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Autore

Gianfranco Pacco

in archivio dal 22 set 2009

04 ottobre 1963, Trieste - Italia

segni particolari:
Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.

mi descrivo così:
Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...

30 marzo 2015 alle ore 14:50

Non più di 100...

Intro: Un' emozione a canestro...tanti canestrti...tante emozioni...una vita in campo...passando sopra un palcoscenico...e cancellando la linea immaginaria che divide la realtà dal sogno...

Il racconto

...E dopo 23 anni di basket agonistico, come avrei potuto non scrivere della palla a spicchi, del cerchio di ferro e della mitica retina...i ricordi sono tanti..mescolati ...quando ho iniziato io a giocare il tiro da 3 esisteva solo nell'Nba (e siamo nel 1973)...si giocava con i calzettoni lunghi, i calzoncini super atillati (per mostrare i muscoli??) e le canottiere che ti creavano un notevole prurito....adesso ci sono calzoni alla pescatora (rigorosamente a vita bassa) e magliette senza maniche al posto delle canottiere, con sotto le "bellissime" magliette della salute...le calze ci sono, ma sembra che non ci sianoa, da tanto sono corte....una volta se avevi le converse bianche in tela eri alla moda...adesso esistono air...nere, bianche, rosse....e mille altri nomi impronunciabili di scarpe...ma vi assicuro che far canestro non dipende dal tipo di scarpe....

Quela volta gli allenatori (coach) chiamavano time out e ti davano tutto: asciugamani, boracce, spray per i colpi....adesso i coach chiamano time out e dalla panca si alzano massaggiatore, medico, accompagnatore, zii, cugini, vice coach, lavagnette, pennarelli....e il time out è già finito....adesso ci si da il 5 anche se si è subito un fallo tremendo...quella volta i vecchi della squadra ti dicevano "scemo" e avrebbero voluto batterti, ma sulla testa...io ho iniziato in ricreatorio: un istituzione per la nostra città che continua ancora oggi...Finita la scuola, se non c'era allenamento, in "ricre" tiravi a canestro tutto il dopopranzo ...i giochi erano sempre quelli: giro del mondo e 21...e quello era l'allenamento migliore (stile slavo "corri e tira") per le partite del sabato...il mio primo maestro di basket (si perchè guai a chiamarlo coach) ci portava a giocare dall'altra parte della città a piedi dicendo che era un buon riscaldamento...e anche se vincevamo tornavamo indietro a piedi,(però con la coca-cola pagata) perchè diceva che era un'ottima soluzione defaticante...e noi lo ascoltavamo in religioso silenzio..però io ero abbastanza brontolone, ma alla fine del mio primo campionato (già che ero abbastanza lungo per la mia età...) ho vinto la classifica marcatori e lui mi fa: "visto, così adesso starai un po' zitto!!!"... e come potrò mai dimenticarlo: è stata una grande scuola di vita per il nostro avvenire, e non c'entra il basket, ci ha insegnato l'amicizia e lo spirito di squadra, del risultato non gli fregava più di tanto, ma solo adesso mi rendo conto quanto sia stato importante come uomo.....e intanto camminavamo...uhhh se camminavamo....solo una cosa non mi è mai andata giù del suo modo di fare: non ha mai voluto che segnassimo il punto numero 100...è sucesso tantissime volte che arrivavamo a 99 e tutti ci guardavamo..sperando...ma dalla panchina lui niente...e siamo attorno ai 12/13 anni...gli altri allenatori che ho avuto ( e che scriverò un'altra volta) negli anni seguenti ci lasciavano andare oltre i 100...purtroppo non capitava più tanto spesso...

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