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Autore

Martina S.

in archivio dal 15 dic 2011

06 luglio 1989, Napoli

segni particolari:
"Ma come vorrei avere da guardare ancora tutto/come i libri da sfogliare/e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare" [F. Guccini]

mi descrivo così:
"Sicché, per buona parte della vita, avrei raccolto/dato nome, amorosamente messo in serbo.../neppure delle nuvole o delle bolle di sapone/- che per un poeta sarebbe già bello;/ma qualcosa di più inconsistente ancora:/delle effervescenze." [C. Sbarbaro]

22 maggio 2013 alle ore 13:46

Agave

Agave, mito e corteccia, imprimi
il tuo volto su carta di vetro,
e poi coi taglienti bordi
conficcami i polsi e i pensieri.
Null’altro avrei cercato
fra le carte, nei sudati spogli
domenicali, scavando fra gli
archivi ed i tarli impressionati
sulle cassapanche della tua memoria.
Sotto le spire di fuoco
della stagione intrisa d’umori
la tua vena della fronte
fa pulsare a ritmo
le mie dita
sui quaderni.

Hanno fatto tanta strada per vederti
queste poche cose che ti porto e che
mi hanno abitato, per contatto trafitte
dalle spine dell’irrefutabile tua sorte.

Agave, mito a foglia carnosa,
tu crei colonne d’aria coi capelli
d’ambra e la corolla, sfidi
le vertigini e sei immune
a ogni riparo. Se cresci, forte,
avrai acqua nuova e più luce, ma
crescendo tu vai incontro al mio
destino.

Ed io sono il figlio che vieta
e tu la madre di fibra micidiale
strumento.

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