username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Iris Vignola

in archivio dal 11 mar 2015

La Spezia - Italia

segni particolari:
Autrice di libri fantasy, di fiabe e poesie.

mi descrivo così:
Autrice del primo volume della mia trilogia La stirpe di luce, Dynasty of Light, ovvero La scelta di Asaliah in versione italiana e inglese Asaliah's choice e del secondo Le Origini, The Origins, attualmente in versione inglese, oltre a libri per bambini e di poesia.

29 settembre 2017 alle ore 17:45

Madre... padre...

Era mia madre,
la tenebra imperversante.
Cingendomi nel suo amoroso abbraccio,
rapì il primo mio vagito stupefatto.
Lievi carezze,
accompagnanti sogni consumati assiduamente,
nei miei sonni beati di neonata,
dacché le ossute dita oscure
serravan le mie palpebre socchiuse,
pria che l'arcaica voce sussurrasse nenie,
narrasse di Fate e di Sirene,
carpendo il mio respiro,
in cambio del sospiro delle stelle,

s'univan al dolce afflato sul mio viso.

Sospesa in equilibrio, tra la realtà e la fiaba,
lasciandomi traviar da suadente beltà rivelata
e offrendo il mio esile corpo,
m'accoccolavo nel suo grembo,
in modo di nutrirmi al seno offerto,
oltre a cercar protezione,

in notti discinte, esprimenti il livore del cielo.
A piena mano, allor elargiva il tepor suo materno.

Padre assoluto, padre beneamato,
il suo bacio d'amore,
al primo chiaror del mattino,
risvegliando il mio torpor persistente,
rasserenava l'animo infante,
spesso reso triste dalla bieca sorte.
Con tenacia,

aggrappata a una nube
con l'intento di sapermi, a lui, vicina,
ero figlia adorante il proprio padre,
seppur, talvolta, d'istante anzitempo s'adombrasse, in connubio alla sua sposa;
si copriva del suo velo
per qualcosa a me incompreso,
tuonando la sua voce portentosa,
com'eco a ravvivar il mio timor insano
d'esser figlia bistrattata e poco ambita.
Fintantoché il dolce pianto cristallino,
scacciante le mie lacrime di sale,
dal volto corrugato,
non tradiva il suo rimorso,
rinnovando la certezza dell'amor suo paterno.

Or mio padre,
s'è decretato il divampante fuoco
alimentante il tempo,
a cui m'appello assai sovente.
Or mia madre,
s'è palesata l'ancora pesante
della speranza costante,
a cui m'immolo ormai perennemente.
Quando entrambi svaniranno,
allor soltanto,
sola con me stessa,
diverrò inver funambola incallita.

 

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento