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in archivio dal 29 mag 2012

Lady P

02 ottobre 1961, La Spezia - Italia

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  • 17 marzo 2014 alle ore 12:50
    VIVI

    Briciole di luna

    sulle ciglia

    come fuliggine eterea

    ad accendere braci

    mai spente

    Trasparenze di bistro

    a rifletterci,

    specchi stregati di giorni

    tutti uguali

    e noi

    che esistiamo a prescindere

    in un gioco di pelle

    che risorge ogni volta

    come un gatto

    Fuori

    un perimetro oscuro

    da adornare di stelle

    come trine di luce

    insistente

    Noi

    che troviamo il bagliore

    in coriandoli astrusi

    di comete già spente

    respirandole forte

    da ubriacarci

    noi

    con gli sguardi allacciati

    sciabolate di vita

    su cuori

    sempre infranti dal forse

    ma vivi

     
  • 01 dicembre 2013 alle ore 8:06
    Stretta nelle crome

    Erano note acute

    di urla dolci

    forse un archetto a pizzicare ardito

    su corde emozionate

    quanto fragili

    o dita affusolate di un artista

    a lisciare coralli nell’oceano

    Io ero pentagramma

    e madreperla

    e tu guizzavi tra le righe asciutte

    dei miei dolori

    linfa di un sorriso

    a pennellare chiavi di violino

    con i velluti ruvidi e un po’ tristi

    di quel dannato blues

    ma non bastava

    e scivolando in fondo alle mie corde

    forgiato ad arte da un liutaio esperto

    legno d’acacia

    o forse di ciliegio

    rimodellasti  i giorni del futuro

    curve sinuose

    calde di universo

    grida di diapason per arginare i forse

    e le tue dita a premere languori

    e ad  avvolgermi stretta

    nelle crome

     
  • 31 luglio 2013 alle ore 23:37
    Nessun altro segreto

    Essere

    e lasciare che tu sia.

     

    Altro non c’è,

    nessun altro segreto

    da dissipare,

    o vuoti da colmare.

     

    È tutto qui

     

    vasi comunicanti

    da livellare

    all’ombra di un ciliegio

    tra chiazze rosse

    e semi da sputare

    in cerca di dolcezza

    e d’ingordigia

    nessuna pece

    sparsa sulle piume

    e l’anima leggera

    da volare

     
  • 28 luglio 2013 alle ore 23:49
    la maledizione dei falò

    È che la gioia
    quando lucciola di intenso
    andrebbe catturata in una mano
    atttenta da non stringere i velluti
    così da far filtrare luce e aria
     
    ma prima di lasciarla andare via
    andrebbe coccolata in uno scrigno
    giaciglio lieve di raso pregiato
    e fatta addormentare con le fiabe
    di ritmi dondolanti da inebriare
    così che non si accorga della gabbia
     
    Di platino la chiave
    e respirare
    talmente a fondo da non sopportarlo
    lasciata in un cantuccio a riposare
    per distillarla poi
    quando quel buio
    arriverà a distorcere la pelle
    con i suoi ganci d’acido metallo
    a scricchiolare dentro alle tue vene
     
    Allora poi potresti liberare
    quegli atomi di te che hai messo via
    e respirare quella stessa aria
    distesa al sole a prendere energia
     
    Ma quando vivi non ci pensi mai
    distratta dalla luce che ti abbaglia
    la stringi troppo e vola di soppiatto
    mentre ti perdi in vividi colori
     
    E’ la maledizione dei falò
    legno screziato in cerchi ipnotizzanti
    a preparare il prossimo bersaglio
    che brucia polverizza... e vola via
     
     

     
  • 07 luglio 2013 alle ore 0:23
    Il filo

    E’ un filo lungo
    l’erotismo,
    appeso a un gancio

    un filo immenso
    di seta e spago ruvido
    nell’alternanza ambigua di uno sguardo

    Ha nodi sparsi
    nel suo svolgere le trame
    alcuni stretti
    più delle manette
    altri scorsoi
    da scivolarsi addosso
    nel tiepido fluire dell’angoscia

    Si arrampica strisciando nelle ore
    di giorno e buio
    senza differenza
    totale assenza
    di qualunque pausa
    nel labirinto di qualunque umano

    un filo assorto
    ad ascoltare i suoni
    avvolto
    a scivolare lungo i fianchi
    in gesti innocui
    intrisi di malizia
    e di messaggi
    dentro a una bottiglia
    di desiderio che ti allaccia i sensi

    non ha nessuna pausa
    di silenzio
    nessun silenzio
    da lasciar andare
    è un pentagramma vuoto
    da riempire
    con il pennino intriso
    nell’inchiostro
    di quei dettagli
    impossibili da dire

     
  • 23 giugno 2013 alle ore 13:58
    Il bisogno della luna

    C’è un buco bianco
    nei pensieri
    questa sera
    sembra arrivare
    da confini sconfinati
    di terre rosse
    e cantilene stanche
    o gioie immense
    da non contenere

    un buco bianco
    trapano di vite
    con gli occhi in su
    stupore meraviglia
    solo per quel fatidico miraggio
    di un punto più vicino a questo mondo
    e ai desideri  che lanciamo in aria
    stupida folla con la bocca aperta
    davanti ad un quattordici per cento
    di luna in più
    di quel percorso ambiguo
    tra luce e buio che fa immaginare

    è solo un buco tondo nella notte
    soltanto all’imbrunire si vedeva
    la valle con i suoi crateri stanchi
    di non avere vita nei paraggi
    e gli occhi fissi sul nostro pianeta
    invidia di un curioso brulicare
    immersa nel silenzio come sempre
    assente di un respiro qualsivoglia

    e noi
    protagonisti della vita
    col naso in su
    senza capire nulla
    nel pozzo nero di una scia imbecille
    senza capire che quei nostri sogni
    se solo li sapessimo afferrare
    li mastichiamo già su questa terra

    e non hanno bisogno della luna

     
  • 16 giugno 2013 alle ore 13:13
    E così sia

    Sparisce la poesia
    sparisce tutto
    negli scalini grezzi della vita
    inciampa nelle sterili caviglie
    della ragione
    e un giorno da ingoiare
    farcito di doveri masticati
    e vomitati da una pelle calda

    la vita
    dalle crune trasparenti
    cammelli alati e tutte le facezie
    dell’esistenza
    in vortici di panna
    che monta e poi si smonta come il lego
    e resta solo l’acido del vero

    E i versi su quei muri come vetri
    unghie affilate monche dello smalto
    a rosicchiare sogni
    come topi
    finchè la scossa non ci porti via
    stretti di sangue
    fatalmente estranei
    ebbri di un altro mondo…

    E così sia

     
  • 03 giugno 2013 alle ore 12:23
    Attesa

    E c’è l’attesa
    a dipingere la pelle
    e respirare forte il mio silenzio

    il buio scende
    soffici scalini
    e sale il mio calore
    nei tuoi sguardi

    pennello ruvido
    acquaragia di pensieri
    che lavano quest’oggi dalla vita
    e nuove linee
    da farneticare
    per inventare sillabe novizie

    cala la notte
    in rapidi sussulti
    e lento tracimare di delizie

    la tela vergine
    pulsa nelle trame
    e anela lo spessore dei colori
    in questa sera
    trepida di rosso
    pelle di tutto
    ruvida di sguardi
    disciolta dal bagliore della luce

    sento il tuo sangue
    quando ti avvicini
    che infuoca schiuma contro la mia riva
     

     
  • 28 maggio 2013 alle ore 11:45
    Ricordi (... e proseguire)

    Fili d’argento
    come a carnevale
    ma che diventan fili
    di sutura
    delle ferite accese
    e quelle spente
    rimarginate piano con il tempo

    fili pulsanti
    quando ci fai caso
    che legano le braccia dei pensieri
    alta tensione
    gioia nostalgia
    e brividi di freddo qualche volta
    se poi non ti ritrovi in quel che eri
    come sovente accade.
    per fortuna
    o con la nostalgia
    di quel rimpianto
    che ti farebbe correre
    all’indietro

    Ma sono fili stretti come lacci
    o forti per intessere una tela
    intrisa di emozioni pianti e risa
    chilometri di velo variopinto
    un lungo strascico
    appeso a quel vestito
    che pesa
    ma ti inebria di bagliori
    come uno scherzo il giorno della sposa
    barattoli di latta e quel rumore
    che rimarrà inchiodato alla tua pelle
    Lo stesso
    che ci piaccia o no svelare
    è quel mosaico di vita passata
    difficile intrigante noia e vita
    bagnato dalle lacrime più amare
    o forte di frastuoni allampanati
    dolcissimo di strani batticuori
    e forte di veleni digeriti

    E puoi soltanto tirar su la rete
    in un momento astratto e casuale
    vigore di bracciate nell’oceano
    con il futuro in mano

    … e proseguire

     
  • 29 marzo 2013 alle ore 13:01
    Rispetto

    È minaccioso il  rispetto
    quando l’amore trasforma
    un’attrazione  in sentiero
    di vita insieme

    Lo sguardo acceso
    dritto negli occhi e deciso
    poni attenzione davvero
    a quel che dico...davvero

    Strappa
    dal dizionario dei sensi
    quela parola nemica
    quando la pelle reclama
    suono di erotica amante
    e solo quella

    Buttala via
    gettala forte in un canto
    come un gomitolo sfatto
    dove inciampare
    mettila via per domani
    un’altra me al tuo risveglio 
    ti sveglierà con un bacio
    e tenerezza infinita

    ma chiudi
    dietro a una porta blindata
    baci affettuosi attenzioni
    e tutto ciò che confonde
    ciò che non deve

    chiudi
    doppia mandata di chiave
    libera pelle e deliri
    vola più in alto che puoi
    o il desiderio che esplode
    diventerà con il tempo
    fuoco di neve confuso
    fino a morire
     

     
  • 02 febbraio 2013 alle ore 16:15
    Cuori di ghiaccio

    I cuori di ghiaccio
    vorrebbero vivere
    ma non sanno la strada

    si dimenano
    in quella gabbia di gelo
    senza trovare le chiavi
    e implodono
    nelle loro emozioni
    scalpitando furenti
    in labirinti di neve
    nemica

    le grida non escono
    le lacrime sono una grandine
    che feriscono il viso
    da dentro

    I cuori di ghiaccio
    sono fragili che puoi ammazzarli
    con un solo sussurro

    spade di stalattiti
    ribaltate su sé
    urlano
    rigonfiando il silenzio
    di una morsa di acciaio
    e velluto

    Amali
    come amare l’assurdo
    non spostare lo sguardo
    da quel centro degli occhi
    che tradisce la vita
    mai

    fissano
    di uno sgaurdo implorante
    quell’incendio che doni
    e vorrebbero in sè

     
  • 25 gennaio 2013 alle ore 19:04
    Le mani

    E poi le mani
    attraverso la vita
    a nuotare su me

    perse
    nel delirio di sempre
    quello
    non può perdere mai

    le mani
    a graffiare di adesso
    quotidiani dolori
    da ingoiare di latte
    e veleno di miele

    le mani
    che vellutano i rovi
    con gli artigli del siamo
    scivolando il terrore
    di un futuro irrequieto
    trapuntato di forse
    non saremo più noi

    Ma siamo
    due comete invadenti
    calamite potenti
    di una vita pretesa
    rapinata dal buio
    e tenuta incollata
    dalla luce dei sensi
    con le mani intrecciate
    strette
    fino a farle sbiancare

     
  • 15 gennaio 2013 alle ore 14:27
    Per stringere il cielo

    Ho frusciato di te
    pelle e pensieri
    spalmato miele sui flutti
    rincorrendoli
    e sparpagliato idee
    disseminandole
    per plasmarle di  buono
    preteso

    Ho immaginato il nulla
    vivendo l’istante
    e rifiutando  qualunque progetto
    anche fosse di un’ora

    angoscia e gioia
    da mordere
    pulviscolo di seta
    da lacerare impietosa
    e frange lucide
    da stendere nel vento come panni
    di bianco nuovo

    Ora
    mi guardo solo da fuori
    mille domande di sempre
    e come sempre
    la risposta è il non so

    stendo
    di nuovo e sempre i miei panni
    con le movenze distratte
    di incostistenza voluta
    duttili e ferme
    su posizioni lacustri
    e quella pelle umettata
    da noi

    E’ verosimile il dubbio
    di una mutevole farsa
    precaria
    che lascerà terra nera
    domani

    ma sarà vita strappata
    comunque
    da queste mie stesse mani
    trepidamente cercata
    e voluta
    affondando di foga le unghie
    per poter stringere il cielo
    di là
     

     
  • 20 novembre 2012 alle ore 20:30
    Le mani e i pensieri

    Che distanza c’è
    tra le tue mani
    e i pensieri?

    La pelle non lo sa
    e nemmeno le importa
    per niente

    Distante anni luce
    immersa magari
    in nebulosi anfratti
    di emozioni monche
    o quant’altro passi
    nelle strade
    dell’anima
    vive
    al di sopra di me
    nell’eterna ricerca
    di un brivido
    da afferrare nell’aria

    guizza
    a carpire quel tocco
    e lo sbatte violenta
    come frusta sul corpo

    Tua di colpo
    senza alcuna memoria
    con la terra spaccata
    sotto i piedi di schianto
    e tuffata di getto
    nella lava di te

    Nulla
    dei pensieri di prima
    lascia segno qualunque
    la voragine ingoia
    in fameliche ondate
    ogni anfratto di me

    Tutto
    si dissolve davanti
    un biscotto croccante
    sbriciolato nel latte
    in un tatto impetuoso
    di esplosione che annienta
    di pianeti pesanti
    di emozioni leggiadre
    di follia dell’olfatto
    e tempeste di mani
    nel cuore

     
  • 29 ottobre 2012 alle ore 15:55
    Sulle corde di te

    E morire d’amore

    Fermarsi

    fotogramma bruciato
    dalle palpebre accese
    che si schiudono appena
    a sfiorarti la pelle
    o un profilo di più

    Spaccarsi sui fianchi
    a schiantare tremori
    lunghissimi
    dalla nuca alla terra
    e ritorno
    se mi sfiori di neve
    sulla strada assolata
    di me

    Mi ascolto
    con il fiato spaccato
    come goccia riarsa
    se mi imbatto in qualunque
    respiro

    Artiglio
    la mia mente avvampata
    a graffiare la luce
    che frantuma le dighe
    tracimando il non so

    Stregato
    quello sguardo vibrante
    tra ingordigia e pudore
    a immolare i miei sensi
    sulle corde di te

     
  • 18 ottobre 2012 alle ore 7:52
    Attesa

    Trottole di vento
    i miei pensieri
    stamani

    Occhi sgranati
    su te,
    profilo agognato
    e stagliato
    avvolto in lenzuola di seta

    Vampa dal ventre
    a salire
    e dalla mente fiammate
    a cascata,
    fuochi incrociati nel petto
    in mulinelli
    a scavarmi il respiro
    e le mie stessa braccia
    livide
    a strozzarmi la vita

    Così

    Immobile,
    appoggiata allo stipite
    di una porta socchiusa
    in penombra accecante
    di avvampata ingordigia
    in quest’alba
    che trasmuta colori
    come un caleidoscopio

    Così

    Trasparente di attesa
    in un’aria frusciante
    assetata di pelle
    da bere
    a spiare un respiro
    con il fuoco negli occhi
    e un pensiero padrone
    che sai

     
  • 27 settembre 2012 alle ore 23:41
    Lei (la mia vita)

    Piedi nudi
    sul prato dell’aria
    a raccogliere nuvole
    come cotone da un campo,
    fatalmente immersa
    in questa gioia di schiuma
    da annegarci di sguardi
    e di sapori

    sciolta
    in un ruscello di adesso
    ignorando i macigni affioranti
    e accarezzando ninfee
    dai colori pastello

    …E lei,
    la mia vita,
    che osserva
    ad un palmo di eterno
    questa foga e dolcezza
    di panna
    e cioccolato fondente

    Osserva,
    e non può fare altro.
    senza muovere nulla,
    spettatrice silente
    con il fiato sospeso
    di chi  non osa obiettare
    e non può.

     
  • 22 settembre 2012 alle ore 10:29
    Rapsodia

    Mani
    sulla mia schiena inarcata
    a scivolare di graffi
    su quelle corde che sai

    Bianche
    le dita esangui di strette
    a ricamare arabeschi
    sullo spartito di me

    Sono
    uno strumento e un’orchestra
    tra una biscroma e un arpeggio
    di rapsodie verso il blues

    Vibro
    di clavicembali ed arpe
    e polifonici istinti
    in un crescendo di jazz

    sciolta
    di quelle vette innevate
    di quel tuo corpo nel mio
    come un assolo di sax

     
  • 05 settembre 2012 alle ore 23:56
    Decanter

    Fili di luce
    a imbrigliare l’assurdo
    e nodi scorsoi
    di miraggi
    a lambirmi la mente

    Pelle sottile
    in quell’incavo lieve
    calore di corpo
    e di nido

    E litri d’anima
    versati di getto
    in un decanter  di vita
    a mescere istinti
    di noi

     
  • 03 settembre 2012 alle ore 9:43
    Com'è

    Confusione di istanti
    e le spalle
    drappeggiate di vento

    Pizzo nero
    come guanto
    nel corpo residuo

    E la voglia di te
    ad avvolgermi in brividi ancora
    sensi noti e curiosi
    dell’ignoto che resta

    Come era
    e com’è

     
  • 29 agosto 2012 alle ore 10:51
    Tutte le donne

    Madre
    da ascoltare quei battiti
    di ataviche ansie
    irrisolte

    Figlia
    quando ascolti le mie
    in serate elettriche
    da annegarci i pensieri
    e le voci

    Amica
    da giocare a freccette
    di parole e risate
    gareggiando di intuito
    giocolieri di verbi
    e sarcasmi a metà

    Amante
    improvvisa di colpo
    se ti inventi qualcosa
    che ti passa nel sangue
    ubbidiente o regina
    in momenti alternati
    di una tacita intesa
    di pelle.

    Bambina
    coi capelli arruffati
    scalza
    o con tacchi da diva
    Struccata
    col rossetto soltanto
    che ti lasci la firma
    sugli anfratti nascosti
    che sai

    Complice
    se facciamo un progetto
    litigando di grida
    con un bacio nel mezzo
    arrabbiati di gioia
    convulsa

    Viva
    quando appari nel buio
    con in mano un bicchiere
    e un sorriso beffardo
    di sorpresa intrigante.

    ...E gioco
    brindo a questo stupore
    infiammandoti gli occhi
    con carezze intuite

    Brindo
    non credendoci ancora
    brindo a tutte le donne
    che fai nascere in me

     
  • 25 agosto 2012 alle ore 14:14
    Paesaggi marini

    Ostrica timida
    non avvezza
    a respiri violenti
    quasi nascosta
    in sabbia bianca di un chissà
    Ondate
    che arrivano piano
    percepite da impulsi di echi
    che generano nuove correnti
    avvolte da alghe morbide
    di serpenti marini

    Labbra insinuanti
    ritmicamente dolcissime
    lente  di velluti
    e violente di ardore soffuso
    melodie contrastanti
    quasi un abbraccio di sole
    ... E sciacquio di onde nei sensi
    mareggiata di acque limpide
    dai riflessi lunari
    nastro bollente di carne
    che fa sciogliere il ventre
    esplorando le mie dune sommerse
    flutti avvolgenti e sinuosi
    a cercare coralli
    nei miei fondali di femmina
    e miraggi che non saprei dire

    Sono
    una cosa da bere
    da sorbire godere  volere
    degustare banchetto di sensi
    dei tuoi
    così vivi di vita
    e affamati di anfratti nascosti
    da svelare

    Io
    nuovo paesaggio marino
    da esplorare  e gustare
    spalanco orizzonti di oceani
    sconosciuti al mio corpo
    disciolti confini
    per imprimere impronte di te
    e di labbra voraci
    come luna
    a solfeggiare maree

    ..E l’ostrica piano si schiude
    tavolozza
    di un soave pennello
    imparando il respiro
    trattenendo gli umori avvampati
    per donarteli dopo
    dissetandoti  col divenire
    di una linfa suadente
    schiuma leggiadra di mare
    che si infrange
    approdando alla riva

     
  • 24 agosto 2012 alle ore 13:25
    Un altro oggi

    Sorseggiami
    bibita fresca  di pelle
    in un torrido agosto
    afferra il boccale dei sensi
    e trangugia emozioni
    strappa le mie vesti come petali
    senza aspettare risposte

    Divorami
    leggiadro aquilone  di sfide
    prima che fuggano
    in razionali orizzonti
    stringimi i polsi
    pulsioni di impulsi scappati
    afferra l’attimo
    privo di alcuna domanda

    Non ho risposte
    se non un enigma di pelle
    sciarada di sensi impazziti
    anagramma di un forse
    da bruciare nel libro del poi

    Inventa
    fantasie dirompenti
    e prepotenti carezze
    che lascino i segni domani
    avvolgimi
    di note scarlatte
    qualcosa che viva per sempre
    anche senza di noi
    assaporami
    fulgido nettare etereo
    e spalma il mio corpo di flussi
    cogliendo gorgheggi di fiamme

    Avvolgimi
    di grida stranite a colori
    di quello stupore appagante
    di vette di scandali astrusi
    proiettami
    come un film di altri tempi
    sciogliendo catene inviolate

    Trangugiami
    in una notte bastarda
    azzardata
    pretesa
    azzannata di morsi di vento
    pretendi i miei occhi perversi
    e le mia bocca vorace
    regalami suoni di nacchere
    senza nessuna corrida

    Sfidami
    in un gioco di brividi e sguardi
    lanciàti  in un gioco a freccette
    sul piatto di un gioco d’azzardo

    Dissetami
    di spalancate attenzioni
    di memorie
    non ancora vissute
    di ironica gioia stupita

    Adornami
    di peccaminosi gioielli
    di braccia di mani  di pelle
    di insolite pieghe del volto
    di voce arrocata dai sensi

    Poi chiudimi dentro a uno scrigno
    diamante di calda memoria
    semmai un qualsivoglia domani
    sarà un altro oggi soltanto

     
  • 24 agosto 2012 alle ore 13:24
    Carezze di luce

    Sottile
    come un filo di seta
    quel pensiero dell’alba
    che intravede il respiro
    e il tuo profilo in penombra

    Frullo di passero
    dal sonno verso il sole
    ad affrescare il tuo corpo
    con carezze di luce

    Vento caldo
    il mio sguardo su te
    che sogni
    nella quiete assolata
    e un sorriso di bimbo

    Un incanto
    che non posso sfiorare
    con nessun desiderio
    diverso

    Fuggo
    bimba scalza e silente
    deliziata di vita
    deglutendo vaghezze
    e sorrisi di aurora
    mescolate al caffè

     
  • 21 agosto 2012 alle ore 7:59
    Il mio tutto

    Pugni in cielo
    a volere il non so
    e guazza ammaliante
    che bagna

    Drappi di notte
    ad avvolgermi stretta
    e punte di stelle
    a bucarmi il presente
    sanguinando i pensieri

    Cibo di pece
    da ingoiare a bocconi
    quella mente deviata
    che pretende soffrire
    di gioia
    e si argilla nell’oggi
    con i piedi piantati
    nel prima

    Perversa e folle
    nostalgia del dolore
    nell’attesa fremente
    che stilla

    Sguardi alienati
    di angoscia
    a spiare il mattino
    del nulla
    di paradisi disciolti
    di occhiate distratte
    di contatti distanti
    di trottole stanche per terra
    di baratri antichi
    che tornano
    affiorando dal fango

    …E tu
    che mi cingi da dietro
    avvolgente
    sussurrando al mio collo che trema
    “sei la mia pelle
    la mia carne
    il mio tutto”

     
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