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Autore

Nello Vittorio Maruca

in archivio dal 20 apr 2011

03 dicembre 1937, Falerna - Italia

segni particolari:
Nessuno

mi descrivo così:
L'umiltà è la mia forza.

11 agosto 2011 alle ore 2:04

Prisma

Certo cosa non è gratificante
disfare tutto quel che pria è fatto,
imporre altro pensiero alla tua mente
quando concluso avea il primo atto.
Quarta è questa fatica che su foglio
appresto e che la precedente rende straccio
e della cosa assai molto mi doglio
ch’era lavoro caldo,non di ghiaccio.
Quella che prima era è cestinata
e la fatica tutta andò sprecata;
loco ha trovato nell’immondezzaio
perché scontrata s’è col ferro e acciaio.
Quando fu scritta curvo era il soggetto
ch’era stordito, stracco ed avvilito;
d’egli si parlava come d’oggetto
e ognuno lo credea spento e sfinito.

Perciò la mente mia che non è lesta
confusa fu a seguir quell’altre teste;
però l’ha fatto con la penna  mesta
sapendo quelle d’innanzi poco vaste.
Ora sta qui a dettar quest’altro scritto
pensando onesto dire del rovesciato
perciò rinnega quel che pria avea detto
e della medaglia volta l’altro lato.
Di perspicacia ognuno esiti porta,
furbizia,capacità, ingegno e dote.
Pochi,però,quelli con mente accorta
trainatori di carro senza ruote.
ardua appare di già detta condotta
che impossibile par tirare all’erto.
nemmeno il cane rimorchiator di slitta
è quanto lui trascinatore esperto.

Quando parea nei fondi abissi neri
avvolto in una nuvola volante
portossi innanzi a degli accesi ceri
e  a muto appello sibilò:Presente.
Confusi furono tutti quegli astanti
all’apparir di sì tale fantasma
che con felino sbalzo passò avanti
sviando le lor menti,come luce prisma.
Posto occupa, ambito, alla Provincia
e della cosa è fatta risonanza.
Guai se qualcun s’accosta, se lo lincia
a scapito di pazienza e d’eleganza.
contestatori in loco ne son tanti;
inermi sono i più,imberbi e mosci.
Pensonsi grandi e scarsi sono talenti,
se sol li guardi tal li riconosci.

Un gruppo s’affaccia qual morto redento
A roccia somigliante assai friabile,
disfatto si ritrova già al tramonto,
all’’urto non resiste: E’ frangibile.
Quanti son partoriti,tant’inghiottiti;
uno sguardo, un sorriso, un contentino,
un discorso, una pacca e son storditi.
Così li attira a sé, piano pianino.
Dei tanti mucchi ne fa un fascio solo,
li tiene stretti come legna fune,
li culla tutti come barca al molo.
Delle lagnanze? Ne risolve alcune;
le altre le copre con le poche fatte
e tira innanzi, sulla dritta via,
a conquistare ancora più alte vette
mentre gli avversi con maestria fuorvia.

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