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Autore

Nello Vittorio Maruca

in archivio dal 20 apr 2011

03 dicembre 1937, Falerna - Italia

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
L'umiltà è la mia forza.

21 aprile 2011 alle ore 22:26

La capinera

Nell'incavato fusto di ciliegio
di capinera é custodito letto
ch'esperta costruito ha in mod'egregio
in loco ritenuto sicur tetto.
Tenerissime fibre l'hann'intrecciato
con diligente architettura innata
da testa nera, con fare ricercato,
per schiudere le uova dell'annata.

Poscia, nel caldo, morbido lettuccio
depositò tre uova corpo grigio
sicur che mai avesse avuto cruccio
né che suo cuore divenisse bigio.
Ma l'arbusto che non dava frutto
era d'impaccio all'animal'eretto
che non sopporta non avere tutto
e nel demolire il legno scassa il tetto

di quella capinera dolce e buona
che sotto già teneva tre nudetti
da poco della schiusa dei tre uova 
di pelle ancora scura, i piccoletti.
Implumi ancora sol boccuccia aperta
per quell'impulso di sopravvivenza
la testolina, ora, all'ari'aperta
cercando vanno di mamma la presenza

che svolazzando nei dintorni e presso
cinquettando, desolata va piangendo
e s'avvicina e s'allontana spesso
e spaurita va dall'uman fuggendo.
Da mane dura l'andirivien'ardito
e par che preghi: va! O uomo crudo
non vedi il nido mio com'é avvilito?
Perché in petto tieni cuor sì duro?

E' sera,ormai, e l'uomo via sen va
indi la capinera é sul morente nido,
un piccoletto afferra e vola e va
penzoloni altro trasporta al posto fido
torna, festante in becco stretto
l'ultimo ai fratellini affianca
sotto provvido e fortunoso tetto
e accanto giace, finalmente, stanca.

Quant'amore traspare in sì tal atto
quant'affetto racchiude picciol volatile,
quant'altruismo quel corpicino ha in petto,
quanta bontà,quanta dolcezza e stile.

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