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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 aprile 2009
    A.

    Sdraiata sul letto, la testa poggiata sul cuscino,

    i lunghi capelli neri ti incorniciano il volto,
    la mano accarezza le lenzuola,
    un dolce sorriso mi parla di te.
    Fissi i tuoi occhi su di me,
    nel silenzio ascolto i tuoi desideri.
    Mi immergo tra le onde del nostro amore,
    ti sei presa i miei sogni, il mio tempo,
    i colori del cielo ed i profumi della terra,
    ti sei presa il mio cuore, puoi tenerlo, perché è a te che lo voglio dare.

  • 30 aprile 2009
    Rist. antica dogana

    All'antica dogana
    dove i sensi fioriscono come comete
    armonioso giace il sorriso della laguna
    sere d'estate
    e un vento estivo lambisce
    curioso la cena...
    cibo di stelle
    vino del firmamento
    corteggiano la luna..
    e cautamente entra silenzioso
    il passo profumato del tramonto...

  • 29 aprile 2009
    Amarezze

    Giorno d’inverno,
    le nuvole ricoprono la terra;
    le piogge,
    la grandine,
    chicchi cadenti dal cielo.
    Boschi secchi e
    ragnatele sfatte.
    Un tramonto grigio,
    campane che non suonano più.
    Un paesaggio marrone e nero.
    Solo pioggia.
    Solo neve.
    Solo nero.
    E’ tutto spento,
    le cose vuote.
    Dov’è la bellezza?
    dov’è?

  • 29 aprile 2009
    Bene

    Bene.
    Tu che voli nell’ Universo
    e nessuno può fermarti.
    Bene.
    Tu che emani bontà davanti al tramonto.
    Bene!
    Sei tu, tu porti felicità a tutti noi.
    Ma non tutti ti meritano, non tutti.
    Ma ti meritano tanto quelli che pensano con il cuore.

  • 29 aprile 2009
    Brasile

    Terre verdi e calde.
    Occhi lucidi,
    sofferenti,
    che guardano il Sole,
    il Sole del Brasile,
    il Sole di questo paradiso…
    nella magia di questa Terra.

  • 29 aprile 2009
    Dolcezze

    Il sole che scalda la terra;
    un campo di fiordalisi
    e bambini che corrono pieni di sorrisi.
    Tramonto che illumina il cielo.
    La terra ricoperta da un velo,
    di bene,
    di cuore,
    di Amore,
    e una pianta piena di more.
    Un infinito mare di pesci;
    un ragno con mille zampette,
    una torta tagliata a fette.
    Ed un fiume di Bene che scende,
    ma dove?

  • 29 aprile 2009
    Il gabbiano

    Oggi siamo qui a Marina di Vecchiano.
    Son dinanzi al sole e laggiù vedo un gabbiano.
    E’ bianco, nero e arancione;
    esprime bellezza e tristezza,
    ed ha un pensiero dentro sé:
    “Ora sono qui, dinanzi a te,
    dolce tramonto…
    rosso come una foglia d’autunno…”

  • 29 aprile 2009
    Indios

    Indios,
    una piuma che vola libera.
    Indios,
    aquile e lupi:
    dominatori della notte.
    Indios,
    un universo di Totem.
    Vivono in una foresta magica…
    Sofferenza
    che stimola i loro cuori.
    Le nuvole coprono il cielo
    e si trasformano in orsi e aquile…
    in qualcosa che nessuno vede.
    Sparse lassù dove l’occhio dell’Indio
    vede un’altra cosa:
    l’Amore,
    Dono che nessuno possiede più forte,
    contorno infinito di questo Popolo.

  • 29 aprile 2009
    La Notte

    Fiore di primavera che sboccia e,
    al suo interno appare una perla.
    Tramonto che ricorda brutti pensieri
    e poi labbra calde come il sangue.
    Una goccia di rugiada come una stella
    poggiata nell’Universo.
    Cristalli che cadono dal cielo,
    il giorno in cui sono nato.
    Mare con mille coralli,
    aquile che volano alte.


    Un campo infinito di rose,
    un fosso pieno di ranocchi.
    I grilli la sera cantano alle primule.

    Le lucciole illuminano l’aria buia,
    il nero che non finisce,
    il buio,
    dominatore della notte,
    giaguaro che attacca prede.

    Nuvole dinanzi al crepuscolo,
    quando la notte prende vita,
    quando tutto cambia;
    un fiore diventa una lucciola;
    un colibrì diventa un gufo,
    e il Bene che è in cielo rimane,
    perché il Bene esiste,
    e ci sarà sempre,
    finché, anche una sola persona,
    penserà con il cuore.
    Bene,
    un Dono della Natura.

  • 29 aprile 2009
    Sera e Sogni

    Sogni,
    voi che accompagnate
    la sera nel suo lungo viaggio
    intorno al mondo,
    come una sfera di fuoco,
    come il sangue…
    Sogni,
    voi che fate soffrire tutti noi,
    voi che ci amate e ci odiate.
    Sera,
    tu, che ai raggi del sole muori;
    ma alla luce del tramonto,
    alla bellezza dell’arcobaleno
    emani bontà.
    Sera e sogni,
    voi che ci amate…
    siete come uccelli che volano all’orizzonte,
    del mare e dell’amore.


    Dedicata a Mamma e Babbo

  • 29 aprile 2009
    Tutti uguali

    Siamo tutti uguali,
    abbiamo tutti un cuore
    e siamo vittime a volte
    dell’amore.
    Siamo esseri viventi,
    siamo tutti uguali,
    come tutte le stelle che hanno
    un loro diritto:
    illuminare il cuore
    a chi si sente una stella più grande.

  • 29 aprile 2009
    Sono tanti...

    Sono tanti gli uccelli che volano tra cielo e mare.
    Sono tanti gli alberi; quei maestosi giganti della natura.
    Sono tanti i bambini,
    ma non sono così tanti quanto l’amore che ho per voi:

    mamma e babbo.

  • 29 aprile 2009
    Mamma

    Mamma…
    i tuoi occhi lucidi sussurrano verità e saggezza.
    Mamma…
    la tua piccola bocca emana dolci parole d’amore e bontà.
    Mamma, Mamma, Mamma…
    un essere umano che ha il potere di riattaccare
    il cuore a chi lo aveva spezzato dal dolore,
    di un giorno,
    di una morte,
    di qualcosa minore dell’amore che ho io per te.

  • 29 aprile 2009
    La sera

    La sera;
    un universo blu avvolge la terra.
    La sera;
    i piccoli orsi dormono.
    Un’aquila vola alta nel cielo
    e lascia cadere le sue piume bianche
    come cenno di amore,
    amore per lei, la mia mamma,
    che ne merita molto.

  • 29 aprile 2009
    Una rosa...

    Una rosa, una mimosa e un fiordaliso.
    Un bambino che corre e fa un sorriso.
    Fili di grano che toccano il cielo
    e una formica infreddolita dal gelo.
    Il sole mosso dall’amore che ho per te,
    il cielo sorretto dall’amore di te;
    niente però è meglio di te,
    mamma.

  • 29 aprile 2009
    Vita

    Amore amore
    mani pelle profumo
    carezze baci
    baci baci
    camminare
    vita vita
    amici viaggi
    giorno notte
    piano forte
    tutto niente
    camminare
    sono sei siamo
    nella vita...

  • 29 aprile 2009
    Notte

    Tormentosi fruscii
    nella notte
    ombre
    come gocce di petrolio
    cadono attorno
    l'oscurità si fa spazio
    e, tremanti, le bocche infantili
    si atterriscono...
    ombre danzano fiere
    non lasciano scampo alla notte
    che fa evidenziar perle di luce
    le stelle...

  • 27 aprile 2009
    Le voci

    Le voci notturne
    squallide son le sere
    squallide son dintorni dei mari grigi
    le voci notturne
    si annebbiano nella notte
    quella notte fatta di lunghe e sciocche siepi
    il suo colore
    il suo odore
    i capelli pieni di nero

  • 27 aprile 2009
    Uomo

    Con la macchina
    nelle curve in salita
    curve buie dove nessuno saluta
    vidi un piccolo cinghiale
    Rallentai per non rischiare.
    Al suo seguito il padre.
    Un maiale selvatico che si nutre di vermi e talvolta di escrementi.
    Si pose innanzi a me, come sfida. Non ti avvicinare.
    Sono il padre.
    Pose innanzi la sua vita d'animale
    In paesini che nessuno conosce, dove il sole è un evento eccezionale, pensai al senso della creazione, ai microbi, ed alle particelle elementari.
    Non ti voltare uomo solo, uomo piccolo, che sei come tuo padre, sei un uomo da abbandonare.

  • 27 aprile 2009
    S’i fossi pocho

    S’i fossi pocho, me divertirei ‘n mondo; solcherei veloce come el vento campi erbosi sotto croscianti applausi e anche nelle peggiori sconfitte e nelle più buie notti conforto troverei nelle braccia di fascinose ammiratrici; ginnastica infusa a finto amore non ha mai recato danno alcuno;


    S’i fossi vento, di tanto in tanto alzerei tempesta solo per soffiar via parrucchini da vispi vecchietti ed arroganti presidenti, riportando giustizia in su la terra e sulle teste di capelli e di materia grigia troppo spesso rimaste orfane;


    S’i fosse acqua, sgorgherei fluente tra le mani di chi ne ha necessitate; a chi di tanta fortuna e sprechi fa vanto impressione di annegamento farei provare; umiltà non conosce l’omo finché non gli è posto insormontabile ostacolo davanti;


    S’i fossi Iddio, speranza e cura agli ammalati darei e tormento ai credenti peccatori... sollievo nell’atroce dolore e incertezza per chi con le azioni crede di conquistare un posto meritevole nel più alto dei cieli;


    S’i fossi papa, allor non sarei affatto iocundo; sacre vestigia mai nessun baldo iovane ha indossato e anche se di immenso splendore illuminato mi ritroverei fianco a fianco con sorella morte;


    S’i fossi 'mperator, ben lo farei; a tutti i vigliacchi, traditor e politici taglierei lo capo tondo; tondo come lo mondo che stan lentamente rovinando con la lor indesiderata presenza;


    S’i fossi morte, anderei misericordioso da Matuzalemme che poretto ha quasi l'etade di ser Andreotti e merita di trovar un po’ di pace, almeno lui;


    S’i fossi vita, darei nuovo splendore alla natura distrutta dall’omo e di fronte a cotanto spettacolo in ginocchio, nudo davanti ad un paesaggio lo lascerei a sospirare e vergognarsi;


    S’i fossi caos regnerei sovrano, il fine giustifica mezzi e azioni e per equità e pari diritti per ognuno, non ci sarebbe altro modo che sedermi al potere


    S’i fossi Marcello com'i' sono e fui, lascerei gloria e successo travolgermi per le oneste parole di cui vi fo dono e terrei le donne giovani e leggiadre, le zoppe e vecchie lasserei altrui.

  • Dicono che le bambole
    hanno occhi di ceramica
    e quando piangono
    versano lacrime di vetro

     

    Hanno case isolate
    e fiori di ciliegio
    sul vicolo del cielo
    in quel luogo reale da sognare

     

    Dicono che gli angeli
    siano fatti di stoffa
    anche loro aspettano maggio
    per decorare il volto della luna

     

    con due ciliegie come ornamento
    e non importa se è di notte
    che verranno a svegliare l’innocenza
    di una vita rimasta in pianura

     

    una bambola di pezza
    che non basta manco a se stessa
    in quest’ora in cui tutto sembra tacere
    tra le ruspe e le urla che cercano

     

    A quest’ora ci si dovrebbe fermare
    sulla terra ormai cruda e sconfitta
    dalla sabbia dell’uomo
    che ha venduto l’ultima casa

     

    La dimora di Ofelia la bambola
    quella fatta di stracci e di foglie marcite
    quella grande in fondo alla strada.
    Quando ancora c’era la strada.

  • 23 aprile 2009
    Sera e Sogni

    Sogni,
    voi che accompagnate
    la sera nel suo lungo viaggio
    intorno al mondo,
    come una sfera di fuoco,
    come il sangue…
    Sogni,
    voi che fate soffrire tutti noi,
    voi che ci amate e ci odiate.
    Sera,
    tu, che ai raggi del sole muori;
    ma alla luce del tramonto,
    alla bellezza dell’arcobaleno
    emani bontà.
    Sera e sogni,
    voi che ci amate…
    siete come uccelli che volano all’orizzonte,
    del mare e dell’amore.


    Dedicata a Mamma e Babbo

  • 20 aprile 2009
    Da King

    Tra un rutto morto e l'altro ingranato,
    l'indescrivibile...
    Conko!

  • 20 aprile 2009
    Sogno d'amore

    Ho perso.
    l'inutile vanità di un uomo
    ravvivata sempre
    complimenti!
    occhi, bocca, corpo
    Bugia!
    E' tutto inutile, non voglio
    più sentire altro
    che il mio respiro affannoso
    il mio pensiero preoccupato
    alla ricerca
    di una soluizione
    forse troppo vicina
    da non poterla
    baciare
    nemmeno.

  • 20 aprile 2009
    Al cancello

    Scarica di rabbia.
    Cozzare della sbarra.
    Elettrico lo scatto
    del cuore di chi sgarra.