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Autore

Nello Vittorio Maruca

in archivio dal 20 apr 2011

03 dicembre 1937, Falerna - Italia

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
L'umiltà è la mia forza.

18 ottobre 2011 alle ore 17:00

Natività

Dal chiarore delle stelle , nella notte fredda e buia
nel fetore della stalla s’è calato il Redentore.
adagiato sul giaciglio, ricoperto fu di paglia
chè quell’era il focolare attizzato dal respiro
di quegl’esseri viventi che al peccato erano
assenti. Gli era accanto, un pò tremante per
stanchezza e di paura, quella Donna mesta e pia
che più avanti prende il nome di Santissima Maria.
Cereo il volto, stanchi gli arti per cammin di lunga
via, aggravata dal gran parto, mal reggevano i suoi
occhi ma l’evento era sì grande che le pene poco
sentia.Ad un lato, inginocchiato, era in umile
preghiera quel brav’uomo falegname che d’averi
superava un qualunque alto reame. Era fredda
quella notte, era neve a fiocchi a fiocchi, v’era
turbinio di vento,era buio tutt’intorno.S’aspettava
il nuovo giorno. Una stella rilucente si partì
dall’Oriente rischiarando dal gran buio il cammino
ai viandanti ch’erano i tre grandi re magi.Da dimora
dei lor luoghi carchi ivano d’omaggi alla grotta
di Betlemme onde rendere ovazione d’ogni cosa
al Creatore che pur piccolo com’era l’universo
gli soggiaceva. Cielo e terra, mari e laghi, acqua
e vento, monti e piani, neve e nebbia, sole e stelle,
luna e buio, grandine e gelo tutto quanto gl’apparteneva.
Tutto suo era il creato ma, poi, l’uomo vile e ingrato
Tutto quanto gli ha negato.Solo il bue e l’asinello
Con Giuseppe e con Maria i re Magi e l’Angioletto
Gli rimasero vicino mentre Erode già pensava
Come farlo eliminare.
Dai re Magi s’aspettava di sapere ove cercare
Ma dal cielo appare un Angelo ch’altra strada
Fa lor fare. Ampie ali, vesti bianche dalla Reggia
Del Divino con un tuffo s’avvicina a Giuseppe
Che dormiva Messaggero, che il Buon Dio giù spedito
Avea al Messia e, accosto all’orecchio gli sussurra:
Presto, presto per il ben del Pargoletto svelto, giù,salta
Dal letto, corri via con Gesù e la Santissima Maria.
Questo è loco non adatto, questo è loco di misfatto.
La Santissima Maria pur se stanca non dormia ,indi,
stretto tiene in braccio il Figliolo benedetto. Quindi
al bue dolce e buono danno in testa una carezza
e in fretta dalla stalla menano fuora l’asinello
e la Donna benedetta, la Santissima Maria, stretto
in braccio il Bambinello, si sistema sulla sella
del docile asinello e, intraprendono il cammino
per il loro nuovo destino.

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