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Poesie di Sandra Cervone

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  • 02 novembre 2007
    Così, al cielo i rami

    Così, al cielo i rami,
    si gela del tuo cuore
    l'ora incredula.


    Troppa nebbia - la mia stregata strada! -
    rabbuia l'andare tenero
    del merlo.


    Senti? Lontano
    il rintocco debole
    del mio sorriso...


    Eppur, la fecondità
    del tempo - arcano come pianto! -
    ha circonciso
    muti cipressi
    e notti gravide...


    Amore stranco.


    Ritrova la strada...
    ritorna!


    O mio Dolore!

  • 13 dicembre 2006
    Ti voglio!

    Rosso, sublime, autentico pensare,
    di me dipinta a mano
    sulla rinuncia.
    Calzami come la neve
    sui vetri opachi dei ripensamenti,
    animata sete di sguardi e ritrovate mani...
    Sovrastami l'anima, coi baci e la luna,
    di languidezze figlio primogenito e di mirtillo...
    Aliterò sui velieri della gioia..
    Pochezza di candore, carezza d'alba
    e seminata pallida perla...
    La bocca e le sorgenti: il miele di castagno,
    la mia vita diventata cubetto gelido di stelle...
    Amami. Io ti voglio!
    Sciarpa stretta al mio destino fragile...
    Che non discenda più dal mio dirupo...
    E se ne compiaccia. Eterno.

  • 20 novembre 2006
    Io ti amo...

    Io ti amo,

    perché a spegnere i sogni

    non arrivano le aquile,

    perché delle iene

    ho lunghi capelli

    appesi a ragnatele

    di sonno...


    Ti amo perché mi sei padre e fratello,

    perché dei rimpianti fai legna

    da ardere al risveglio.


    Ti amo perché sei l'amante

    del tempo, del vento, del segno

    di stoiche sconfitte.


    Ti amo. E l'amore  - si sa -

    è capriola di fumo.


    Per questo poi

    non ti amo.


    Né tu ami me

    quando la luce attraversa

    le inferriate.

    E sono solo mia.


    Le tue labbra rimaste

    sui cuscini.

  • 08 novembre 2006
    Tristezza

    Non venire da me:

    l'orto scettico

    ha sepolto la radura...

    (troppa attesa

    in stridule viole

    rigenera sospiri)...


    Se arrivi io muoio;

    se taci, imbevuta

    di sogni rivivo...


    Al tramonto del non-detto

    avrai di parole mute

    una trapunta per la notte.


    E di me, incollata al giglio,

    la suprema certezza

    dell'amore. Cantato a due,

    spezzato, crocifisso al divenire.


    Non venire da me.


    Sono porta sbarrata,

    taverna di perdente atmosfera,

    non-più-donna di cera

    intagliata...

  • 07 novembre 2006
    Voglio fare l'amore

    Voglio fare l'amore
    col vento che insegue colline.

    Al mare i vestiti di pelle
    -involucri di spine e di strazi-

    Voglio assaporare del vivido
    fuoco la soglia,
    del manto notturno ogni canto,
    di luna gioiosa la rosa
    che -spoglia d'inedia-
    s'insinua
    e feconda si mescola...
    inonda...
    dell'onda
    la fiera promessa...
    la stessa
    fiducia
    che brucia...

    Ah! Voglio fare l'amore
    col tempo!
    Sovrano -ci resta-,
    sovrasta,
    s'assesta,
    si fonde col sogno,
    l'incanto...
    l'ncontro...
    poi scontro...
    poi brama,
    ruscello,
    foresta,
    stormire di fronde
    tremanti,
    raggianti,
    all'amplesso
    mio stesso...
    universo!

    E' l'amore
    che voglio,
    mio canto, poesia
    della vita

    così sia! 

  • 02 novembre 2006
    Dormiveglia

    Fragorosi


    -i flutti della notte-


    mi sorpresero


    priva di sogni.


     


    E t'amai


    -carponi-


    come s'ingoia


    la rugiada pei pendii...


     


    Avevo


    -del gelo!-


    una sembianza nuova,


    del lume del mio vento


    una ricciolo di


    storia.


     


    E t'amai


    -meraviglia!-


    come la nave accarezza


    la scogliera.

  • Dov'è la mia voce fra le voci?


    Anelito d'impasto e di sgomento...


    Poetare sì, ma del cuore


    passaggio obbligato, alla mente


    memoria e tormento...


    Ti amo, Poesia, d'azzurro silenzio


    t'invoco, dorata maestra e regina...


    Amo del ventre tuo il vortice e


    l'attesa, dell'occhio che incede


    la carezza vigile e il destino.


    Madre incestuosa d'un sogno!


    A me, donna, non più donna


    appari per carpire, vogliosa,


    la mia fede serena e straziata!


    Sempre sete, di te, Poesia,


    sempre alimento appetitoso


    ti fai, delle pieghe di mia solitudine


    avvezza sorella gemella e


    -della notte-


    dolorosa amara compagna!