username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Luca Brusati

in archivio dal 13 feb 2007

13 dicembre 1979, Vigevano (PV)

segni particolari:
Nessuno degno di nota.

mi descrivo così:
Amante della Spagna, dei viaggi e delle culture estranee all'Italia.

29 marzo 2007

Novità

Intro: Finale a sorpresa per questo breve racconto, che parte con il descrivere il pedinamento di una bella ragazza da parte di un uomo sposato, che, sebbene sia soddisfatto della sua vita matrimoniale, cerca l’avventura. Continua a pedinare il suo oggetto di desiderio, ma al capolinea c’è una sorpresa ad attenderlo.

Il racconto

Se avesse avuto il tempo necessario l’avrebbe pedinata per tutto il giorno. Il suo istinto lo avrebbe portato a seguirla per tutto il tragitto; l’avrebbe aspettata fuori dal lavoro, sempre che ne avesse avuto uno, data la crisi, e poi sarebbe stato la sua ombra fino a quando sarebbe tornata a casa. Era la prima volta che gli succedeva una cosa del genere. Un momento di follia forse o forse un desiderio già progettato da tempo che semplicemente si era nascosto tra le pieghe della sua quotidianità. Questo non riusciva a capirlo davvero ma di una cosa era certo: era davvero bella. Una bellezza sensuale e graffiante. Un corpo perfetto, i vestiti scelti con cura che lasciavano trasparire un certo desiderio nel mostrarsi. Insomma in poche parole, la sua donna ideale.
Era sposato da quasi tre anni e i rapporti con sua moglie erano comunque buoni; certo la passione iniziale aveva lasciato posto ad una sorta di rituale che, seppure divertente, era solo un lontano parente di ciò che era agli inizi. Già, gli inizi. Si erano conosciuti esattamente un anno prima di sposarsi. Si erano semplicemente trovati; nessuno aveva fatto presentazioni né nulla: era bastato un semplice sguardo e si erano ritrovati in un letto a fare l’amore. E da allora era stato un continuo cercarsi a vicenda, un volersi carnale e spirituale, una costante ricerca della soddisfazione l’uno nell’altro. Tutti  si chiedevano come era stata possibile un’intesa così immediata; in realtà nessuno dei due sapeva rispondere con esattezza a questa domanda. Non che importasse molto dopotutto; si accontentavano che fosse così, punto. A quel punto il matrimonio era inevitabile per entrambi. Nessuna titubanza, nessun ripensamento dell’ultima ora. In un anno furono marito e moglie.
Ma ora di queste cose lui se ne ricordava a malapena; ora ricordava con esattezza quello che era accaduto dopo. Cioè nulla. Tutto procedeva sui soliti binari. Mai un gesto fuori posto né una litigata da potersi chiamare con tale nome; qualche incomprensione certo era inevitabile ma si trattava perlopiù di scambi d’opinione con un tono di voce più alto del solito. E poi il sesso. Quello ancora funzionava ma certe volte sembrava che entrambi studiassero le mosse dell’altro in modo da potersi preparare per chissà che cosa. Mancava tutta la dolce spontaneità degli inizi, a volte anche violenta, che caratterizzava le loro prime notti. Erano avvisaglie senza dubbio ma non lasciavano presagire nulla di irreparabile.
Ed ora era li. E senza rendersene conto cominciò a seguirla per davvero. Si teneva a distanza debita ma non così lontano da non poterla ammirare in tutta la sua bellezza. Telefonò al lavoro, inventò una scusa difficilmente credibile per giustificare la sua assenza e continuò nella sua missione segreta. Prima o poi però avrebbe dovuto prendere una decisione: seguirla per fare cosa? L’avrebbe fermata con qualche scusa o semplicemente si sarebbe accontentato di essere il suo accompagnatore segreto per tutta la giornata? Quella era una decisione difficile in realtà. Entrambe le opzioni non lo soddisfavano  completamente; o meglio, la prima sarebbe stata perfetta in caso di buon esito. Ma in caso contrario sarebbe stata la più colossale figura della sua vita. Roba da ricordarsene per una vita. E se un giorno l’avesse rincontrata per caso? Meglio non pensarci… La seconda ipotesi però lo soddisfava ancora meno: che senso avrebbe avuto seguirla senza poi concludere nulla e restare con una visione, un’immagine di lei che nel tempo sarebbe svanita?
Seguendo il filo dei suoi ragionamenti non si era accorto che si stava dirigendo verso il parco comunale. Erano anni che non andava più li. Veniva chiamato anche “parco dell’amore” per via delle frequentazioni costanti da parte di coppie clandestine e non. Beh, dopotutto poteva trattarsi di un segno del destino. Finire nel “parco dell’amore” con una sconosciuta. L’idea lo eccitava. Ad un tratto la vide fermarsi davanti ad un piccolo chiosco di fiori proprio prima dell’ingresso del parco. Gli venne un brivido; forse aveva un appuntamento con qualcuno. Era stato un idiota a non pensarci prima ma la cosa era perfettamente plausibile. Cominciò a sudare freddo. Intanto lei aveva già pagato il mazzo di rose rosse appena acquistato. Rose rosse, pensò, allora doveva davvero vedere il suo innamorato li dentro. Fu tentato dal desistere ma alla fine la curiosità prevalse e continuò a seguirla col cuore in gola. Fece in tempo a fare solo pochi passi e poi accadde quello che aveva immaginato.
Si gettò tra le braccia del suo amato, anzi sarebbe corretto dire della sua amata, e la baciò sulla bocca con passione e veemenza. Quindi aveva intuito giusto; aveva già una persona che le voleva bene. Tale pensiero lo fece piangere; la sua avventura era finita e poco importava se dietro i capelli della sua “donna ideale” aveva visto con chiarezza il viso felice e arrossato dal piacere di sua moglie.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento