username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Nello Vittorio Maruca

in archivio dal 20 apr 2011

03 dicembre 1937, Falerna - Italia

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
L'umiltà è la mia forza.

04 giugno 2011 alle ore 15:56

La Rondinella

Rondinella della prim'aurora
che ilo hai piantato nel mio cuore
nel tuo altro n'ho fissato con ardore
e ancora d'allora,operano ognora.
Della stagione fredda *al perdurare,
lasciandomi nel nido, solo solo,
spiegasti l'ali tue a lungo volo
nella spema di presto ritornare.

Volasti sopra burrascosi mari
col groppo in gola, lacrimando gl'occhi,
poi, a lungo combattesti con allocchi
martire innocente di sicari.
Cadendo, infine , sotto i colpi inflitti
fosti traslata in nido di rapace
là dove mai il tuo cuore ha avuto pace
e i dolci sentimenti furon reietti.

Rondine rimanesti, però, fida
giacchè natura tua è dolce e buona,
merita esser posta in una icona
ch'amore porti anche a gente infida.
Diventi reginetta di nidiata
che pigola, ti chiama e tanto t'ama,
al contro dell'allocco, lingua di lama,
possiedi bontà grande, rinomata.

Di anni ne tocco ora quasi trentotto,
tu ne registri appena trentatrè,
d'allora ne son trascorsi ventitrè:
saremmo uniti, senza quel complotto!
La divisione nostra è solo carnale
chè dentro t'ho nel petto mio trafitto
mentr'io men resto nel tuo petto eretto
e l'immensa passione resta totale.

Io t'ho presenre il giorno tutt'intero,
la notte m'addolcisci col tuo sogno,
ti resti giorno e notte nel mio regno
come regante resta nel suo impero.
Ricordi il finto nido? Era piccino.
Uno n'ho costruito più grandetto
onde capienza ha di grande letto
nella speme d'averti un dì vicino.

Al lato n'ho intrecciato uno più bello
ch'aspetta ospitare tuoi rondinelli
ch'anno, ho saputo, toni dolci e belli
come il tuo viso delizioso e snello.
I quattordici d'anni appena avea
toccato quando spedisti il triste scritto
che tutto tengo in mente quell'editto
che imposto fu da gente vile e rea.

Ed anelavi del mio certo aita,
col pensiero di rondine sincera,
speravi  che al giungere della sera
la trepidazione fosse finita.
La missiva, ahimè! tardi pervenne;
ma s'anco giunta fosse immentinente
niente potuto avrei, niente e poi niente
tant'alte superare eran transenne.

Dopo aver posto copia dentro al cuore
l'ho bene in uno scrigno conservata
e tutta in mente, tutta l'ho fissata:
Ogni parola grida: Amore, amore.
Con dolore grande e tanta volontà
m'astengo dal venire fino laggiù
potrei, la povertà ch'avea or non è più,
non licemi, però, darti altr'ansietà.

D'amarti, amore, non sarò mai stanco
e aspetto sempre che mi vieni a fianco
e nella speme vivo del ritorno
alfin che cessi questo gran frastorno.

* Della miseria

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento