosi che xe vignudi a Trieste solo per ti
    A sentire questa frase immaginai a qualche selezionatore, era facile montarsi la testa a 15 anni, ma in realtà sarebbe stata una sorpresa molto più importante…
     
    Borsone pronto, faccio per andare…
    -stropolo, te ga messo l’accapatoio?
    -ah no, xe vero, starò bagnà
    -e le mudande de ricambio?
    -orca gnanche…farò senza
    -‘scolta se te vol vado mi a zogar…te ricordo che l’altra partida te se ga dimenticà el bagno schiuma
    - no, mama go sbaglià botiglia…
     
    -iera el savon per i piati, tandul…Te la finirà de gaver la testa fra le nuvole?
    Mamma aveva ragione, ma non riuscivo proprio a pensare ad una cosa sola: se giocavo a basket pensavo ai racconti da scrivere, se scrivevo pensavo alla chitarra, se suonavo…
    -stropolo mai che te pensassi ala scola, cussì ‘nderà finir che te farà tante robe e gnanche una ben…
    Chissà se ora i miei da lassù hanno cambiato idea almeno in parte…In fondo almeno per la testa fra len uvole son stato coerente…
     
    Cappellino e mi avvio, casa mia era a 10 minuti a piedi dal palasport…
    Arrivo in spogliatoio e subito coach Tullio inizia il discorso, quello che ti dava il giusto “tremaz” nele gambe, quello che il culo o te lo faceva muovere in campo o ti serviva per tenere calda la panca
    -savè che ogi gaverè publico, savè anche che me tocherà zigar per farme sentir, perciò tignì le orece ben verte, mi voio vinzer punto, e no stemo inventar scuse…dai cambieve e ‘ndemo far due file
    -coach ogi per mi xe una partida speciale
    -sentimo l’artista cossa se inventa ogi…’scolta femo cussì, zerca de butar la bala in canestro, sarà za speciale…
    -sarà assai de più…promesso coach
    Le mie promesse lui le conosceva, sapeva anche che ero leggermente creativo e mi diceva sempre
    -se tuta quela fantasia che te ga per scriver te la gaveria in campo, poderia anche pensar che i mii insegnamenti con ti no xe finidi nel cesso
     
    Palla a due…sono in quintetto…e non era per nulla scontato.
    La butto anche dentro…Le emozioni si susseguirono per tutti i 40 minuti, i miei sguardi ogni tanto incrociavano quelli dei miei genitori, ma soprattutto dei due ospiti speciali che riconobbi solo a fine primo tempo mentre tornavo negli spogliatoi: un brivido mi attraversò e gli occhi divennero lucidi…
    -movite Gan, mi disse un cvompagno, Tullio xe incazà…
     
    -gavè intenzion de farme fumar più del solito?
    Disse Tullio seduto sul lettino dell’infermeria…Intanto io rimasi appoggiato sullo stipite della porta
    -ricordeve che nela vita qualche volta ghe vol tirar fora le bale senza calar le braghe…questo xe el momento
    Buttò la sigaretta, che mi arrivò addosso e tornò in campo…
    -Tullio, brusa…
    Tornò da me, mi fisso…
     
    -poderia brusar de più se perdemo…
    Ci guardammo tutti in silenzio, riempimmo le boracce e rientrammo in campo anche noi…
    C’era un tifo assordante, oramai i tifosi per la partita di Trieste che sarebbe iniziata di lì a poco, erano tutti che intonavano cori…
    A dire il vero anche questo clima contribuì a farci giocare meglio, ma io avevo una spinta in più, no, non la pasta e fagioli, ma i due ospiti speciali…Vincemmo…
    La forza del basket è anche aiutarti a creare, per rivivere quello che in realtà era solamente un sogno, ma sappiamo bene che a volte i sogni sono ciò che avremmo voluto e secondo me sarebbe andata proprio come ve l’ho raccontato…
    Anche se vincemmo, Tullio era soddisfatto ed io giocai bene, l’importante fu riabbracciare a fine partita i due ospiti speciali: nonno Bepi e mio fratello Paolo, tifosi che non ho mai potuto avere sugli spalti, ma quell’unica volta si, e me la tengo stretta.”

     
  • 30 marzo 2015 alle ore 14:50
    Non più di 100...

    Come comincia: ...E dopo 23 anni di basket agonistico, come avrei potuto non scrivere della palla a spicchi, del cerchio di ferro e della mitica retina...i ricordi sono tanti..mescolati ...quando ho iniziato io a giocare il tiro da 3 esisteva solo nell'Nba (e siamo nel 1973)...si giocava con i calzettoni lunghi, i calzoncini super atillati (per mostrare i muscoli??) e le canottiere che ti creavano un notevole prurito....adesso ci sono calzoni alla pescatora (rigorosamente a vita bassa) e magliette senza maniche al posto delle canottiere, con sotto le "bellissime" magliette della salute...le calze ci sono, ma sembra che non ci sianoa, da tanto sono corte....una volta se avevi le converse bianche in tela eri alla moda...adesso esistono air...nere, bianche, rosse....e mille altri nomi impronunciabili di scarpe...ma vi assicuro che far canestro non dipende dal tipo di scarpe....

    Quela volta gli allenatori (coach) chiamavano time out e ti davano tutto: asciugamani, boracce, spray per i colpi....adesso i coach chiamano time out e dalla panca si alzano massaggiatore, medico, accompagnatore, zii, cugini, vice coach, lavagnette, pennarelli....e il time out è già finito....adesso ci si da il 5 anche se si è subito un fallo tremendo...quella volta i vecchi della squadra ti dicevano "scemo" e avrebbero voluto batterti, ma sulla testa...io ho iniziato in ricreatorio: un istituzione per la nostra città che continua ancora oggi...Finita la scuola, se non c'era allenamento, in "ricre" tiravi a canestro tutto il dopopranzo ...i giochi erano sempre quelli: giro del mondo e 21...e quello era l'allenamento migliore (stile slavo "corri e tira") per le partite del sabato...il mio primo maestro di basket (si perchè guai a chiamarlo coach) ci portava a giocare dall'altra parte della città a piedi dicendo che era un buon riscaldamento...e anche se vincevamo tornavamo indietro a piedi,(però con la coca-cola pagata) perchè diceva che era un'ottima soluzione defaticante...e noi lo ascoltavamo in religioso silenzio..però io ero abbastanza brontolone, ma alla fine del mio primo campionato (già che ero abbastanza lungo per la mia età...) ho vinto la classifica marcatori e lui mi fa: "visto, così adesso starai un po' zitto!!!"... e come potrò mai dimenticarlo: è stata una grande scuola di vita per il nostro avvenire, e non c'entra il basket, ci ha insegnato l'amicizia e lo spirito di squadra, del risultato non gli fregava più di tanto, ma solo adesso mi rendo conto quanto sia stato importante come uomo.....e intanto camminavamo...uhhh se camminavamo....solo una cosa non mi è mai andata giù del suo modo di fare: non ha mai voluto che segnassimo il punto numero 100...è sucesso tantissime volte che arrivavamo a 99 e tutti ci guardavamo..sperando...ma dalla panchina lui niente...e siamo attorno ai 12/13 anni...gli altri allenatori che ho avuto ( e che scriverò un'altra volta) negli anni seguenti ci lasciavano andare oltre i 100...purtroppo non capitava più tanto spesso...

     
  • 28 ottobre 2013 alle ore 14:34
    Biancanet e i 7 post

    Come comincia: ss
    Mi è successo anche questo, solo per voler raccontare le fiabe ai bambini…
    “Oh mio facebook chissà quanti mi piace ho oggi sulle mie foto, aspetta che controllo “
    Esclamò la vecchia Sonunwc (perché sonuncesso è più volgare, dissero al momento della scelta del nome, i genitori della megera), accorgendosi che qualcuno aveva più consensi di lei, divenne più brutta di quello che già era, uno sguardo truce e cupo.
    Poi venne a scoprire che la bella Biancanet, una giovane d’oggi, molto dolce, graziosa e internauta, aveva ottenuto con una sola foto il doppio dei mi piace suoi.
    E pensare che Sonunwc continuava a inserire foto nel suo gruppo “le belle (più o meno) della rete” praticamente ogni giorno.
    Si fotografava da sola, in tutte le pose e non perdeva occasione per farsi ammirare, ma era brutta, purtroppo, ed anche molto cattiva.
    Nessuno le chiedeva l’amicizia su facebook, anzi era lei che supplicava tutti di chiedergliela, però spesso veniva bloccata perché esagerava.
    Appena si accorse dell’accaduto decise che Biancanet non avrebbe più dovuto batterla e quindi non c’erano tante soluzioni disponibili: toglierle l’accesso ad internet non si poteva, distruggerle il modem nemmeno (ne avrebbe acquistato un altro)…e allora?…
    Allora renderla brutta…anzi sfigurarla…il suo misero e meschino piano iniziò a prender forma…seguendo i consigli di un terribile hacker.
    L’hacker costruisce ed elabora in velocità appositamente una pen-drive per la megera: sarà un ordigno terrificante che adoperato da Biancanet la renderà bruttissima…
    Ma dai come può una pen-drive fare tutto ciò…?
    Fidatevi e leggete avanti questa strampalafavola.
    Biancanet, ignara di quanto le stava per accadere, è sempre alla disperata ricerca di lavoro e di questi tempi avrebbe accettato qualunque offerta…
    Ed è così che riesce a farsi ricevere da Sonunwc , non potendo nemmeno lontanamente immaginare il seguito.
    Ovviamente e prevedibilmente come ogni fiaba thriller che si rispetti, di solito la vittima va ad aprire la porta all’assassino, in questo caso la vittima viene assunta senza tentennamento alcuno dalla sua carnefice…
    Ma perché va sempre a finire così? Biancanet no, non farlo…ti prego, torna indietro, noooooo.
    Niente, oramai aveva varcato la soglia della casa della megera, non si poteva più tornare indietro.
    Inizia a lavorare, a rassettare, a lavare e stirare e a pulire il notevole strato di polvere che ricopriva tutto (e certo se Sonunwc è sempre su facebook non ha il tempo materiale per pulire la casa!).
    Il lavoro procede anche se diventa sempre più massacrante, fino a che un giorno Biancanet sfinita, decide di scappare…senza dare nemmeno il preavviso contrattuale previsto.
    Scappa Biancanet, le urlava una voce dal di dentro…scappa più veloce che puoi…approfitta che la vecchia è al computer…non si accorgerà di nulla.
    E così fece: la ragazza, iniziò a correre forsennatamente, attraversò strade, ponti canali…oltrepassò campagne e laghi…e tutto senza il benché minimo aiuto di un tomtom…
    Ad un certo punto stremata si ritrovò in mezzo ad un fitto bosco di pini…
    Un profumo inebriante, ma non doveva rilassarsi…era sola…e prima o poi Sonunwc se ne sarebbe accorta…doveva mettersi al riparo.
    Calavano le prime ombre della sera.
    Di lì a poco scorse una casetta…probabilmente l’unica, con una gigantesca antenna parabolica: siamo nel 21° secolo, pensò la nostra fanciulla, meglio una casa con la parabola…
    Bussò ma non rispose nessuno…ritentò e poi si accorse che dal camino stava uscendo del fumo…quindi doveva essere una dimora abitata.
    La porta era aperta e così Bbiancanet un po’ timorosa entrò e si trovò davanti una grande sala piena di computer, tablet cellulari: dunque, o si trattava di qualche ladro che usava la casa nel bosco come deposito dei malloppi delle sue ruberie, oppure poteva trattarsi di una postazione di qualche azienda informatica segreta…chissà.
    Però quanta polvere…anche qui come nella casa di Sonunwc: forse era colpa di facebook?
    Seppur poco convinta Biancanet decise di dare una bella pulita…e allora iniziò a risistemare i faldoni di carta che circondavano tutti i macchinari, pulire la polvere, mettere a bollire l’acqua in un pentolone (l’unico trovato) per farsi una pastasciutta…
    Insomma un vero “repulisti”, del resto Biancanet non sopportava la sporcizia, il disordine, ma soprattutto la polvere…
    etciù…
    (scusa biancanet ma ne hai sollevata parecchia ed io sono allergico…scusate l’interruzione)
    Salute, rispose qualcuno…si ma qualcuno chi?….
    La giovane si girò e vide un coloratissimo pappagallo con tanto di pannelli solari, praticamente un papparobot…una novità e sul tavolo vide i documenti che comprovavano l’avvenuto brevetto dell’animale (a cosa servisse lo lascio alla fantasia dei lettori c’era scritto…)un brevetto inventato da chi abitava in quella casa sicuramente…un inventore, pazzo?
    Bello però,Biancanet chiacchierò per un po’ col papparobot o per meglio dire lo ascoltò ripetere le frasi che lei buffamente pronunciava a raffica…
    Poi un attimo di panico…Biancanet sentì un vociare confuso venire da lontano…anche il papparobot misteriosamente si bloccò…non poteva essere un effetto sonoro della bestiola…no infatti era qualcosa che si avvicinava…e man mano che il rumore aumentava la ragazza si rese conto che si trattava di un gruppo di persone e non di una persona sola…
    Ecco si…stavano arrivando dei buffi e alquanto strani personaggi (perché finora tutti normali vero?)
    Erano i 7 post che allegramente cantavano a squarciagola:
    --“andiam andiam
    andiam a navigar
    su facebook twitter e internet però
    non so
    skype ora c’è per te
    adesso puoi guardar
    dal vivo tu mi puoi
    anche telefonar
    la la la la la la”—
    Erano esseri minuscoli compatti tosti e massicci…dei cubi praticamente…entrarono ordinatamente con a capo Facebookilo anche Taggalo, Postalo, Linkalo, , Twittilo, Maililo, Chattalo…
    Biancanet salutò con voce tremolante e Facebookilo, il più vecchio, prese la parola e ammonì la giovane sul fatto che aveva violato una proprietà privata…poi le chiese l’amicizia su facebook…
    Ben presto divennero amici, non solo di facebook, si spiegarono sorseggiando un buon bicchiere di vino e festeggiarono fino a notte fonda…canti, balli e follie.
    Pian piano dopo averla ringraziata delle pulizie si addormentarono uno sulla spalla dell’altro…
    L’alba!
    Era una splendida giornata…il sole iniziava il suo sorgere…quando il suo innalzamento si bloccò bruscamente e tornò il buio più pesto.
    I 7 post e Biancanet si svegliarono praticamente all’unisono e dopo un po’ si sentì bussare alla porta…
    Classica situazione ripetuta…ok…
    Si sentì bussare alla finestra…ecco, meglio?
    Facebookilo andò ad aprire le imposte e si trovò innanzi una vecchietta ricurva sul suo bastone con un sacco all’apparenza pesantissimo…
    La fece entrare…noooooo…non dalla finestra…dalla porta…(ah si giusto)
    La vecchietta era… (per chi non l’avesse capito…ok…ok…non dico nulla…avete capito tutti)
    Dicevo, la vecchietta si spiegò e si giustificò dicendo di non saper usare il pc…facebook twitter…insomma tutti gli aggeggi del progresso e voleva stare al passo con i tempi: aveva sentito molto parlare dei 7 post e quindi…
    Biancanet, malauguratamente volle rendersi utile e così si offrì di dare spiegazioni lei stessa alla vecchietta: bingo!
    (siamo sicuri che avete capito chi si cela così misteriosamente sotto i panni della vecchia?)
    Iniziarono le lezioni…
    Anche i 7 cubi…ops, i 7 post ascoltavano…
    la vecchietta per ricambiare l’ospitalità e la pazienza regalò la terribile pen-drive a Biancanet, che ne fu entusiasta…
    Effettuarono poi l’accesso anche a facebook e quando la vecchia vide che nuovamente la fanciulla aveva superato i mi piace rispetto alle sue foto si agitò tremendamente…
    i 7 post si allarmarono…misero a bollire l’acqua per una camomilla, ma la vecchietta Sonunwc era già scappata urlando…
    Bene la camomilla se la divisero tra loro e finalmente Biancanet inaugurò la pen-drive ricevuta in regalo…e bumm
    Uno scoppio tremendo, un vetro dello schermo scheggiò lo splendido viso di Biancanet e il sangue iniziò a fuoruscire: la ragazza svenne…
    I 7 post in un primo momento pensarono di inserire subito un post (non uno di loro, ma proprio un post scritto) su facebook ma poi convennero che nessuno scrive i affari propri sul social network….ahahahah (qui la risata ci sta)
    Presero degli stracci per tamponare l’emorragia e vi riuscirono…
    Intanto uno dei post (non scritto, quello vero) era corso a telefonare con skype al famoso principe adsl20mega…era l’unico che avrebbe potuto collegare di nuovo con il mondo e con la vita la splendida Biancanet e farle sparire la cicatrice dal viso…
    In men che non si dica arrivò adsl20mega tirò fuori lo spinotto appropriato per medicare la ferita si chinò sulla ragazza la collegò…ops…volevo dire la baciò
    Miracolo: biancanet aprì gli occhi…era di nuovo collegata…e senza cicatrice alcuna…
    subito venne cambiato lo status dei due…da single a fidanzati…
    E come ogni fiaba che si rispetti vissero felici e connessi
     

     
  • 01 marzo 2013 alle ore 9:12
    Un salto nel tempo

    Come comincia: Ecco, lo sapevo, sarebbe bastato il tocco magico del raspacapelli per poter fare un salto nel futuro…
    Un futuro non tanto lontano dove regnava la più totale confusione astronautica…
    Del resto in questo periodo siamo abbastanza abituati alla confusione nel nostro paese…
    Pertanto il tocco fatato del raspacapelli non ha fatto null’altro che trasportarci tutti in un’altra dimensione dove inizialmente nessuno si accorse di non vivere più in Italia, tanto la confusione era comunque la stessa; il solito tran tran quotidiano, il solito caffè con la solita brioches…
    Ma che succede…è una brioches gigantesca…oserei dire una bigbrioches…
    Dimenticavo un particolare: nel trasporto tutti e sottolineo tutti, abbiamo perso qualche centimetro ed anche qualche chilo…
    Quindi senza dieta alcuna ci siamo ritrovati come Gulliver: un viaggio fantastico in un mondo che più piccolo non si può.
    Si perché non è normale mangiare la bigbrioches, ma è ancora meno normale tutto il resto…Sentite…
    Arrivare al primo piano dell’ufficio ed esser stanchi come se l’ufficio fosse stato spostato al centesimo piano…
    Provate voi a farvi due rampe di scale essendo alti più o meno 15 cm…
    Si pose subito un problema: gli spostamenti erano pazzeschi, l’auto non la potevamo guidare ed aerei così piccoli, magari con voli last minute non li avevano ancora inventati…
    Ma andiamo con ordine (si fa per dire): qui bisognava correre ai ripari, si rischiava di perdere il lavoro, la casa, gli affetti, non ci vedeva nessuno, non si poteva di certo continuare a sperare in un tocco magico di qualche aggegio simile al raspacapelli…
    ma c’era anche il rischio che con questi tocchi magici potessi ritrovarmi in chissà quale epoca storica…speriamo bene.
    Appunto, non avevo neanche finito il mio pensiero volante che subito il tocco di un turbopettine mi catapultò ulteriormente avanti nel tempo…
    Dove le città erano tutte sospese nel vuoto e dove non esisteva il traffico, le persone si muovevano librandosi nell’aria, galleggiandovi chissà per quale strana legge fisica…o fantascientifica…
    I mezzi pubblici consistevano in tante scie luminose che si incrociavano senza scontrarsi mai, come fantasmi…traffico inesistente.
    Ma per favore ritornatemi i miei centimetri ed anche i  miei chili: non ebbi finito di pronunciare questa frase che in men che non si dica un grattashampoo  mi colò sulla testa e mi avvolse in una nube schiumosa…
    Appena si dissolese la nube mi ritrovai alto tre metri e con parecchi chili più del solito…ero un gigante…mi muovevo con difficoltà…
    Il centro cittadino era popolato di donne perfette, talmente perfette che sembravano finte…dei veri e propri manichini, non era possibile avvicinarle, se lo facevi subito una raffica di spruzzi lattei ti si parava di fronte…
    Mi sembrava letteralmente di impazzire.
    Non era possibile continuare il ritmo forsennato di questo saltoneltempo, o perlomeno non faceva per me, io ero più abitudinario , la fantasia mi apparteneva ma non sino a questo punto, mi piaceva conoscere gente nuova, ma non riuscivo a razionalizzare il fatto di avere dei coetanei alti 15 cm, e poco dopo altri di 3 metri…
    Insomma mi ci voleva un idea per fuggire da questa dimensione, sperando di ritornare nuovamente nel mio mondo dove, tutto sommato, c’è confusione, ma in misura normale.
    Dove il cielo sta ancora sopra la mia testa e la terra sotto i miei piedi, dove il mare è azzurro con le onde e le spiagge si trovano a livello del mare, dove i monti profumano di silenzio, quel silenzio che ora non c’era più….
    E tutto a causa di raspe, shampi e pettini strani e magici…
    Immerso nella confusione tamburellante di questa dimensione spazialmarziana proseguivo senza meta nella speranza di….
    All’improvviso uno squarcio sulla strada avanti a me permise al barbiergiocherellone di fuoruscire dalla crosta terrestre e di prendermi per mano iniziando a volteggiare nell’aria ed io con lui…tra mille risate tenebrose ed urla non troppo convincenti…
    Entrambi iniziammo a roteare in mezzo ad una miriade di capelli di mille colori…un arcobalenoparruccoso che ci risucchiò…non si sa dove e non si sa perché…non ci capivo più nulla…mi lasciai trasportare…non potevo reagire, ero come bloccato…
    Come immobilizzato, era solo il vortice, il turbinio di queste mille emozioni che mi faceva muovere
    Mi ritrovai di colpo…disteso sul mio letto: era tutto un sogno…!! Si proprio così…che sudata, ma per fortuna non era vero nulla…
    Del resto non poteva essere diversamente… raspacapelli, turbopettine, barbiergiocherellone, grattashampoo e arcobaleno parruccoso non facevano al caso mio…io i capelli non ce li ho più già da un bel pezzo…
    Di questo sogno (o forse meglio chiamarlo incubo) mi rimase un’unica cosa che al risveglio ritrovai sul mio cuscino e che ancora oggi non mi so spiegare, la conservo gelosamente tra le pagine di un libro: una ciocca di capelli multicolore…

     
  • 10 gennaio 2013 alle ore 11:58
    L'uomo invisibile

    Come comincia: Mi ritrovo solo in una spiaggia deserta dove la sabbia ha il colore verde…magari potrei anche estrarre il pennello , dare un’altra pennellata e vedere che succede.
    Scorgo in lontananza una piccola imbarcazione in avvicinamento, a bordo sembra non esserci nessuno.
    Mi nascondo dietro un cespuglio, e sistemo pure il mio tappeto volante arcobalenico con lo zaino
    La barca arriva l’ancora si getta…avete capito bene…si getta da sola…non ho parole…e non ho neanche idee…sarà stato l’uomo invisibile
    “e anche se fosse?”
    come al mio solito non mi meraviglio ma stavolta ad essere sincero ho avuto un sobbalzo leggerissimo: com’era possibile che in regolare successione si stavano muovendo dopo l’ancora uno zaino, un bastone, e poi le orme sulla sabbia…si avete capito, qualcuno lasciava le orme ma io non vedevo nessuno…
    Però questo qualcuno parlava ed allora ho iniziato a chiedere, ottenendo però risposte abbastanza evasive: risposte che peraltro si concludevano con un punto interrogativo girato al sottoscritto.
    Ad esempio mi disse: “ma come chi sono, sono l’uomo invisibile…tu mi sembri una persona con i piedi per terra, ma che crede alle magie, alle favole, che si incanta come i bambini a guardarei l mondo intorno a se, del resto se così non fosse non avresti intrapreso un viaggio in solitaria così complicato e all’avventura”
    Aveva colto nel segno, aveva centratto appieno lo spirito del mio girovagare: non era una sfida ocn me stesso, bensì era un improvvisazione continua, come piace a me, senza pensarci troppo al classico come sarà? Ce la farò? Con che cosa dovrò fare i conti…
    Oppure con chi mi dovrò misurare, sarò all’altezza.
    Ma che scherziamo?
    Siamo realisti: non si trova tutti i giorni una persona che molla tutto e parte in viaggio intorno al globo…e tanto meno si incontra l’uomo invisibile.
    Ma secondo voi uno come me che vola su un tappeto volante elaborato arcobalenico non può fare incontri strani?
    Bene e allora vi confesserò che l’uomo invisibile esiste davvero, su quell’isola dove l’ho conosciuto ci abita, da solo, si procura da vivere spaventando i turisti per conto di un villaggio li vicino e poi gestisce un noleggio imbarcazioni assieme a sua moglie, invisibile pure lei?
    No, lei è una bella donna, dai capelli rossi, alta e con un fisico mozzafiato…
    Come ha fatto a sposare l’uomo invisibile?
    E chi ha mai detto di averlo sposato, lì sull’isola marito e moglie si diventa con un semplice bacio sulla fronte: è un’usanza e vi dirò che non è neanche male: il legame è fortissimo…
    e Patty, questo il nome della donna, è proprio affabile…
    Certo che un marito invisibile può essere un problema ma non per lei: lo aveva conosciuto il giorno che sull’isola ci era arrivata da turista…e da quella volta non si era più spostata…
    E non scendo in particolari: l’amore è anche questo…
    Dimenticavo un’ultima cosa, prima di passare al mio prossimo spostamento: la cognata di Patty, tale Tania mi è stata presentata una sera…ad una festa…e dal primo momento che NON l’ho vista mi ha ispirato simpatia e tenerezza…
    come?
    Perché ho scritto NON l’ho vista?…
    beh, se ci pensate…la cognata sarebbe la sorella del marito…e se il marito è invisibile…
    baci sulla fronte non ci sono stati…
    ma ci rivedremo, anzi mi rivedrà…

     
  • 25 ottobre 2012 alle ore 12:11
    Le pietre dei desideri

    Come comincia: Due desideri a disposizione…scade il 4 agosto, benone…non credo ci saranno problemi…credo che ci divertiremo…
    sballottati dalle onde ora che abbiamo visto l’isola che non c’è, siamo in grado di affrontare qualsiasi tempesta…qualsiasi uragano….e poi abbiamo le 2 pietre dei desideri….
    decidiamo che fino al 4 agosto saremo per mare…vediamo che succede…perché è impossibile che passino 24 ore senza avventure…figuriamoci 4 giorni…
    Ci avventuriamo verso l’Africa…vogliamo provare a circumnavigarla…chissà….magari incontriamo qualche sorpresa…però sarà vietato scendere…al massimo un tuffo in acqua…ok ? si d’accordo. Mia sorella si butta da sola….però stavolta sta scherzando…passano i minuti e non risale…allora prendo le bombole…la maschera e le pinne…senza agitazione…ma con una certa fretta…..e mi butto non resta altro che andarla a cercare…con un boccaglio in più…avrà sicuro bisogno di respirare
    mi trovo a pochi metri di profondità…e noto vicino alle rocce un ingresso segreto….lo attraverso…e…
    una sala enorme dove tutti ballano…esseri umani…sub…e pesci…si avete capito bene…pesci ballerini…danze scatenate….fra di loro anche mia sorella…altro che ballerina provetta…è proprio una star…al centro del palco…tutti attorno che ritmicamente battono le mani (i pesci battono le pinne)….è proprio brava…ed ora parte il duetto col pesce spada…saturday night fever anche se oggi è venerdì…
    Mi avvicino al dj…scusi signor polipo…così non vale…lei ha tutti sti tentacoli…uno per mixare…uno per cambiare i dischi…uno per reggere il microfono…e uno per dissetarsi…insomma ai miei tempi alla consolle c’erano solo dj…normali…
    -che stai a dire?
    -fratello buttati dai….sei o non sei un ballerino?
    eppure il pensiero di esser sott’acqua, con la barca tutta sola lassù non mi dava pace…non riuscivo a tenere il ritmo…dopo varie prove ci rinuncio….avevo come un presentimento…e vado a vedere la barca…non vorrei…
    -lascia stare…è appena andato capitan uncino a controllareeeeee.
    -come hai detto??
    -ops….pensi anche tu quello che penso io?
    Di corsa e via …nuotando a tempo di record risaliamo…giusto in tempo per beccare l’uncino malefico con i suoi pirati a far razzie nella nostra barca…prontamente restando in mare e senza farci vedere lancio una delle due pietre in aria e grido forte
    - tuffi con doppi avvitamenti dalla barcaaaaa…
    uno spettacolo divertentissimo…i pirati sembrano tanti pupazzetti che continuamente vengono lanciati dalla barca dentro e fuori dall’acqua fino allo sfinimento…poi calma piatta….i pirati ritornano nei fondali marini con la coda fra le gambe e capitan uncino pure…dimenticando però il suo uncino a bordo…souvenir…
    è notte fonda siamo al 3 di agosto…inizia una nuova settimana…allo scoccare delle 3 mi sveglio e vado a prendere un po’ d’aria fuori dalla mia camera…la luna è alta nel cielo…le stelle cadenti sono a decine…tutto intorno il mare è calmo…sento solo una musica magica, ipnotizzante…sembra il canto di una sirena…mi sporgo un po’ troppo per vederla e splash…eccomi a mollo…
    -ma che fai…il bagno a quest’ora….
    -ho visto una sirena
    -Della polizia?
    -Non scherzare…dico davvero
    -Non vedo nulla
    -Miei cavi eccomi sono qui
    -ci mancava la sirena con la evve moscia….ti conviene ributtarti a mare…
    -In vealtà sono qui per suo fvatello
    -Ecco una sirena che mi cercava
    -L’unica sirena che può cercarti è quella del manicomio
    -Questo fanciullo mi piace…posso povtavlo via con me
    -Cara la mia sirena …puoi fare ciò che vuoi…
    -…ma  sei impazzito…vedi una sirena e non capisci più niente
    -No, non è così…lui è vittima del mio incantesimo…ah ah ah
    -Chi sei…quella voce la conosco…
    -Si si bvava…anzi brava…hai quasi indovinato
    -E la errem oscia
    - …stavolta ci penso io…questo è capitan uncino travestito da sirena
    -Ebbene si…hai azzeccato
    La lotta inizia…e si fa piuttosto furibonda…mia sorella è tosta…ma anche il capitano…
    -Ridatemi il mio uncino
    -Ah sei tornato per quello
    -Non solo
    -Poi vi ruberò la barca e vi darò in pasto ai pescecani
    Con un abile mossa mia sorella si ritrova intrappolata…ed io sono sempre più stordito…ma riesco a lanciare l’ultima pietra dei desideri a mia sorella...che la prende al volo con i denti e subito la lancia in aria….e grida
    -Capitan sirena…ora volerai…e non atterrerai mai….
    Una magia improvvisa solleva il malcapitato…e lo tiene a mezz’aria…tra urla (sue) e risate (nostre)
    -aiutatemi vi prego…
    -mi dispiace signor pirata
    -si ci dispiace molto
    -ma questo era l’ultimo desiderio a disposizione…non si preoccupi….lassù l’aria è più fresca
    mia sorella se ne va un attimo….e ritorna con l’uncino souvenir dimenticato qualche giorno prima dal capitano
    -dove sei andata
    -ecco qua…da oggi il capitano ha di nuovo il suo uncino…
    -potrà adoperarlo per appendere prosciutti…

     
  • 30 maggio 2012 alle ore 15:12
    Il Conte

    Come comincia: Il 40° giorno del nostro viaggio segna una data importante…..
    Stavolta ci siamo dati da fare…tutta la notte in sella….perché la curiosità di sapere come mai siamo stati separati alla nascita è troppa e così tra una fuga e l’altra…tra una pedalata in salita ed una in discesa e tra canzoni…chiacchiere e profumi di bosco e di mare…attraverso sterminate distese verdi arriviamo alla leggendaria Transilvania…ora il problema è trovare il castello…e poi fare amicizia con il conte…non sarà semplice…spiegare le nostre origini ad una persona che….
    - Ehi camomì non correre…una cosa alla volta…intanto facciamo colazione..vedo laggiù una casetta …esce il fumo dal camino…ci sono alberi tutt’intorno…sembra la casetta di hansel e gretel….
    E così ci avviciniamo pian piano dubbiosi si…ma anche affamati….bussiamo alla porta e subito ci accorgiamo che un pezzo di porta rimane attaccato alle nostre dita….
    -Ehi fratè…ma questa è una porta appiccicosa…bleah
    -Ma dai Sam…non vedi?
    -Che cosa?
    -E’ marzapane
    -Ma dai fratello tu a forza di scrivere favole sei sempre con la testa fra le nuvole…
    -E allora guarda…mangio un pezzo di porta…e poi un pezzo di finestra…e poi un pezzo di grondaia…mmmmhhhh buona la grondaia al cioccolato fondente…
    -Ehi ma allora se è fondente ci provo anch’io
    -Si guarda qua….e l’acqua piovana nella grondaia si è trasformata in succo d’arancio….che meraviglia
    In quell’istante esce dalla casa una vecchietta…no non è una strega….anche se tutto è molto simile alla famosa favola …. con voce tremolante ci inizia a parlare
    -Turisti…ciao…benvenuti…questa è la Transilvania….è una magia….io ci abito da anni
    -E parli bene l’italiano
    -In realtà io sono italiana …. quando sono venuta qui da giovane ho deciso di non andare più via…ho sposato un uomo del luogo….che poi si è rivelato….lasciamo perdere….ho chiesto il divorzio…ed ho iniziato a lavorare per conto mio…questa casa fatata è il risultato…e tutti prima o poi ci capitano….
    -Cara la nostra vecchietta…noi siamo molto onorati di fare colazione qui da lei…nella sua locanda….però poi dovrà indicarci la strada per i castello
    -Quale castello?
    -Quello del conte dracula
    Gli occhi della donna si fecero improvvisamente molto cupi…e tristi….
    -Non andate vi prego…
    -Perché?
    -Dovete sapere che il conte conserva molti segreti  e da tutto il mondo arriva gente per sapere cose che altrimenti non verrebbero a galla mai….però il conte è vecchio…la memoria non è più quella di una volta….e i denti neanche
    -In che senso?
    -Insomma ora ha la dentiera…non fa più paura neanche ad una mosca….dorme nel letto e non nella bara…l’aglio lo mangia per la pressione alta….il sangue non lo beve più….
    In quel momento ci scappa da ridere…ma meglio non scherzare con queste cose e ci tratteniamo….la vecchietta inizia a comportarsi in modo strano
    -bei giovani…volete entrare?
    -perché no
    solo che appena entrati la vecchietta sbarra la porta
    -ehi ma che fai…ci rinchiudi?
    -no no è solo per gli spifferi
    -volete un po’ di pane col salame?
    -magari
    -vado a prenderlo
    -e anche un po’ di vino?
    -si si certamente…che gentile
    la vecchietta va nella cucina e noi intanto gironzoliamo nella sala…ci sono appesi alle pareti strani quadri raffiguranti il conte dracula da giovane…quando
    -ehi fratè guarda qua….il matrimonio
    -Sam guarda…guarda…quello è il conte
    -Embè
    -Ma non vedi?
    -Cosa?
    -La sposa
    -Embè?
    -È la vecchietta…..
    -noooooooo
    Tentiamo di fuggire ma è inutile….è una trappola…gridiamo ma oramai è inutile…nessuno sentirà….in realtà la vecchietta, moglie del conte, ci ha intrappolato, con la scusa della merenda per poi farci venire a prendere dalla carrozza del conte e portarci dritti dritti dal vampiro…altro che dentiera…..
    La casa aveva tutto l’aspetto di una casetta delle fiabe ma solo esternamente perché all’interno nulla era commestibile…fregati….
    -Simo mi sa che stanotte dormiremo qui e domattina vedremo che fare
    -Ma tu stai scherzando…e allora le bacchette magiche a che servono
    -Sei grande sorellì…dai tira fuori prima che la vecchia ritorni….
    -Magia bianca magia nera…presto dal conte senza dentiera
    Puffff…..Ci ritroviamo nel castello…
    L’ambiente neanche a dirlo è tetro….pieno di ragnatele…candele…bare…statue….profumi d’incenso….e pipistrelli tanti pipistrelli alcuni svolazzanti altri sonnecchianti a testa in giù…..
    -Fratè ho paura….dove sono le bici
    -Simo non pensare alle bici….le abbiamo parcheggiate alla casa della vecchia…oramai ci siamo…sapremo di noi…del nostro passato…
    -sei proprio sicuro…e magari in cambio una succhiata dal vampiro???…no no…andiamo via….
    -ma non proprio ora…dai che ho un’idea per fregare il vampiro….
    Sta calando la notte…il conte dovrebbe farsi vedere è la sua ora…..e in effetti da una porta in cima alle scale a chiocciola scende un uomo con il mantello rosso e nero…il viso bianco come il latte…le occhiaie….è lui….inutile descrivere oltre….
    -Gin sto tremando
    -Aspetta Sam….dammi la polverina
    -Eccola…ne ho parecchia….
    -Buonasera cari stranieri….benvenuti nel mio castello…ah ah ah….qual buon vento vi ha portati fino a qui?
    -Vede dottor dracula…noi siamo gemelli…ma alla nascita ci hanno separato…e ci è stato rivelato che lei sa il motivo di tale separazione….e allora siamo venuti fino a qui per sapere tutta la verità….
    -Ho capito…come tutti anche voi siete curiosi….ma è giusto…le nostre origini sono importanti….c’è solo un problema
    -Quale?
    -Svelare questi segreti ha un prezzo
    -No no neanche per idea…gian andiamo via
    -Lasci perdere dottor dracula…mia sorella è un po’ precipitosa….allora…diceva di un prezzo
    -Si…vedete io comincio ad esser vecchio…però le abitudini sono sempre quelle
    -Quindi lei vorrebbe dissetarsi…preferisce sangue maschile o femminile….anche se essendo gemelli non farà molta differenza..ah ah ah
    -Ehi gin ma che sei scemo
    -Ssshhh…sta calma…..dunque mia sorella potrebbe anche offrirle da bere…..
    -Benissimo…allora facciamo così…preparo il tavolo per la cena….intanto vado a prendere il tomo dove ho trascritto tutti i segreti quindi anche il vostro….
    -simo scoltime…te se fidi o no de tu fradel…allora desso lui torna…el te trova distirada…el volerà bever dal tuo collo…..mi lo beco ale spale…ghe dago un tiro in testa…ghe beco el libro…e scampemo…..
    -dici che possiamo farcela…mi fido….
    Il conte ritorna con un enorme librone in mano….sorride alla vista del collo di camomì …il nostro piano è perfetto…riesco a colpirlo….scappiamo…e con lap polverina voliamo direttamente alle bici…pedalata supersonica…e in un battibaleno siamo fuori dai pericoli della Transilvania…il primo prato è nostro…ci fermiamo….il libro è lì….iniziamo a cercare….storie …segreti…un soffio di vento fa sfogliare rapidamente le pagine…arriviamo al 1° aprile 1963 …il giorno della nostra nascita…c’è scritto….ehi la pagina prende il volo…non può essere…iniziamo a rincorrerla…ma niente da fare…inutile…è un pesce d’aprile?….chissà?…. .forse è meglio così…ora che ci siamo ritrovati, sapere il perché ci avevano separati non avrebbe cambiato il nostro legame…i nostri occhi sorridono….riprendiamo a pedalare… ….e lasciamo che la pagina racconti al mondo il nostro segreto….magari alla fine del viaggio lo sapremo anche noi…..

     
  • 28 maggio 2012 alle ore 12:28
    Xe bon segno!

    Come comincia: Se i muleti cressi xe bon segno…
    I ga 'petito dopo esser ‘ndai al bagno alora va ben…
    E po' la montagna ghe fa ben…i camina…i respira….
    Una volta queste iera le ricete dela nona…de mia nona…desso i miei fioi cressi , e anche ben, semo orgogliosi de lori, e anche tanto…i va al bagno e anca in montagna…
    Ma i tempi xe cambiai…e me vien de pensar…
    Desso xe bon segno se i genitori xe amici (che po cossa vol dir?…amici xe amici…mama e papà xe mama e papà…no stemo missiar le robe)…
    Però ghe fa ben al svilupo psico fisico…xe bon segno…
    Alora, premesso che ognidun ga la sua idea che ovviamente va rispetada…me vien de imaginarme se mia nona fossi viva come che la podessi comentar che i sui pronipoti fossi amici de mama e papà…
    -Ciao nona te presento el mio amico...
    -Ma no iera tu papà?…gavè missia le carte?
    -Ma no,  xe papà…però ogi va de moda che semo amici
    -E come saria a dir?
    -Saria a dir che lo ciamo per nome e che lui me capissi se go problemi
    -E cossa el capissi?
    -El capissi de vignir balar con mi
    -Ma no sta farme rider…che te dormi ‘ncora co' l’orsachioto…e tu sorela?…cossa la ga' portà?... l’amica o su mama?
    -Ciao nona….te ga visto che mama giovane?
    -Si quel si
    -La xe tanto mia amica…ghe conto tuto
    -Anche del moroso?
    -Bon dei, quel no
    -E anche che te ga provà fumar?
    -Ma no dei quel no se disi…e po’ go provà solo una volta…robe che me sofigo
    -E lora te vedi che no xe amica…xe mama…perché a mama no se ghe conta tuto …al’amica si!
    Però mia nona iera forte perché la te dava ragion…ma dopo la fazeva comunque come la voleva ela…e la rivava a farte far a ti le robe che no te ‘ndava…
    Per esempio a magnar minestra….
    -Scolta nona, ma te rivassi farghe magnar minestra anche ai mii fioi?
    -Alora picio, se i tui fioi gavessi un fiatin de fame i magneria tuto…
    -Questa batuda iera scontada……
    -Ma sicome savemo che ogi a quasi tuti i fioi no ghe manca niente…i xe un fiatin schizzinosi…
    Che bel…una ciacolada con mia nona…e desso ‘ndemo vanti…xe tanti argomenti…ogi per esempio i fioi xe tanto insempiadi drio ai zoghi elettronici e al computer….
    -Compu che?
    -Computer, nona…quela machina che ga internet
    -Internet?…mi ai mii tempi iera inter…milan…ma no internet
    -Bon lassemo star
    -No, no…ara che so che i tui fioi xe sempre tacadi al televisor…a quel grando e a quel picio…
    -Eco brava e quel picio saria el computer…
    -Un televisor po’….perché no te ciami le robe col suo nome?
    ….Se parlemo de ricordi…de quando ndavo scola…de quando la me coreva drio per darme de magnar….del tifo che la fazeva ale partide de basket…el stesso tifo che la faria vedendo balar mia fia o zogar balon mio fio…el stesso tifo co mio papà parava un rigor….
    -Nona…coss’te fa?
    -Me son emozionada con tuti 'sti discorsi...te ga una bela famiglia...
    -Perché te se alzi?
    -E no posso miga star qua in eterno…no te vedi che i me ciama…son in permesso speciale…
    -Nona: volessi abraciarte e saltarte in schena come co' iero picio
    -Quel sarà dificile…son trasparente
    -So so…ma i te da de magnar lassù?
    -Si, si... e anca bastanza
    -E lora ...xe bon segno

     
  • 07 marzo 2012 alle ore 13:45
    Che incubo

    Come comincia: …Qualcosa di strano… ma non poteva esser vero…
    eppure stavolta i due fratelli Gin e Sam erano appesi a un filo, nel vero senso della parola…
    ma come si erano cacciati in quella situazione…?
    appesi ad una corda…con i piedi legati e sotto di loro il vuoto…centinaia di metri e sotto di loro la pace e la tranquillità in mezzo al verde di un’isola: ma non un’isola qualunque…quell’isola era popolata da streghe…e i nostri due avventurieri stavolta dovevano scegliere: lasciarsi cadere o…rimanere a vita appesi come salami a quella corda, peraltro molto sottile…
    -Gin tu mi hai trascinata in questo posto …ed ora esigo che tu mi porti via da qui…subitooooo
    -Sam stai calma…non l’ho fatto mica apposta
    -ho detto subitooooo
    -e se no cosa fai…mi tiri un calcio…con i piedi legati…ah ah ah….
    -io ti strangoloooo
    -dai Sam…è un avventura anche questa…viviamola…
    All’improvviso il prevedibile crac della corda…ed il volo infinito….
    Atterraggio abbastanza morbido…su un cespuglio di more…
    -mmmhhh che buone sorellina
    -ahiaaaaa…quante spine…
    -Sam ricomponiti…sta arrivando qualcuno…anzi qualcuna…anzi più di qualcuna…
    Minacciosamente davanti a loro in un battibaleno uno stuolo di streghe…di tutti i tipi…belle, brutte, vecchie e giovani…
    -benvenuti signori…finalmente due stranieri
    -brutte vecchiacce
    -Sam stai zitta per favore, non peggioriamo tutto
    -come dice la signorina?…guardi che noi siamo tutte giovani e belle ragazze…ai suoi occhi qualcuna può sembrare più brutta…ed in età avanzata…in realtà la più vecchia ha solo 2000 anni…
    -e la più giovane?
    - 280.
    - vai fratello…sono tutte tue…ahahah..
    -dai Sam…se ti sentono finisce male…
    -già sentito…mi dispiace per la bella biondina dalle codine sbarazzine…
    -Tippete…bobidi…bum
    ecco fatto: ora anche Sam era una strega…ed ora anche lei e’ vecchia…anzi vecchissima…proprio adesso che si stava avvicinando il suo compleanno…
    -l’hai voluto tu…
    -dai non scherzate…rimettete mia sorella apposto
    -caro il nostro ometto: forse non lo sai ma su questa isola viviamo da sole…senza uomini…da secoli…chi ci arriva ha due soluzioni: accettare di vivere qui come strega, senza esser trasformato…oppure deriderci per le nostre rughe e per la nostra età (ed è il caso più comune) …ed esser castigata e trasformata in vecchia strega…ma proprio vecchissima…anche troppo
    -Gin aiutami…è un incubo terribile…dimmi che non è vero…e chi lo dice alla mia famiglia, ai miei amici…
    -Simo non ho idee…però purtroppo è tutto vero…ma lo sai che non stai mica male conciata così…
    Mi arriva la solita immancabile pedata nel di dietro, si perché Sam reagisce così ogni volta chec qualcosa va storto nelle nostre innumerevoli avventure…
    -dai sorellina…non lamentarti…dicevi sempre di essere un po’ streghetta…non innervosirti
    -gin guarda che ti annego…ma non vedi la mia pelle…i miei capelli bianchi…i miei denti…ehi ma sono senza denti…
    Sam inizia a piagnucolare…
    -eppure anche stavolta ci dev’essere una morale…magari riuscendo a capirla…magari spiegando meglio alle streghe le nostre ragioni…riusciamo a venirne fuori
    -muovitiiiiii…cosa aspetti…scopri qualcosa…datti da fare, non puoi sempre ocmprotarti come un pivellino
    All’improvviso uno squarcio nel cielo…una voce lontana…era la regina delle streghe…si stava avvicinando.
    -ciao…dall’incantesimo oramai non si torna indietro…dovrai ritornare alla vita di ogni giorno…dovrai dire a tutti e spiegare che l’apparenza inganna e conta poco…anzi nel caso tuo non conta proprio nulla…
    -Sam, questa mi sembra parli bene…ascoltiamo
    -noi siamo vecchie e brutte…solo perché quando eravamo giovani e belle non abbiamo saputo apprezzare quanto il cielo ci aveva donato: la bellezza…e così ...solo apparenza  e null’altro… non volevamo capire e siamo state trasformate, come castigo, e solo dopo il castigo ci siamo rese conto di cosa avevamo perduto, ma soprattutto in che modo, eravamo state proprio stupide…
    -ma che dite??…mia sorella non si è mai comportata in questo modo…e come lei moltissime altre donne…che non sono solo apparenza…ma anche molto altro…voi parlate a vanvera…lasciamo perdere
    - so tutto…ascoltate bene…tua sorella ha un cuore grande…non ha bisogno del suo solito aspetto per dispensare emozioni e per aiutare il prossimo…e quindi…lo farà comunque
    -senti una cosetta: e gli uomini?
    -vedi la in fondo c’è quel monte?
    -si si
    -bene lì ci sono i vecchi stregoni…il discorso è analogo …anche tra di loro c’è chi guarda solo all’apparenza…e così forse con la trasformazione riuscirà a comprendere meglio
    -gin allora ci puoi andare…ahahah
    -fossi matto…io non ho nessuna bella apparenza da mettere in mostra…quindi il problema è chiuso a priori…e piuttosto, tento di regalare emozioni…ma pensiamo a te
    -e quindi se ho capito bene, mi stai dicendo che l’incantesimo è stato fatto per errore…e allora levatelo…veloci
    -beh…insomma…è un po’ difficile…per non dire impossibile
    -comeeee…gin…ma allora non si torna più indietro?
    -un modo ci sarebbe?
    -e quale?
    -Risalire appesi alla corda…e lasciarsi cadere di nuovo…in pratica si tratta di fermare l’incubo…di fare marcia indietro…di ritornare all’inizio della storia…e ripercorrerla evitando l’isola dell’incubo
    -e come possiamo farlo?
    -attraverso quel sentiero nella radura troverete un magazzino degli attrezzi…lì dovrebbe esserci una corda abbastanza grossa per sostenervi…salite ancora…agganciatela a due alberi..ed appendetevi…poi lasciatevi cadere…
    Mia sorella non stava più nella pelle…era entusiasta di aver sentito che c’era una soluzione
    -dai gin andiamo….
    I due fratelli si avviano…il sentiero è impervio…i profumi degli alberi e della vegetazione tutt’intorno incantano …allora si fermano qualche istante durante la salita a rimirare il paesaggio intorno a loro…poi, trovato il magazzino…in mezzo ad una marea di cianfrusaglie attrezzi ed inutilità varie, trovano la corda…si sale ancora…vengono scelti i due alberi…e pian piano la vecchia strega…pardon…la bella sam…e gin si apprestano a ripercorrere l’inizio di questa storia…
    -ehi gin non ho capito una cosa?
    -dimmi streghetta
    -ma com’è che siamo finiti quassù
    -non lo capirai mai…ora lasciati cadere…a volte le storie si risolvono con le formule magiche…e allora…
    -ehiiii…perché non dovrei capirlo?
    -tippete,bolidi, bummmmm
    detto fatto…di nuovo in volo…
    -perché a volte dagli incubi ci si può anche risvegliare…bentornata bella sorellina
    …atterraggio morbido…
    sul materasso dei rispettivi letti…
    è ora di andare a scuola!

     
  • 07 marzo 2012 alle ore 13:41
    C'era una volta...il sorriso!

    Come comincia: La luna stava per essere offuscata da una nuvola e proprio in quell’istante qualcuno si svegliò…
    Chi è stato?…Che ci faccio da sola in mezzo al bosco?…Ma dove sono stata tutto questo tempo?…
    Mi sembra di aver dormito per tantissimi anni…di non aver fatto nulla per tantissimo tempo…e invece le cose son passate, si sono susseguite…cose belle e anche meno belle…ma soprattutto mi sembra che il tempo si sia fermato per un po’…Forse è successo davvero…
    Ora ragioniamo…
    - Ehi…ma perché tu vuoi sempre ragionare?
    - Chi sei?
    - Sono un nano
    - E io sono Biancaneve
    - Non fare la spiritosa, io sono un nano del bosco…vittima di un incantesimo …tutto è successo tantissimi anni fa
    - E che genere di incantesimo?
    - Quello te lo dico dopo….Devi sapere però che tanto tanto tempo fa…in un castello lontano…
    - Ah ah ah…non incominciamo a raccontar fiabe…che non ho voglia di ascoltare…
    - Ma questa è una fiaba diversa…ascolta ti prego…non te ne pentirai
    - Basta che sia breve…Avanti parla
    - Dicevo, in quel castello viveva una principessa…che non era per niente felice…le mancava tantissimo il sorriso, i suoi genitori fecero di tutto per farla sorridere, ma non ci riuscirono…lei era assorta nei suoi pensieri…lei spesso i castelli li costruiva nella sua mente …o in aria….era ora di svegliarsi…e così iniziò a vivere la sua vita…ma non era ugualmente felice…il mondo sembrava non volerla riconoscere come una sua abitante…lei di questo ne soffriva molto…però la sua energia e costanza la stava portando alla soluzione…..
    Il nano vide la ragazza molto interessata…poi esclamò
    - bene adesso devo andare
    - Ehi ehi nanetto….dove scappi…non puoi lasciarmi sul più bello
    - Ah ma allora adesso ti interessa….come mai?
    - Beh…insomma…vedi…la mia vita…insomma…nessuna favola…però io in questa storia mi ci rivedo…
    - In che senso?
    - Nel senso che la principessa….il sorriso…neanch’io sorridevo per un lungo periodo…poi è tornato…e ancora adesso la vita continua a sorridermi…o meglio sono andata io a cercarmi il sorriso e sono sempre io a sorridere alla vita per tutto ciò che mi da
    - Wow che bello…ma allora sai già com’è finita la storia della principessa sorriso?
    - quello il suo nome?
    - Si, il suo soprannome…perché ritrovò il sorriso mentre stava costruendo uno dei suoi castelli in aria e da quella volta tutti la chiamarono così…ma dimmi di te…
    - Anch’io qualche castello lo costruisco…anch’io ora sorrido…anch’io mi sono ritrovata quasi per caso…in mezzo al bosco della fantasia…ho lottato molto…convinta però che a questo mondo possiamo riuscire ad ottenre molto senza fretta e osando un pochino
    - E tu hai osato…brava……Che peccato però
    - Perché…che ti succede…sei diventato serio all’improvviso…ehi ma tu piangi
    - No no…lasciami perdere
    - Io non ti lascio…se prima non mi dici che succede
    - L’incantesimo…non ci riuscirò mai…ne sarò vittima per sempre
    -spiegati meglio…
    Il nano si bloccò qualche secondo…poi il suo sorriso luccicante apparve di nuovo….e disse
    - dimmi una cosa…ma tu durante il tuo sonno nel bosco…prima di incontrarmi…proprio nessun castello in aria…
    - No, almeno non ricordo…solo tanta pazienza, magia, fantasia….volando
    - Ma allora, come ho fatto a non pensarci prima….Ho un’idea….seguimi…così risolviamo tutto…saremo felici
    Il nano condusse la principessa…pardon la ragazza….in cima ad un colle…e da lì le fece vedere la valle dei castelli in aria…
    Era una larghissima valle sempre soleggiata, anche nelle giornate quando tutt’intorno piove…dove si sistemavano a qualche metro da terra tutti i castelli in aria costruiti dalle persone di questo pianeta….ordinatamente divisi per gruppi…c’erano i castelli in aria dei buoni, dei cattivi, dei bambini e dei vecchietti….
    - Ecco….puoi iniziare da qui
    - In che senso…non capisco
    -Nel senso che la valle dei castelli in aria è tua…te la regalo
    -E perché mai
    - Perché grazie a te il mio incantesimo verrà spezzato….l’incantesimo diceva: sarai libero di girare per il mondo quando un giorno troverai chi riesce a volare e accetterà in dono la valle dei castelli in aria… non specificava che genere di volo….ma soprattutto dalle tue parole appare evidente che tu sai veramente volare con i tuoi sogni…e i tuoi sogni li sai realizzare….anzi li stai realizzando…ecco queste sono le chiavi della valle
    - Continuo a non capire
    - Da oggi il tuo sorriso veglierà sulla valle dei castelli in aria al posto mio…ed io sarò finalmente libero di andare pervi il mondo ad aiutare chi è privo di sogni
    - Ma tu
    - Io in realtà sono il principe dei sogni…trasformato in nano dalle streghe dell’isola dell’incubo…ma questa è un'altra storia…ora sono libero
    Il nano avvolto improvvisamente dallan uvola chen on cpriva più la luna si trasformò in un principe che si allontanò lanciando baci alla ragazza
    Poi  da lontano mentre lei lo salutava lui si girò e gridò
    - Buona fortuna principessa del sorriso

     
  • 13 dicembre 2011 alle ore 14:06
    Arcobaleni

    Come comincia: una lenza lanciata nel vuoto, il corpo  tutto teso a guardare se il lancio è stato buono: troppo lontano?
    no:  in zona propizia per una speranza: riempire quella cesta che chiede solo di  contenere qualcosa  che non siano i barattoli con le esche: la faccia si rilassa  e il  corpo ormai anziano del pescatore in riva al mare si siede su una  panchina: anzi sulla sua panchina, che ogni giorno lo attende per quel paio d’ore di compagnia che si fanno reciprocamente, per ingannare il tempo che li separa dall’evento tanto atteso del pesce che abbocca proprio a quell’amo, che logicamente non è l’unico.
    anche questa è trieste, una città che non lascia spazio ai giovani, e al tempo stesso fa vivere molti vecchi,  ma soprattutto fa meditare indipendentemente dall’età.
    basta volerlo e questa cittadina mitteleuropea ti abbraccia e ti costringe a pensare: e così non è difficile trovare le persone assorte, con la mente impegnata in chissà quale viaggio fantastico o ragionamento articolato; è una caratteristica che spesso fa sembrare i triestini cupi e schivi, ma chi li conosce bene sa che non è sempre così.
    il triestino si riconosce dagli occhi: spesso sono tristi, ma riescono a rallegrarsi per molto poco proprio per questa propensione all’immaginazione: anche un volo di gabbiani serve a far tornare il buon umore e quì a trieste di gabbiani fortunatamente ce ne sono molti.....
    già i gabbiani : quando volano sembrano macchie bianche come le nuvole del cielo, che si specchiano nell’azzurro del mare, poi quando è in arrivo il brutto tempo vengono a terra; c’è poi una particolarità  tutta triestina:i nidi dei gabbiani sui tetti delle case, anche se sono molte le città che rivendicano questa originale caratteristica.
    dal costone carsico, al lungomare barcolano, da muggia a duino: i colori di trieste cambiano, si rincorrono, segnano le stagioni, assumono tinte forti con il brutto tempo, si coloriscono con la nebbia e si lasciano modificare da ognuno di
    noi come fossero su di una tela: basta cogliere il mo[1]mento opportuno per accarezzare il paesaggio con il pennello che sta nella nostra mente.
    passeggiate romantiche, un amore perduto o il figlio ritrovato, le foglie che cadono in autunno, ma anche il mandorlo in fiore a primavera, le barche a vela che affollano il golfo d’estate e la neve che spolvera il carso quasi ogni inverno, sono emozioni che ben si identificano con i colori e con l’arcobaleno che vivo e vedo ogni giorno nella mia città.
    l’autunno è la stagione migliore per creare l’arcobaleno: gli alberelli di sommaco risaltano su buona parte della periferia e naturalmente dell’altopiano: nelle giornate limpide e soleggiate i contorni ben delineati dei paesaggi sono incorniciati dalle foglie rosse di questi alberelli che danno un tocco di originalità alle distese verdeggianti.
    le foglie cadono dagli alberi, iniziano le scuole, i bimbi corrono a scuola ed i genitori li rincorrono..... le caldarroste segnano la stagione e ne sono il simbolo più evidente .
    certo che la val rosandra ed in particolare le sue cascatelle, sono un’attrazione sconosciuta ai più, soprattutto nella stagione invernale: non c’è molta strada da percorrere per raggiungerle, ma il consiglio è di aspettare la prima gelata, il primo freddo: lo spettacolo è assicurato anche perchè, tutto attorno, il silenzio della valle incanta e colora l’ambiente: il ghiaccio trasparente delle cascate abbaglia e crea sensazioni emozionanti, specie la prima volta.
    il pennello della nostra mente colora il ghiaccio ma non riesce a fermarsi tale e tanta è la bellezza di tutto il paesaggio e così dobbiamo distoglierlo noi, con la scusa, non tanto sbagliata, che tra poco sarà buio e la strada del ritorno ci attende, con mille sorprese invernali ancora da scoprire: sono fredde e rigide e aspettano solo di essere colorate: il vecchio acquedotto, i ghiaioni, la chiesetta, gli alberi, ormai spogli, che lasciano solo intravedere il torrente rosandra gonfio d’acqua per le ultime pioggie, i sentieri sconnessi e l’ultimo ponticello che segna la fine anche di questo arcobaleno.
    svegliatevi è primavera: alberi fioriti che abbelliscono i giardini, guardaroba che si riempiono di capi d’abbigliamento colorati e con tanti fiori disegnati, ma anche allegria scomposta tra la gente, che regala sorrisi ovunque: io questa stagione la concepisco così, spensierata, come dovrebbe essere la vita...e tutte le altre stagioni, non solo da bambini, ma soprattutto da grandi quando la velocità, l’impazienza e l’ansia trascina i triestini ...(e non solo loro, purtroppo) nel vortice della frenesia di arrivare (dove ancora non è dato sapere....).
    un vortice pericoloso, che cancella qualsivoglia tipo di arcobaleno mentale, che allontana qualunque pennello della nostra fantasia e naturalmente riporta tutto il mondo e tutta trieste, in un tristissimo bianco e nero televisivo, stile anni ‘70.
    e allora come fare?
    imitare il pescatore sarebbe un’idea: lui  non ha problemi, e neanche fretta, a lui basta poco per gioire: la vita è un dono e lui ha accettato questo dono senza commenti, ha disperso nel mare i suoi sogni di gloria, tenendo ben stretti i piccoli momenti di libertà e godendo appieno di tutto questo......lui forse il pennello ha imparato ad usarlo già da giovane e si è colorato degli spazi da favola, facendo vivere in lui un non so che di fanciullesco.
    ....”che caldo, che umido, non si respira, meglio l’inverno”, dice la signora mariuccia alla dirimpettaia: questa è la sintesi dell’estate, di quella stagione che non ha orari, non ha serate brevi, di quella stagione che ti fa vivere anche di notte e che fa intasare le autostrade e chiudere le fabbriche, un rito che si ripete ogni anno, monotono e senza varianti: l’unico scopo è arrivare sulle spiaggie per potersi sistemare nel proprio metro quadro di sabbia e attendere che squilli il cellulare, per poter rispondere di fronte a tanta gente magari bagnandosi nel mare e involontariamente far cadere il telefono in acqua tra le risate generali.
    tutto questo è costume, colore, folklore e  fa parte della nostra cultura , ma non è un arcobaleno : l’arcobaleno è umile, non si materializza tra la gente, ma solo nei pensieri, ti rilassa e soprattutto ognuno ha una capacità diversa di creare arcobaleni con la mente....poi, in fondo all’arcobaleno, ai piedi della collina, i più bravi riescono anche a trovare la pentola con le monete d’oro........

     
  • 04 novembre 2011 alle ore 13:10
    La leggenda della nebbia

    Come comincia: C’era un giorno in cui la nebbia faceva molta paura a tutti gli umani….ma poi accadde qualcosa di magico….ed ora la nebbia è amica del mondo….per chi ci crede…per chi crede alle favole….
    Stavolta ho deciso: mia sorella deve recitare qualcosa da sola…si ma cosa….
    -Fratè dai che stasera replichiamo…
    -No no stasera non replichiamo proprio nulla…stasera tocca a te
    -Si lo so tocca anche a me
    -No tocca solo a te
    -Ma che stai a scherzà
    -Mai stato così serio….anzi vado subito a modificare la locandina
    Quando mi accingo a staccare la locandina…mi arriva una padellata in testa…un pò troppo forte…cado a terra….
    Al mio risveglio mi ritrovo in un letto strettissimo e cortissimo…e vista la mia lunghezza…la cosa risulta parecchio comica
    -Simooo…dove sei??
    Non risponde nessuno…si sente solo un rumore di piccoli passi in avvicinamento
    -Simooo…dai non scherzare….
    In quel preciso istante entrano i 7 nani…si avete capito bene…proprio loro….
    -Ehi chi sei?
    -Sono Gian
    -eh si fa presto a dire Gian….E che ci fai nel nostro letto…noi aspettavamo Biancaneve
    -Immagino la delusione…ma io son quì per caso….
    -Però oramai che ci sei…dobbiamo modificare la favola
    -Nooo…e come si fa?
    -Diventerai Biancaneve
    -Ahahah…si ci mancava questa….
    -Dai dai…devi farlo…..non ti puoi tirare indietro pensa a quanti bambini deluderesti…cosa raccontiamo poi alla strega….e i 7 nani?…senza Biancaneve morirebbero….
    -Si ma io sto cercando mia sorella…
    -Come si chiama
    -Simona
    -Va bene manderemo i nostri amici a cercarla
    -E chi sono i  vostri amici??
    -Tutti gli animaletti del bosco….intanto tu ti devi trasformare….ecco la bacchetta magica….
    -Tappete…tippete…toppate….
    Aiutoooooo….In un secondo son diventato una bellissima ragazza con i capelli biondi (beh in realtà ci è voluto un po’ di più ma concedetemi la “licenza poetica”)…gli occhi azzurri…e…e non ridete ok!
    -Ah ahahahah
    -Brutti nanetti che c’è da ridere??
    -Non so fai un pò tu….quasi un quintale su un metro e 90….biancaneveeeee
    -Ehi fratè….ahahahah
    -Simo…proprio ora dovevi arrivare…dov’eri quando ti chiamavo….??
    -Tu…tu…ahahahah
    -basta ridere
    -non mi hai chiamata…o almeno io non ho sentito
    -Dai avanti…la favola deve continuare….
    -Ragazzi…io non me la sento….
    -Dai che ci riesci…
    -Ma non si potrebbe…
    -Cosa?
    -Travestire mia sorella
    -Eh no moi caro…questo è affar tuo…al massimo mi posso travestire da strega
    -Si si bella idea…..tutto in famiglia
    Insomma inutile continuare…la storia è andata avanti sino al termine….ci sono stati tanti applausi….però ora mi ritrovo trasformato in Biancaneve…con una strega al posto di mia sorella…ed un bosco tutt’attorno….cosa mi può capitare di più….
    -Fratè…può bastare no
    -E no non bastava…cala la notte…ed assieme anche la nebbia…un nebbione che non si taglia nemmeno col coltello….impressionante….
    Simo inizia a correre….io non riesco a starle dietro col vestito lungo che mi ritrovo….
    -Ehi aspetta…strega…pardon volevo dire sorellina…..
    Sbammmm
    L’albero…acc… che botta in testa…non ho visto la quercia secolare ….
    Mi risveglio in una splendida giornata di sole….vicino ad un palco….con mia sorella in tenuta da ballo…è la sua serata …stasera la vedrò danzare….ehi ma il vestito lungo.….i nani….ehi ma era solo un sogno….
    -Signori e signore…stasera direttamente dal mondo delle fiabe….un ballo senza fine….ecco a voi….simona
    E mentre osservo la bravura di mia sorella  mi sento battere le spalle…mi giro ma non c’è nessuno o meglio c’è un’anziana signora del pubblico che mi sorride mostrando i suoi 2 unici denti…
    -Mah….
    Dopo qualche minuto di nuovo lo stesso tocco…mi giro e la signora mi indica il pavimento
    -Ehiiiii
    -Ciao….. Biancaneve….
    Era uno dei nanetti….
    -Ti ho portato questo
    -Cos’è?
    -È un barattolo di nebbia…
    -No no grazie…la nebbia ha già fatto un bel danno…e mostro il beronoccolo…
    -Ma questa è nebbia magica…se apri il contenitore ed esprimi un desiderio….vieni avvolto dalla nebbia…ed appena questa si dirada…il desiderio sarà esaudito….
    Accetto …bacio il nano sulla fronte…e mi rimetto a guardare Simo: è proprio poetico il suo spettacolo….applausi a non finire…..
    -Allora fratè piaciuto?…
    -Siiiii…te l’avevo detto che dovevi debuttare con una cosa tutta tua….
    -E ti ringrazio per avermi incoraggiata….io non ci credevo….cos’hai in mano….?
    -È un regalo….
    -Di chi?
    -Dei 7 nani
    -Dai non scherzare….
    -Non scherzo…oramai lo sai che a volte i sogni si avverano…mi hanno lasciato un barattolo dei desideri….dai esprimiamo un desiderio assieme…..
    -Allora vorrei…vorrei
    -Dai simo…io vorrei
    -Ehi ma lo sai che non è mica così facile…quando nella vita tutti dicono se potessi esprimere un desiderio…se potessi far questo…se potessi far quello…
    -Solo chiacchiere…ora che abbiamo in mano una fortuna….non sappiamo che farne….
    -Forse perchè siamo già contenti così
    -O forse perchè sappiamo che c’è chi ne ha più bisogno…
    -È vero…c’è sicuro chi ne ha più bisogno…e allora regaliamo loro il barattolo
    -No quello no…perderebbe il suo effetto…dobbiamo esprimere un desiderio che valga….che riesca ad aiutare chi ne ha veramente bisogno
    -Però è difficile…guerra…fame…miseria…povertà…malattie…violenza….quì di barattoli ce ne vorrebbero a decine….
    Uno squarcio nel cielo…
    -Ehi fratelli…sono il nano del barattolo….ho sentito tutto ….guardate quà
    -Ciao amico…guarda che ci hai cacciato in un bel guaio…un barattolo di nebbia è poco…il mondo ha bisogno di più barattoli…vogliamo aiutare il mondo….
    -Uhmmmm…allora vediamo….non ho tanti barattoli
    -E allora ?
    -E allora …trovatoooo….ogni tanto…nei mesi autunnali vi manderò tanta nebbia….si così la utilizzerete per esprimere tanti desideri….i desideri che avevate in mente prima e tanti altri ancora…
    E da quel giorno la nebbia, che a molti faceva paura, divenne amica del mondo….per chi ci crede…per chi crede nelle favole

     
  • 12 settembre 2011 alle ore 17:10
    Numero 1

    Come comincia: quella sera di guardia, non ci voleva andare nessuno,la guerra impone ritmi feroci, crudeli…”sergente, si procuri le munizioni e vada lei…ma signor comandante…sono smontato 2 ore fa…non discuta e vada…se vuole si porti un pezzo di pane per fare merenda”…
    che fortuna,anche la merenda però di guardia da solo….tutti i pericoli possibili  mi venivano in mente in quei momenti, anche se i servizi di guardia prestati precedentemente erano sempre andati bene…quella sera però c’era un non so che di strano, di diverso….
    come fantasmi che ti assalgono e ti circondano…non ne venivo più fuori…allora mi son detto: “se vado avanti così divento folle, e il grilletto inizio a premerlo all’impazzata…. ”poi all’improvviso ho pensato ai miei genitori…e alla mia maglia numero 1…al milan…a un sogno mai realizzato: magari non ce l’avrei fatta…magari non mi avrebbero preso…però quel provino saltato a causa di una maledetta guerra mi è rimasto qui: sulla bocca dello stomaco…
    penso alle partite giocate…ai campi da gioco disastrati…al calcio moderno …a quanta differenza con i miei tempi …penso alla felicità dei miei genitori nel sapere che il loro figlio era stato chiamato dal milan per un provino, le lacrime di mia madre, la mal celata emozione di mio padre ed io che lanciavo i guanti in aria e mi dimenavo come un pagliaccio nel pieno della sua rappresentazione circense…
    poi l’inzio della guerra, il richiamo alle armi…mi son sentito come svuotato di tutto…come un recipiente a cui si leva il contenuto …come un automobile senza ruote…finita la festa, inzia la tragedia….anche se i dirigenti mi avevano assicurato che finita la guerra (perché prima o poi sta merda di guerra finirà) sarei andato a milano per il provino….
    intanto passano le ore, non ho riposato quasi nulla, ma siamo a notte fonda, devo sorvegliare…e col pensiero fisso a milano e alla fine della guerra, cammino su e giù, a lato dell’enorme piazza d’armi della caserma, vicino al deposito munizioni: limite invalicabile da custodire e salvaguardare dal nemico, non si scherza…
    poi il boato: è stato tutto così improvviso, una questione di secondi…un rumore assordante…l’arrivo del caccia…la bomba sganciata…una scheggia, una maledettissima scheggia è arrivata sul mio ginocchio sinistro…
    davanti ai miei occhi , ancora prima di sentir dolore, ho visto chiara una maglia rossonera che veniva strappata …era la fine di un sogno….
    poi gli interventi chirurgici…la fine della guerra…i tentativi di salvare il ginocchio…
    col tempo tutto si rimargina, anche se il groppo è rimasto tuttora che te lo sto raccontando: più di qualcuno , per consolarmi, mi ha detto che nella città che ha dato i natali al “paron” nereo rocco, non ci poteva stare anche un portiere famoso di nome pacco …
    il destino aveva deciso che non era proprio possibile…ha vinto il destino 1 a zero, ma su rigore!!
    Mio padre mi ha raccontato questa storia quando andavo in prima media nel 1974…ho trovato il foglio dove l'avevo scritta…e così la riporto, senza correzione alcuna.
    Dopo tanti anni, abracciando mia madre, lui mi ripeteva sempre: “el  ginocio xe ‘nda remengo…ma la vita, el ben più prezioso, no!”
    per me sei sempre stato e sempre sarai il numero 1, ciao pà

     
  • Come comincia: che giornatine…una dopo l’altra …senza un attimo di tregua….oggi  7
    agosto riprendiamo la nostra idea americana e senza ulteriori indugi ci
    lanciamo a tutta birra verso i grattacieli...
    stavolta la polverina la usiamo in abbondanza e la colazione la
    facciamo a Manhattan…
    che splendore...le punte dei grattacieli toccano veramente le nuvole…e
    noi lo sentiamo…lo vediamo??…no no lo sentiamo…si sente ridere…
    come chi ride?…sono le nuvole
    -siamo noi non vedete
    -chi voi?? …aiuto Simo
    -dai gigante ti conosciamo… il canestro stava in alto, ma non quanto i
    grattacieli da riuscire a farci il solletico
    -Sam le nuvole che parlano…ridono…ehi non ho bevuto…ma sto viaggio
    sta diventando proprio ubriacante
    -fratè famme fa colazione…godiamoci New York e anche le nuvole …e fai
    attenzione a dove metti i piedi…qui è pieno di cantieri…non puoi
    camminare sempre con il naso all’insù
    Appena finita la frase la buca dei lavori in corso è
    mia...patapam
    -Gin rispondi…ti sei fatto male…accidenti  di un fratello…se lo
    becco gli do una bella padellata…devo scendere…devo cercare di
    aiutarlo
    Lì sotto rimbombava tutto…erano i sotterranei della metropolitana…pieni
    di umidità, oscurità…e segreti…
    cadendo avevo preso una bella botta e rimbalzando ero finito dritto
    dritto sullo scivolo che porta fino al centro della terra tramite un
    grande tubo…chilometri di discesa …iuuuuuu
    -Simoooo…non puoi sentirmi speriamo tu riesca a notare lo scivolo…è
    fortissimo…ma soprattutto speriamo che ti venga in mente di usarlo
    Intanto qualche km più in alto…
    -Ehi uno scivolo…peccato avevo voglia di altalene..vabbè sarà per la
    prossima volta…Gin dove seiiiii??
    L’oscurità era impressionante solo qualche isolata lucciola
    sotterranea che ogni tanto rischiarava leggermente l’ambiente mi
    faceva diminuire quel senso di groppo alla gola…quel senso di
    impotenza…insomma paura…
    -stavolta siamo divisi e sarà dura riunirci…quanti bei ricordi…che
    bello ritrovarsi…ma mi sa che è durata troppo poco…a meno che…
    Dovevo assolutamente farmi sentire oppure sarei rimasto lì per semrpe
    -Gin…niente da fare…è inutile…devo andare a chiamare i soccorsi
    intanto al centro della terra iniziavo a girovagare per prendere
    confidenza con l’ambiente  circostante…palme…spiagge dorate…mare
    verde smeraldo…però finora nessuna forma di vita…ero letteralmente senza meta, senza
    idee…e purtroppo senza sorella…stavolta non serviranno polverine
    magiche e neanche incantesimi…ero troppo isolato…avevo perso tutti i
    contatti con il mondo e stavo iniziando a conoscere un’ altra
    dimensione…
    Intanto Sam senza perdersi d’animo è già alla polizia…le ricerche
    hanno inizio nel giro di un’ora ma dopo 2 giorni di approfondite
    perlustrazioni…nulla…
    Io invece cibandomi di radici e foglie (le uniche cose commestibili che
    avevo trovato) stavo diventando un vero e proprio naufrago…barba lunga e
    sguardo un po’ rassegnato…notti passate disteso sulla sabbia a
    scrutare lontano nella speranza di notare qualcuno…
    -forse questo viaggio doveva finire proprio così…o forse non doveva
    mai iniziare…in ogni caso se tornassi indietro rifarei esattamente
    tutto…si perché solo così sono riuscito a ritrovare mia sorella…spero
    che la mia famiglia abbia notizie…e che mia sorella riesca a dare
    l’allarme…io sto bene (si fa per dire)…però la speranza sotto sotto
    c’è…mai mollare
    i giorni i minuti le ore…non ho più il senso del tempo…non so che fare
    …non incontro nessuno…prendo un ramo…pieno di una resina
    verdastra…poi tiro fuori dalla tasca dei pantaloni il notes un po’
    sgualcito ed inizio a scrivere…forse così passerà la malinconia….
    A Roma è il 9 agosto
    -Gin…guardo il sole e penso a dove sarai finito …io sono di nuovo a
    casa ho iniziato la solita vita…sono al pc…rileggo tante cose…le
    ricerche sono state interrotte per il momento…ho avvisato i tuoi…senza
    allarmarli troppo …ho detto che stai bene…ogni sera dalla finestra ti
    mando una lucciola…nella speranza di…
    Il 10 agosto si avvicina…san Lorenzo…la notte delle stelle cadenti..ed
    eccezionalmente, visto che le stelle quando cadono finiscono al centro
    della terra…ho deciso che assieme alle lucciole ti mando anche una
    stella con desiderio incluso…hai visto mai?…forse ...anzi, magari, ti farà
    da guida
    10 agosto ore 8 roma
    un bar qualsiasi una sorella velatamente malinconica e con vestito
    svolazzante arancione, occhiali da sole e capelli cortissimi entra a far
    colazione
    -caffè e brioches grazie
    il barista le indica un tavolino dov’è sistemato un uomo con la barba
    lunghissima…in canottiera: è molto sporco e trasandato..e sembra anche
    molto stanco
    -prego si accomdi signorina…oggi offre il signore laggiù
    -come sarebbe???…chi è…mamma mia…che puzza
    -non so non l’ho mai visto prima d’ora….è entrato circa 1 ora
    fa…avevamo appena aperto…a mangiato già 8 brioches…era affamato…ha
    detto che finalmente vede Roma…che aspetta sua sorella…..il suo nome è...
    un brivido…Simo si siede…non può essere…e invece la stella cadente è
    arrivata proprio dove doveva arrivare
    -sssshhhh
    un lungo abbraccio
    -Sam….sono sbucato in mezzo al colosseo…ho salutato la stella…ed ora
    ringrazio te per non aver mai perso la speranza…per aver creduto che a
    volte i sogni si avverano e le fantasie divengono realtà…
    da oggi per me le stelle cadenti avranno un significato particolare...e finalmente so dove vanno a finire dopo la caduta...ben ritrovata sorellina...

    ©

     
  • 14 gennaio 2010
    L'orso Poffy

    Come comincia: E' un orso diverso dagli altri perché non sta nelle caverne in mezzo ai boschi, ma vive nei capelli dei bambini e si fa vedere ogni sera per addormentarli. ogni bimbo ha il suo orso Poffy che scende dalla foresta (i capelli), va sullo scivolo (la fronte), salta nel fosso (l’occhio), scala una collina (il naso), cerca cibo in una grotta (la bocca), giocherella sul morbido ( la guancia) e per finire canta una canzone dolce dolce che rilassa... ogni adulto ha avuto nell’infanzia il suo orso Poffy che poi è svanito nel nulla come la sua fantasia... Poffy non muore mai con i bambini, sono gli adulti che hanno un estremo bisogno di giocare, ma non lo fanno e così l’orso Poffy muore. Io ho visto Poffy in banca con cravatta e doppiopetto grigio...

     
  • 17 novembre 2009
    El più xe fato!

    Come comincia: In cima non c’era nulla se non il mondo: una vista stupenda, idilliaca… ma i tempi in montagna scorrono rapidissimi, non si può indugiare oltre… è tutto calcolato per non farci sorprendere dal buio sulla via del ritorno…
    Quando è iniziata la discesa abbiamo capito che qualcosa stava cambiando… "allora", disse Enzo, l’alpinista più esperto,"camminè pian pian, la via che faremo per tornar indrìo xe piena de crepacci e il jazo no ne permeterà de distinguerli ‘ssai facilmente: bisogna ‘ndar ‘vanti con tanta prudenza… me raccomando… sopratuto, qua no xe un campo de basket…" io ero il terzo della fila, il terzo di un gruppo di cinque persone, ero di gran lunga il più giovane ed anche il più inesperto, con tanto entusiasmo, anche troppo diceva sempre Enzo…
    Non avevamo scelta: durante la salita dalla parete alle nostre spalle si era staccata una lastra di ghiaccio di circa 10 mq. che per fortuna non ci aveva colpito, ma aveva sommerso il già striminzito percorso che porta alla cima… quindi ritorno obbligato: la discesa impervia era lì ad attenderci con tutte le sue insidie…
    "Scolta mulo…"
    "Sì, diseme…"
    "No ‘sta far sti salti, qua no xe el canestro… camina normale, che no go voia de vignirte ingrumar col cuciarin lazò"
    Mi prese per mano e mi fece vedere lo strapiombo: ho rischiato grosso, il volo era di almeno 20 metri… mi tremarono le gambe e la gola si fece secca…
    Enzo mi offrì del the caldo dalla sua borraccia, un abbraccio di incoraggiamento… come ti calmava lui non lo faceva nessuno… il sole inizia a farsi rimboccare le coperte dalle vette più alte… ed il freddo si fa sentire… ci copriamo per bene, chiudendo i giacconi fino al collo… uno sguardo alla mappa ed alla bussola ed avanti… siamo in mezzo ad una distesa bianca… come ti giri vedi solo biancoooooo…
    voglio fare qualche foto, ma non c’è tempo …
    voglio qualcosa di caldo ma bisogna resistere…
    voglio andare a casa e devo farlo con le mie gambe…
    la montagna ti rispetta se tu impari a rispettare lei, non è un gioco, lo è solo se sai giocarci…
    iniziano a calare le prime ombre della sera, il sole è andato a dormire da un po’ , ma inizio a vedere le luci del paese: sorrido ai miei compagni… ed esplodo “el più xe fatooooo!”
    loro mi consigliano di stare comunque calmo… ma io non capisco… allora Enzo, molto pacato come di consueto, mi si avvicina, mi mette una mano sulla spalla e mi fa:
    “Te son ‘ncora picio… el più no xe fato… el più xe sempre quel che xe ‘ncora de far… ricordite… no sbassar mai la guardia… e no val solo in montagna”.
    ora che gli anni son passati e “no son più picio” capisco perché Enzo aveva perfettamente ragione!
    un maestro di montagna sicuramente, un maestro di vita ancor di più….
    ciao papà Enzo.

     
  • 16 novembre 2009
    Il signore della montagna

    Come comincia: “Mi basta fissare una montagna, con il riflesso del sole che la colora come fosse un pittore con il suo pennello… e mi rilasso…”
    Per arrivare al Dreischusterhutte abbiamo azzeccato una splendida giornata: sole splendido e cielo terso; la stradina che porta al rifugio ti permette di attraversare panorami che sembrano usciti da una favola: abbiamo camminato e ci siamo anche fermati lungo il sentiero ad ammirare il paesaggio.
    I bambini non perdevano occasione per cantare e sorridere e a turno suonavano (a modo loro…) l’armonica che porto sempre con me: poi la verde distesa che affianca il rifugio in mezzo ad un girotondo di vette che toccano il cielo e lì in mezzo una folla sparsa sul prato: non capivamo…. poi, avvicinandoci, una lieta sorpresa: la Santa Messa che veniva celebrata in quest’atmosfera insolita e caratteristica, con la cima Tre Scarperi che vigilava sui fedeli.
    Ci siamo fermati anche noi in preghiera e, ad un certo punto, mio figlio ha esclamato: “Guardate! Il signore delle montagne!”… e in quel mentre ho visto nei pressi del rifugio, seduto su una panchina, un anziano signore con la barba lunghissima che sorrideva ai miei bambini… A questo punto, è bastato chiudere gli occhi ed immaginare una favola… che naturalmente riporto così come l’ho raccontata ai miei figli…
    “Il vecchietto era diventato a sua insaputa il signore delle montagne: occhi scuri e sguardo rassicurante, un po’ folletto e un po’ leggenda, porta sempre sul capo un cappello rosso con una piuma verde: egli vigila su tutta la montagna, i ruscelli, le cascate, gli alberi e le rocce, e durante la notte, controlla che il paesaggio sia tutto in ordine per l‘indomani decidendo come sarà il tempo (altro che previsioni meteo…); vive in alta quota e ogni tanto scende a valle a parlare con i bambini per spiegare loro il rispetto per la natura, per la montagna e per il prossimo: a volte vorrebbe custodire anche le città, ma finché la tranquillità non prenderà il posto della frenesia metropolitana degli uomini di oggi ha deciso di rimanere lassù sulle vette più alte della Val Pusteria con gli animali del bosco che gli fanno compagnia e con la speranza che i bambini di oggi riescano a farlo scendere nelle città quando loro saranno diventati uomini…”
    Apro gli occhi e scopro che il signore della montagna (quello seduto realmente sulla panchina che sorrideva ai miei figli) non c’era più e in lontananza scorgo un uomo simile ad un folletto del bosco, con la barba lunga, che sta salendo in cima ad un monte… forse il signore della montagna esiste davvero… il dubbio mi è sorto osservando meglio l’uomo che stava salendo sul monte: portava sul capo un cappello rosso con la piuma gialla…

     
  • 03 ottobre 2009
    Il segreto della montagna

    Come comincia:

    Sto scrivendo mentre fuori nevica, la famiglia dorme beata ed è notte fonda, i tetti e gli alberi che riesco a distinguere sono bianchissimi, solo un lontano lampione mi permette di capire in controluce che la nevicata è di quelle abbondanti.
    Le cime dei monti attorno mi guardano e mi parlano: basta saperle ascoltare e loro sono lì pronte e chiacchierone, per raccontarti tante fiabe e per farti conoscere i loro segreti.
    Mia madre da poco si è trasferita qui in montagna, dove le altezze ti portano vicinissimo al Signore e da qualche settimana anche vicino a lei.
    Con un velo di malinconia e guardando la pista da fondo, mi sono girato verso la Croda Rossa e finalmente ho sorriso: ciao mamma ora sei un segreto della montagna.
    Sorrido ancor di più pensando che tutti si sono sempre stupiti che la paura più grande di mamma fosse sempre stata proprio la neve.
    Oramai è quasi l'alba, nevica ancora e non si ode alcun rumore: è tutto bellissimo e soprattutto mi solleva, mamma, saperti qui tra i monti che abbiamo sempre amato, tra i folletti che spesso ho descritto e tra le mie poesie di montagna che hai sempre letto.
    Sei volata qui serena perché qui la serenità ci abita: ti puoi sistemare sulla Croda vicino alle renne di babbo Natale e magari un giorno o l'altro imparerai a sciare e la paura per la coltre bianca svanirà come per incanto. Verremo a salutarti spesso, ciao mamma.


    Febbraio 2008