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Autore

Giulia (luigia) Tatti

in archivio dal 29 dic 2005

06 ottobre 1950, S. Gavino M.le (ca)

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
Semplice, istintiva, con una buona dose di ingenuità.

03 gennaio 2006

Ciao, mi saluti Pino?

Intro: Una grande casa, immersa nelle magnolie.Una visita particolare, tra dolcezza e riflessioni. Grazie a Giulia Tatti,un tema delicato su cui riflettere… quello della solidarietà.

Il racconto

... Mentre attraverso il grande giardino, ascolto il rumore dei miei passi sulla ghiaia che si snoda lungo un vialetto costeggiato da imponenti magnolie.
Il pacchetto che tengo con una mano, mi riporta ad un episodio che si ripete da tanto tempo... sempre semplicemente lo stesso scenario e sempre la stessa simpatica scenetta. Sorrido.
Eccoli, sono tutti lì, quasi nervosamente seduti, in attesa di qualcosa che sanno avverrà e non riescono a nascondere l'impazienza.
Passo davanti ad una sala d'attesa e appoggio il pacchetto su un tavolo in formica verde e mi avvio.
 
Ogni volta è una grande gioia: si alzano, mi vengono incontro, mi abbracciano, si spintonano per catturare la mia attenzione... hanno tante cose da raccontarmi.
 
Maria Teresa, mi augura Buon Natale: i suoi parenti la vanno a trovare, se capita, solo in quella circostanza e lei è convinta che sia sempre e solo  in quella giornata
che qualcuno si ricordi di  passare da li.

C'è Francesco che mi parla della guerra, Angela che vuole farmi vedere il suo lavoro a maglia eseguito da lei, sembra una sorta di Tela di Penelope, di volta in volta le sue dimensioni cambiano, non so se sarà mai ultimato.
 
Piero e Grazia, si avvicinano tenendosi come sempre per mano, sono innamorati loro, credo che non si siano più lasciati la mano da almeno sei mesi a questa parte.
 
Ecco Federico, il discolo!
Con  fare indifferente cerca di raggiungere la porta della saletta per andare a curiosare nella sala d'attesa. E' diventato un gioco: ogni volta vuole fare il suo ingresso con in mano il pacchetto che lascio sul tavolo della sala d'attesa ed aspetta un mio cenno per andare a prenderlo, malcelando la sua frenetica impazienza.
 
Giulio e Claudia si siedono ed incominciano a spiegarsi sulle ginocchia il tovagliolo di carta che ho appena distribuito, subito imitati dagli altri.
 
Giuseppe è l'ultimo a sedersi: non lo fa mai prima d'avermi chiesto notizie di Pino.
E' lui, Pino... e si cerca in modo accorato e curioso al di fuori da quelle mura.
 
Siamo tutti seduti ora, è arrivato il grande momento di Federico che rientra in pompa magna e acclamato da tutti con il "misterioso" pacchetto in mano. Mi aiuta ad aprirlo e alla vista dei pasticcini, tanti occhi attenti si illuminano come di fronte a qualcosa di prezioso.
 
Con la complicità di una infermiera, si diffonde ad un tratto una musica... una vecchia cassetta che rimanda le note di "Parlami d'amore Mariù".
Si aprono le danze!

E' tempo che io ritorni a casa:li abbraccio tutti, li saluto con la promessa di tornare prestissimo a trovarli.
 
Giuseppe è l'ultimo a salutarmi.
Mi viene vicino e mi dice: "Ciao, me lo saluti il Pino?"
 
Esco. Ho le lacrime agli occhi. Ripercorro il vialetto costeggiato da imponenti magnolie, ascolto il rumore dei miei passi sulla ghiaia del vialetto, arrivo fino al cancello e mi volto a guardare su, verso quella finestra.
Ora sorrido. Tante mani, si tendono verso me in un cenno di saluto.
Grazie.

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