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Poesie di Giulia (luigia) Tatti

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  • 23 ottobre 2009
    Il suo sapor di baci

    Ombre di pensieri sfilacciati e incerti
    al ritmo di un tempo in cui tutto si trasforma
    e non so scegliere strade se non quelle già note.
    Percorsi innalzati come mura
    oltre i quali so di ritrovare il buio,
    trame di ricordi dipinti nella mente
    come tela che abbia assorbito lacrime
    raccolte dal palmo della mano.
    Ne estraggo una alla volta,
    un dolore solo alla volta,
    per portarli alle labbra e
    ritornare, a sentire il suo sapor di baci.
    Ho camminato, sino a un attimo prima,
    lungo sentieri verdi
    di un bosco rugiadoso e vibrante
    e mi ritrovo,
    improvvisamente,
    nella palude in cui è affogato il mio domani.
    Ora, siedo a un telaio,
    e tesso
    solitudine, nostalgia
    e rimpianto, che riporto alle labbra e torno
    a sognare il suo sapor di baci.

  • 23 ottobre 2009
    Filigrane

    Versi d'amore e solitudini
    risalgono dagli abissi
    di un tempo che ha cancellato il dolore,
    da un ignoto cammino
    che ha sperduta la tua voce,
    l'ha trasfigurata.
    Un ultimo chiarore di sole
    che sgorga da Occidente,
    dipinge rosseggianti barbagli di fuoco
    fragili come antiche filigrane.
    La sera, è qui,
    gioca con il mio cuore e mi riporta lieve,
    profumo di zagare, ed ogni ora,
    s'allontana in una danza
    che ruba alle mie braccia un brivido,
    un tenero sussurro alle mie labbra,
    alle mie palpebre, larve di un sogno infranto.

  • 23 ottobre 2009
    Cipressi

    Un passo a seguire l'altro
    sotto un cielo che vorrei di zaffiro
    lungo ricordi dai contorni frastagliati e fragili.
    Sentimenti vissuti
    che han prodotto squarci d' anima
    e dilaniato membra,
    sfumate immagini che non vale ricordare
    di vite non vissute
    ed alternanza di agonizzanti autunni
    per un passato che non cambi
    ma dal quale sei cambiato inevitabilmente.
    Passi di ghiaia
    costeggiando cipressi
    tesi a lambire il cielo,
    e, a terra, tutto sa di muschio
    nel tuo mondo avvolto in un bisbiglio.

  • 02 ottobre 2008
    Metamorfosi

    Mi sveglio, e il sogno,
    ecco, mi appare come il bozzolo vuoto
    di una farfalla che lo ha abbandonato,
    una conchiglia vuota, vibrante di vita,
    pochi istanti prima ed ora, nuotando in ascesa
    emerge in superficie, posando su una spiaggia fredda.
    Non provo coraggio, né serenità, meno che mai saggezza.
    Nembi temporaleschi e vagabondi
    si rincorrono, infiamma il cielo
    e il vuoto mi scava il cuore.
    Indugio alla finestra...
    guardando fuori, verso il giardino grigio,
    note armoniche
    danzano leggere,
    mi conducono
    sull' orlo dell' incoscienza
    si ritraggono,
    e banchi di nebbia
    di un bianco perlaceo
    cancellano i miei orizzonti.
    Può darsi si sia trattato
    d' una piccola vampa vivace
    ma il risveglio mi strema, delusa,
    adagiando
    su sogni in rovina.

  • 02 ottobre 2008
    Cristalli

    Mi sento nulla senza il tuo respiro,
    mi chiedo, a volte, se lo senti lo squarcio della tua partenza
    se l' avverti quel rugginoso cigolìo
    che non è più né dolore né tristezza.
    Mi spoglio delle armi, della pelle e mi spavento,
    mentre lotto contro la morte lenta
    e arida di un cuore rattoppato.
    E poi, tento
    di scacciarti dalla mente,
    con l' illusione d' avere forza,
    a sufficienza,
    per annientare  démoni che spuntano
    da remoti pensieri, senza tregua.
    Che cosa sono?
    Sono una donna,
    una creatura fragile, un artista,
    una maschera, un attore?
    Invecchio,
    perdendo la freschezza dello sguardo,
    il fascino di emozioni scolorite,
    l' angelica quiete dei sogni
    soppiantati  da tempeste roboanti.
    Ho provato a cantare, leggera,
    ma l' alba non torna.
    E’ notte, e il mio tempo
    si perde su strade sterrate,
    e il mio canto,
    trattenuto da trame di candido lino.

  • 12 marzo 2008
    Mappe

    Solchi di sofferenza,
    scavati,
    su mappe molli intorno ai miei occhi...
    In piedi,
    solitaria, stendo le radici
    in un vuoto profondo
    di  nero inferno e i miei rami,
    scheletrici arti,
    verso un cielo indifferente.
    Una nebbia pesante
    penetra,
    attraverso le mie narici,
    appannandomi i sensi
    mentre i miei pensieri
    entrano in scena
    silenziosi,
    attoniti burattini senz' anima.


    Febbraio 2007

  • 11 marzo 2008
    Donne.

    Donne che camminano controvento,
    al passo con la lentezza di un tempo
    in cui l' amore, le ha assorbite e divorate
    in quelle notti a rovescio,
    aggrappate a sogni scorticati
    e spoglie di pensieri e sguardi.
    Sedute su una panchina al parco,
    tra le macerie di una vacua esistenza,
    sproloquiando su giorni vissuti
    strappandoli al delirio di sorrisi morti,
    donati, intravisti, immaginati,
    imprigionati tra ragnatele di rughe.
    Espressione di astratti pensieri,
    abbandonati tra i tarli,
    in fondo a cassetti vuoti.


    Marzo 2008

  • 27 novembre 2007
    Il Profumo Del Mirto

    Profuma ancora, il mirto
    e, sulle ali del vento,
    mi raggiunge e torna
    ora lieto, ora triste
    ad addolcirmi le ciglia.
    Parlo di te, del tuo respiro,
    ad altri che tutto ignora
    di quel soffio di vita che le tue mani ha sfiorato
    né ti riporta, ormai, dove non sei.
    Qui, tutto è cambiato
    non esiste passato, non presente
    non alte mura da valicare
    oltre le quali
    inconsistente, impalpabile materia.
    Il mio sogno, racchiuso nella primavera,
    tra folte betulle e sambuchi profumati,
    l' ho perduto.
    Solo, più in là
    ... Profuma ancora, il mirto,
    e sulle ali del vento...

  • 27 novembre 2007
    Ginestre

    Stagni gelati, screpolati  percorsi fragili
    su cui cammino, e mi  s' affaccia il ricordo
    di pensieri, come esili figure in lontananza,
    prosciugati da dettagli irrilevanti,
    smarriti tra le fronde degli alberi,
    inseguo, muta, sotto il velluto nero che la notte distende.
    Scende sul volto, la grigia tristezza
    delle vie fangose e desolate,
    e gli occhi
    non hanno più orizzonti in cui spaziare.
    Vespertino già tinto di rosa
    solcato da piccoli sciami di veloci insetti
    che disegnano, in volo, vortici dorati
    su radure di ginestre fiammeggianti.
    Albeggia, ormai, e la terra
    d' intorno si risveglia, e il suo respiro
    attraversa le tenebre,
    s' inerpica su per colline dolci,
    mentre  ultime trine di nebbia
    svaniscono veloci verso il cielo.

  • 27 novembre 2007
    Lentamente

    Lentamente
    distolgo il mio sguardo dal tuo viso
    e tutto diventa vago,
    mentre la notte scende pesante e nera
    nell' impietosa, silente quiete
    colma di minaccia e sofferenza.
    Pensieri sempre più confusi,
    accavallati uno sull' altro,
    in balia di ore vuote prive di contenuto,
    si librano, come fumo denso e grigio che sale,
    si allargano, si allontanano, volteggiano
    e infine, oscillano fino a permearsi
    tenacemente sulle mie membra e il cuore,
    ed ecco, presentire
    lo sprofondare da vertiginose altezze.
    senza più volontà né resistenza.
    Mi viene meno la vita,
    e mentre ti allontani, si spegne
    quell' accenno di riso squillante
    non ancora e mai più nato,
    come sotto un rovescio di grandine
    che ha distrutto semina  e raccolto.

  • 27 novembre 2007
    Respiri

    E, tarda il sonno a venire
    in questa notte
    di fine estate
    mi avvolge un silenzio
    ad ondate
    umide, soffocanti
    e all' improvviso,
    interrotto da un frinire di cicale
    remoto, da principio e poi insistente,
    metallico,
    un clangore minaccioso, ritmato
    come qualcosa che s' innalza
    su, per un fil di ferro.
    Piombo in uno stato
    tra veglia e sonno
    e, avverto
    rumori dall' esterno, in parte uditi,
    appena accennati, ricordàti
    Una risata,
    s' infrange contro i vetri
    poi, s' interrompe, ed una voce
    si trasforma in un sussurro,
    qualcosa di simile al vento tra le imposte.

  • 27 novembre 2007
    Disegni

    Questo è il giorno perfetto
    per tornare su me stessa
    rientrare in me
    con gli occhi della mente
    avere accesso alle ragioni accantonate
    che fluttuano, disperse,
    in un lago salmastro, nel niente.
    Resto sulla soglia
    e mi sommerge un' onda,
    azzurra, che presto sfuma, impallidisce
    e una pioggia di carte
    volteggia, corre, inseguendosi
    fino a che, mollemente,
    qualcuna mi si posa accanto.
    Tendo la mano, pervasa da emozione,
    per quei tratti indefiniti, incerti,
    del disegno di un viale
    ridente,
    vedo piccoli fiori profumati
    e teneri germogli di magnolie e di mirti.
    Davanti a me,
    appena più distante,
    ecco un altro disegno, sembra un muro...
    senza alcuna finestra, senza porta,
    e mi domando se non mi sia sbagliata:
    non riconosco bene cosa sia,
    bestia, o pozzanghera, buco nero,
    o pozzo che contenga un dolore, una piaga spalancata,
    ma forse, è solo un' ombra,
    ed è qui che mi volto,
    alla ricerca di inaspettato lume,
    che la dissolva decisa, di netto.
    Anche l' eterno buio, si è stancato
    s' insinua, scivola,
    scompare nelle crepe di quel muro scalcinato,
    inseguito dalla sera, si protende,
    s' allunga, s' avvolge attorno allo stelo di un lampione
    l' abbandona accecato, si nasconde
    in un vicolo che l' inghiotte
    nella morsa del suo abbraccio silente.

  • 29 marzo 2007
    E' Vita, Sai?

    E' vita, sai...
    Quest' affannoso
    senso di mistero che ti avvolge,
    un continuo affiorare
    di vibrazioni arcane
    sensazioni
    e messaggi che provengono
    da realtà invisibili, lontane
    e ti sottraggono
    da chiare spiegazioni concettuali
    come a domande poste
    a volto enigmatico di sfinge.
    Ed è vita, sai...
    ciò che indocile e mutevole
    ci guida, ci tormenta,
    talvolta,
    e a volte come madre pietosa ci conforta,
    ci fa sentire ramo, foglia, figlia,
    gemma, virgulto,
    a tratti fiume in piena ed altre, goccia.
    Piccola goccia,
    su filo d' erba tenero
    su cui la luna possa rispecchiare
    Ed ancora, è vita, sai...
    il ritorno del sole, domattina
    nell' incanto di un paesaggio silente
    a curiosar tra i rami di un albero
    fremente di vibranti gorgheggi nitidi e gioiosi
    in un appassionato e dolce
    risveglio dal torpore della notte.

  • 23 marzo 2007
    Inganni

    Quanti ricordi
    quanta tranquilla maestosità
    in questa notte calma, luminosa
    e, tuttavia,
    l' anima geme sotto il peso greve dell' incertezza.
    Perchè, ciò che non esiste
    appare più affine alla natura umana
    di ciò che esiste?
    La vita stessa, è simile ad un sogno,
    ha parti gioiose, positive,
    ed altre discordanti...
    Si pensa, contemporaneamente,
    a cose vere, logiche, e a quelle
    bizzarre, scollegate.
    Trascorre così, la giovinezza
    tra bufere, consolazioni, gioie...
    La nuova aurora mi rapisce
    e potrei amarla, sentirla in tutta la sua bellezza
    se il giorno che le tiene dietro
    troppo lungo non mi apparisse
    orfano della forma, della potenza,
    dell' immensità di quell' idea
    di rendere migliore questo mondo
    sperduto come un' ombra indistinta, errante
    nel tenebroso abisso dell' indifferenza.

  • 06 marzo 2006
    Tra le dita

    E' quello stesso dolore,
    come reliquia
    della mia sofferenza,
    che torna a infrangersi
    nelle mie mani.
    Chinata in un abisso senza fondo,
    eterno, nero come il nulla
    vedo, levarsi un dopo l'altro
    volteggianti spettri beffardi
    e accresce la mia collera.
    Un desiderio di vendetta...
    Ma, come vendicarsi della vita?
    Non rispondeva già più
    alle mie domande.
    Così, non ne rivolsi più.

  • 17 febbraio 2006
    E, c'era il vento

    Cammino, a testa china,
    tra scricchiolii di foglie
    rosse, arancio, gialle, ruggine e oro
    cadute sul selciato,
    che il vento
    lancia fruscianti
    e canta una selvaggia, triste canzone.
    Ripenso alla mia vita
    e all'uragano, che flagella le strade
    e le mie mani contratte al petto.
    La notte in cui ero morta,  
    c'era il vento.

  • 14 febbraio 2006
    Se...

    Se provassi,
    a ripercorrere
    a ritroso
    lontani passi affrettati,
    e se poi la implorassi
    questa
    pietrificata sofferenza,
    si scioglierebbe, forse,
    o renderebbe
    alle mie mani
    manciate di cristalli,
    rotolati
    da un'ala nera,
    che la falcata Parca,
    indifferente
    a questo mio dolore
    mi ha donato?

  • 14 febbraio 2006
    Lontano...

    Ricordi lontani e inafferrabili
    che il vento riporta,
    a soffi irregolari e discontinui,
    ora nitidi, ora spenti e
    per un attimo,
    un attimo soltanto acuisce,
    il desiderio di cullarmi
    nell'illusione di un'eco
    di passi che un po' alla volta,
    mi riportano alla vita.

  • 14 febbraio 2006
    Aquile

    Tornerei indietro nel tempo
    se potessi,
    agli anni in cui
    nidificare
    su un alto picco, innalzava
    e cuore e sensi
    e certezze librate in volo,
    e in pugno il mondo
    ed occhi attenti.
    Non sarei qui
    col viso tra le mani,
    dai giorni miei ventosi,
    sospinta.
    Ora, che tutta la verità 
    è venuta a galla, resto in disparte
    tra briciole di sogni sparpagliati
    e abbracciata alla sconfitta.

  • 30 gennaio 2006
    Senza volto...

    Con passo greve
    esco,
    da un sogno
    dove tutto è annullato,
    confuso
    in una spirale
    di sofferenza.
    Memoria,
    popolata da presenze
    senza volto.
    Uomini scarni
    dalle spalle curve e
    negli occhi
    alcuna
    traccia di pensiero,
    solo
    sequenze di ricordi
    come ferite
    ogni giorno
    riaperte.

  • 30 gennaio 2006
    Siepi...

    Confusi pensieri
    prigionieri
    incapaci
    di prendere il volo
    s'infrangono
    contro porte basse
    strette
    costringendomi
    a monologhi
    urlati ad una solitudine
    che innalza siepi
    intorno alle mie parole.

  • 27 gennaio 2006
    Silenzi

    Osservo, con occhi vacui
    e mani senza pace.
    Perchè dovrei, di colpo, impaurirmi?
    Tutto sarebbe chiaro, dimostrato
    Non c'è pace,
    né gioia, né riposo
    Sale un sussurro, dall'orlo
    dei tuoi giorni nebbiosi,
    potrei riavermi,
    se gridassi...
    Ma ora,
    di lacrime son piena
    e il vento,
    le nuvole ha ammassato.

  • 16 gennaio 2006
    Nuove visioni

    Sospiro
    colmo d'amore
    s'apre
    a fugare
    pioggia
    tempesta
    pianto
    musica nuova
    squarcia
    spazi infiniti.

  • 16 gennaio 2006
    Senza parole


    Tacciono.
    Soffocate
    dalla paura
    di uno sguardo,
    Le mie parole,
    prigioniere,
    smarrite
    in un groviglio
    di sogni infranti,
    schiacciate
    da un’aria densa
    Che ha il sapore
    della notte
    Dove uccelli,
    privi di ali
    Si trascinano
    sulle zampe
    Rimpiangendo il cielo
    Che ora
    è grigio e vuoto.

     

  • 16 gennaio 2006
    Melanconia

    In silenzio
    stupita
    ascolto col corpo
    come fosse
    un'unica membrana
    suoni
    scaturire
    come magici
    improvvisi bagliori
    che si schiudono
    esplodono
    ad ogni mia lacrima...
    Sono momenti!
    Vivo un attimo d'infinito
    e in quell'infinito
    percepisco
    il senso del vuoto.