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Autore

Gianfranco Pacco

in archivio dal 22 set 2009

04 ottobre 1963, Trieste - Italia

segni particolari:
Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.

mi descrivo così:
Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...

04 giugno 2013 alle ore 11:01

Oramai sono in ballo

Intro: Vieni con me...c'è una grotta in mezzo al mare...però non fare domande...quelle me le farai alla fine...perchè alla fine vorrai solo ricominciare un'altra avventura...

Il racconto

Era una grottastellafilante in mezzo al mare mi ci ero immerso fino al collo per poter capire che cosa stava succedendo, solo che appena il livello scese mi ritrovai circondato da strane creature le ballobelle: ma come potevo ballare se ero un tronco di legno?
E proprio li sta il bello…
queste ragazze avevano la particolarità (oltre ad essere stupendamente belle) di saperti trasmettere una linearità e dolcezza nei movimenti danzanti e in men che non si dica diventai un novello ballerino provetto…
ed inoltre avevano il vizio di strizzarti l’occhio molto spesso…
C’era un problema, non avevo la partner…
Ed allora per non rischiare l’ira funesta degli abitanti della grotta, i temibili guaidasoli, dovetti cercarmi un nascondiglio…
Si perché i guaidasoli odiavano chi voleva ballare senza il partner e li infestavano di stellefilanti: da qui il nome della grotta…
Ma dico io non potevo continuare a starmene tranquillo a casa mia, con il mio lavoro da impiegato fantozziano senza andare a cercar rogne.
No!
Bene e allora si va avanti: oramai sono in ballo e devo ballare.
Cercar rogne?
A dire il vero io non ho cercato nulla, so solo che mi ritrovavo nel bel mezzo di un pericolo…
Iniziai a correre per cercare un posto dove nascondermi dai guaidasoli…altrimenti sarebbero stati guai seri, molto seri.
Salutai in fretta e furia le ballobelle, e feci loro due foto, una per ricordo la lasciai a loro: erano longilinee, sempre sorridenti, con i capelli rossi e gli occhi viola…
non perché avessero preso dei pugni, no…proprio il colore dei loro occhi era viola…
Girovagai non so per quanto trempo nella grotta…1 2 3 passè passè pirouette….
Ma cosa stavo facendo, eppure non facevo uso di droghe: ogni 20 metri… era più forte di me …
dovevo ripetere i passi di danza che avevo imparato…
Finchè nel bel mentre di un chachacha…oplà…
Ecco che tra le rocce granitiche della grottastellafilante mi si apre d’incanto un varco…
Decido di oltrepassarlo (tanto peggio di così non poteva essere) ed è il buio più fitto, ma oramai non si poteva più fare dietro front, oramai ero in balia del destino…chissà dove finirò, altroché viaggi fantastici sul mio tappeto…
Solo grazie ai passi di danza ero riuscito a scoprire il varco, magari solo grazie alla danza ne uscirò vivo…
era una situazione davvero spiacevole, più che altro perché non vedevo soluzione, ed ero da solo, maledettamente solo…
Ma non mi persi d’animo…
Iniziai a camminare con un po’ di samba, vuoi vedere che l’allegria aiuta, del resto il sorriso non costa nulla, ed a questo punto anche se costasse sarebbero soldi ben spesi…
Dopo un po’ scorgo in lontananza che mi viene incontro un’intera sfilata di maschere di carnevale: individuo velocemente un supereroe (superpippo o superman non fa differenza) e gli chiedo aiuto.
Lui gentilmente si offre di portarmi dall’altra parte del lago ghiacciato…
Mamma mia che confusione, non so se riuscite a seguirmi (nella storiai ntendo)…
Oltre il carnevale il nulla solo appunto questo lago da attraversare…ed iniziava anche a fare molto freddo…
io ero vestito in jeans e maglietta con un paio di infradito…
Subito trascinato da superman volai oltre e iniziai col tango…da solo, tanto così dovevo proseguire…e subito prima del finale col caschi (ma come si scrive caschi?) intravedo una figura femminile…
Era una ballerina sicuramente…un viso molto dolce…che mi tende la mano, forse lam ia salvezza…
sentivo i rumori dei guaidasoli che mi avevano scoperto e mi stavano inseguendo
Mi avvicino rapidamente a questa creatura altissima, molto più di me e lei mi viene incontro con una rumba e sorridendo…iniziamo a danzare assieme…dopo qualche minuto…
Sento un boato ed un nuovo squarcio si apre innanzi a me…
Finalmente…
Sano e salvo?…
macchè…
però almeno non avrò più freddo
Posso uscire, guardare di nuovo il sole, il cielo , il mare cristallino di una spiaggia incantata: quella che aveva ballato con me non era una ballerina.
Ora al chiaro del giorno potevo vedere e capire…
Mi stava salutando…era la fata turchina…
Non so e credo non saprò mai se proprio quella della favola di pinocchio…ma sicuramente lei stessa era una favola, e per di più mi aveva fatto fare un passo avanti…
almeno lo spero.
Ciao fatina, resterai sempre nei miei sogni…e nei miei desideri, perché i sogni son desideri…ehi ma che dico…??
Mi urlò che quella frase era la stessa delle ballobelle…era un portafortuna dei buoni della grotta…
e sparì…
Ora considerato che non bevo…che non mi faccio canne…
o vaneggiavo o qualcosa mi aveva stordito…
Era meglio procedere di fretta…
I rumori degli inseguitori si facevano sempre più forti…erano vicini…avevano scoperto che ero un ballerino solitario
Decisi di stendermi sulla sabbia…sotto ad una palma e provare a riposare
Mi addormentai dopo qualche secondo
Avevo viaggiato di fantasia come il mio solito…?
Forse…
“Signori il cinema sta per chiudere, dai bambini…è ora di uscire…le avventure della grotta…è finita l’ultima replica…”
Avevo accompagnato i miei figli a vedere il film dell’anno e mi ero immedesimato nel protagonista, e fin qui nulla di anomalo…
Non fosse per un piccolo particolare…
Mentre tutti i ragazzini, compresi i miei figli, stavano uscendo dal cinema…ed io ero sempre più stordito…
All’uscita vidi una persona che mi strizzo l’occhio più volte e mi ricordai di “qualcuna” nella grotta: ad un primo momento pensai ad un tic nervoso ma osservando meglio…
Non riuscivo a crederci… non poteva essere vero…stava dando qualcosa ai miei figli: mi stropicciai gli occhi come appena svegliato e mi detti un pizzicotto sulla guancia…ma niente, non era un sogno
E intanto la persona, dopo avermi strizzato l’occhio ancora una volta, svanì nel nulla…
Allora mi tranquillizzai e pensai che forse non avevo digerito i pop corn.
“papiri, andiamo a casa, ti è piaciuto il film?”
“certo, certo, moltissimo….”
“guarda cosa ci ha dato quella signora…”
“quale signora?”
“quella che sembrava una fat…che ti strizzava l’occhio…”
Mi tremarono le gambe…
ed anche la voce…
avevo quasi paura a sentire la risposta…
che oramai dentro di me prevedevo
“che-che-co-co-sa?”
“Tieni…è una foto…ci ha detto di darla a te…ha detto che tu capirai”
ed io capii…
Era la foto che avevo scattato con le ballobelle…
sopra c’era scritto: “ciao amico d’avventura è proprio vero che i sogni son desideri…”

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