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Autore

Gianfranco Pacco

in archivio dal 22 set 2009

04 ottobre 1963, Trieste - Italia

segni particolari:
Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.

mi descrivo così:
Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...

12 settembre 2011 alle ore 17:10

Numero 1

Intro: lo sport come la vita...gioie e dolori...ma stavolta la maglia numero 1 è tua lo stesso

Il racconto

quella sera di guardia, non ci voleva andare nessuno,la guerra impone ritmi feroci, crudeli…”sergente, si procuri le munizioni e vada lei…ma signor comandante…sono smontato 2 ore fa…non discuta e vada…se vuole si porti un pezzo di pane per fare merenda”…
che fortuna,anche la merenda però di guardia da solo….tutti i pericoli possibili  mi venivano in mente in quei momenti, anche se i servizi di guardia prestati precedentemente erano sempre andati bene…quella sera però c’era un non so che di strano, di diverso….
come fantasmi che ti assalgono e ti circondano…non ne venivo più fuori…allora mi son detto: “se vado avanti così divento folle, e il grilletto inizio a premerlo all’impazzata…. ”poi all’improvviso ho pensato ai miei genitori…e alla mia maglia numero 1…al milan…a un sogno mai realizzato: magari non ce l’avrei fatta…magari non mi avrebbero preso…però quel provino saltato a causa di una maledetta guerra mi è rimasto qui: sulla bocca dello stomaco…
penso alle partite giocate…ai campi da gioco disastrati…al calcio moderno …a quanta differenza con i miei tempi …penso alla felicità dei miei genitori nel sapere che il loro figlio era stato chiamato dal milan per un provino, le lacrime di mia madre, la mal celata emozione di mio padre ed io che lanciavo i guanti in aria e mi dimenavo come un pagliaccio nel pieno della sua rappresentazione circense…
poi l’inzio della guerra, il richiamo alle armi…mi son sentito come svuotato di tutto…come un recipiente a cui si leva il contenuto …come un automobile senza ruote…finita la festa, inzia la tragedia….anche se i dirigenti mi avevano assicurato che finita la guerra (perché prima o poi sta merda di guerra finirà) sarei andato a milano per il provino….
intanto passano le ore, non ho riposato quasi nulla, ma siamo a notte fonda, devo sorvegliare…e col pensiero fisso a milano e alla fine della guerra, cammino su e giù, a lato dell’enorme piazza d’armi della caserma, vicino al deposito munizioni: limite invalicabile da custodire e salvaguardare dal nemico, non si scherza…
poi il boato: è stato tutto così improvviso, una questione di secondi…un rumore assordante…l’arrivo del caccia…la bomba sganciata…una scheggia, una maledettissima scheggia è arrivata sul mio ginocchio sinistro…
davanti ai miei occhi , ancora prima di sentir dolore, ho visto chiara una maglia rossonera che veniva strappata …era la fine di un sogno….
poi gli interventi chirurgici…la fine della guerra…i tentativi di salvare il ginocchio…
col tempo tutto si rimargina, anche se il groppo è rimasto tuttora che te lo sto raccontando: più di qualcuno , per consolarmi, mi ha detto che nella città che ha dato i natali al “paron” nereo rocco, non ci poteva stare anche un portiere famoso di nome pacco …
il destino aveva deciso che non era proprio possibile…ha vinto il destino 1 a zero, ma su rigore!!
Mio padre mi ha raccontato questa storia quando andavo in prima media nel 1974…ho trovato il foglio dove l'avevo scritta…e così la riporto, senza correzione alcuna.
Dopo tanti anni, abracciando mia madre, lui mi ripeteva sempre: “el  ginocio xe ‘nda remengo…ma la vita, el ben più prezioso, no!”
per me sei sempre stato e sempre sarai il numero 1, ciao pà

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