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Autore

Luca Brusati

in archivio dal 13 feb 2007

13 dicembre 1979, Vigevano (PV)

segni particolari:
Nessuno degno di nota.

mi descrivo così:
Amante della Spagna, dei viaggi e delle culture estranee all'Italia.

05 luglio 2007

Pioggia

Intro: Una piccole ode alla pioggia. Alle sue virtù catartiche e liberatorie, ai suoi molteplici significati reconditi e a ciò che simboleggia: purificazione e rinascita.

Il racconto

La pioggia cade incessante e dense nuvole si addensano sulla città plumbea. Il rumore del mondo sembra ovattato dal suono incessante che gentilmente cade al suolo. Persino i rumori delle macchine sembrano provenire da un altro mondo. Un mondo distante, estraneo, lontano. Che non appartiene più.

 


La pioggia rende frenetico l'andare delle cose: la gente corre per strada alla ricerca di un riparo, di un tetto. Magari un bar: cappuccino e brioche e un'occhiata al giornale. Prima però, posare l'ombrello lucido d'acqua, vicino agli altri suoi simili, perché tenerlo in mano non ti dà la sensazione di essere al riparo. E poi, tazzina in mano, osservare la gente al di là del vetro, quel piccolo e sottile confine che separa "i sommersi e i salvati". E la luce del bar sembra ancora più luminosa del solito e il vociare dei clienti più rumoroso e confuso che mai.


Gli è sempre piaciuta la pioggia. Osservarla, toccarla, viverla. C'è qualcosa in lei che gli ricorda il suo essere uomo sulla terra. Parte integrante del meccanismo più antico del mondo.


"Oggi non si esce: piove". Forse non ha mai pensato neppure lontanamente al concetto di tale idea. La pioggia ti invita ad uscire, ad abbandonare la tua oasi di tranquillità terrificante per rimetterti in gioco. E sfidare ciò che è convenzionale. Con la pioggia, pensa, si lavano via detriti e sedimenti depositati lungo il tuo cammino da tempo. Con violenza e senza il tempo di una scelta o di un rimpianto. La pioggia non fa sconti. Non può farne neppure se volesse. Porta nel vortice di un tombino tutto quello che incontra: dalla foglia ormai secca a quel piccolo foglio di carta che distrattamente hai lasciato cadere. Sgualcito e inghiottito.


Tende la mano ora: ne sente le gocce, piccole ed insistenti e gli viene voglia di non ritirarla indietro più. Le sente tutte dentro di sé, vita che entra, linfa vitale che gli permetterà il privilegio di ristenderla nuovamente, ogni qualvolta vorrà, sotto ogni goccia di pioggia diversa che racchiude dentro di sé un piccolo segreto.


Sarà il fato a decidere cosa dovrà sapere e cosa gli rimarrà per sempre oscuro. Un fato bagnato che, attraverso i vetri rigati dall'acqua, ricopre e nasconde presente e futuro del mondo di oggi.


Sotto la pioggia.

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