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Autore

Sandra Cervone

in archivio dal 02 nov 2006

01 novembre 1961, Gaeta

segni particolari:
Poetessa, Giornalista, Scrittrice.

14 febbraio 2007

Visione

Intro: Ancora immagini potenti e una penna ispirata e intrisa d'amore. L'autrice non lesina passione e sogno e ci regala sensazioni che sanno di pace interiore.

Il racconto

Non aveva mai avuto paura di dirglielo. Quando l'Amore sboccia è sempre una grazia, un miracolo, un evento dell'anima...

 


Non aveva mai smesso di dirglielo. Neppure quando, ad occhi chiusi, ripercorreva in silenzio la loro storia speciale.


Era pronta a dirglielo di nuovo, se solo lui si fosse affacciato alla porta reale del Tempo invece che all'angolo più remoto dello specchio, là dove i tonfi del cuore in subbuglio si mescolano al sangue caldo del sogno e del desiderio ricorrente...


Voleva dirglielo! Doveva! Urlare tre parole dopo il suo nome, cantarlo come ninna-nanna, sillabarlo sottovoce, negli amplessi...


"Io ti amo". Ti amo perché mi sei complementare, perché sei tutto e di questo tutto io ho bisogno per respirare e per vivere...


Ma i ricordi - si sa - hanno le orecchie otturate! Come statue di marmo freddo e inattaccabile, hanno la giusta e liscia tendenza a far scivolare via le Parole, una dopo l'altra, nel dimenticatoio e nel baratro del silenzio totale...


"Io ti amo".


Ma lui non sentiva, né annuiva, né captava, né ricordava, né assecondava...


E la Strega giaceva nel magico cerchio dell'abbandono. Là dove il suo Vampiro non sarebbe mai tornato...


Lo specchio ritraeva la goccia del sangue amaro: la stessa che ne aveva reso immortale il soffrire!


E di lei - per lui - la sensazione carnosa del buio che si moltiplica... il vortice del silenzio denso e vellutato... là dove non arrivano altri stimoli se non i sussurri stridenti dei demoni pentiti...


Dalla visione gelida e coinvolgente, Lei si svegliò confusa. E, raccolto il coraggio, prese ad urlare con tutto il fiato rimasto, con la mitica forza grattata e racimolata chissà dove, con l'ardire della pazienza che aiuta a non soccombere... "Io ti amo"...


Ti amo.


Mistero. Sofferto germoglio. Calore. Certezza che rende "donna".


Candore.


Poi rotolò sul letto sfatto. Come uragano che si ritira nella conchiglia infelice.


Stremata.

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