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Poesie di Vanessa Sulpizi

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  • 11 maggio 2017 alle ore 11:36
    Per non cadere

    Non tenermi per mano,
    non ho tempo per gli addii.
    Scegli di sfiorarmi le dita
    mentre insieme percorriamo
    le stesse vie, le stesse strade.
    Per non cadere nell'unico istante
    entrambi ai piedi della vita,
    che ci vuole perdenti e arresi,
    all'ostacolo primo.
    Non annegare negli occhi miei,
    non ho tempo per le sconfitte.
    Scegli di guardarmi raramente,
    per non cadere nella dimenticanza
    di cose viste tutti i giorni.

  • 03 novembre 2016 alle ore 8:17
    Di Sole e di Luna

    Disse il sole alla luna,
    come possiamo incontrarci sempre
    e non sfiorarci mai?
    Ella rispose al suo calar sorridendo,
    quel che dici è verità,
    ma è in quel nostro breve incontro,
    che sta il mio amor per l'eternità.
    Non sarebbe stato peggio mio sole adorato,
    se io non t'avessi mai incontrato?
    Tacque la luna a quelle parole,
    legandole strette attorno al suo cuore.
    Non vi è giorno senza la notte,
    e in quel viceversa, v'è l'amore
    e le sue eterne lotte.
     

  • 25 ottobre 2016 alle ore 11:54
    Er pupo fiumano

    Senti e ninne che te canta er fiume pupo bello,
    senti a me, che so più belle de li tormenti de tu padre.
    Er disgraziato che so io, manco er fiume ce lo sa,
    che te sbatte de qua e de là, in un plus urtra d'armonia.
    Lascia fa che lui ce o sa, come se fa, come se fa....
    Ariverà na popolana quanno er sole a da sortì, te pijerà
    e te porterà via da lì. Che te, pupo mio fiumano, ha da diventà
    un pupo romano. Te o dice er tu padre disgraziato, va via co lei, 
    nun frignà! E sorti via da sta povertà.

  • 04 agosto 2016 alle ore 11:07
    I miei fiumi di parole

    Cosa sono i miei fiumi di parole
    di fronte agli oceani in cui navigano
    nell'immensità della mia mente?
    Sono manti di stelle o raggi di sole,
    sono scarpe per i miei lunghi viaggi
    e sono ossigeno dei miei lunghi respiri.
    Ch'io le taccia, le pensi o le scriva,
    esse nascono in luoghi antichi e remoti,
    tracce di me come orme sulla sabbia,
    percezioni della mia essenza come
    quel vento che soffiando t'accarezza.
    Cosa sono i miei fiumi di parole,
    se non sostanza e l'essenza mia.

  • 04 agosto 2016 alle ore 10:21
    Il mio tempo

    Non dagli attimi è scandito il mio tempo,
    che scorre invece lungo il tuo sguardo,
    profanando dolcemente pelle e cuore,
    e consacrando il sigillo del più puro amore,
    così che gli occhi non sono che la strada,
    dove pelle e cuore si lasciano camminare.
     

  • 22 luglio 2016 alle ore 11:15
    Non chiamatelo Amore

    Credo nell'inesorabile sveltezza dei fugaci amori,
    alla loro sopravivenza al di fuori delle tempeste,
    a quanto il ghiaccio ad esempio, non sia per loro
    che un'immensa fonte di calore e di scintille,
    poiché vivono di ineluttabile essenza del controsenso.
    Credo nell'indissolubile, ma solo quando apri gli occhi
    al mattino, dopo una notte di corpi agitati, e di liti e tremori.
    E proprio lì, quando occhi negli occhi, vediamo lo stesso mondo.
    Ma non chiamatelo Amore ve ne prego, perché potrebbe morire,
    come tutte quelle cose, alla quali non sai dare un nome.

  • 19 luglio 2016 alle ore 10:15
    Pensiero

    Pensavo di mettere la poesia dei tuoi baci
    fra il tremore della pelle e il soffio del cuore,
    mentre m'innamoro fra l'alba e il tramonto.
    Pensavo a quanto strano sia l'amore,
    così descrivibile e così inspiegabile.
    Pensavo che dovrei smettere di pensare,
    prenderti la mano e cominciare a camminare,
    così che io possa fare di tutti questi pensieri,
    un semplice, meraviglioso, atto d'amore.

  • 12 luglio 2016 alle ore 11:14
    Assenza

    E del tramonto,
    che dice la tua pelle?
    E' brivido, sangue o vento?
    C'è del suono intorno a me,
    e l'assenza è desiderio,
    e il desiderio è follia.
    Follia è dolce prigione,
    e te ne prego mio stupore,
    lasciami le catene,
    che se questa è poesia,
    ella porta la firma tua.
    Fammi tempo e poco spazio,
    lasciando alla tua pelle,
    il tramonto farmi pazzo.

     

  • 05 luglio 2016 alle ore 15:41
    Pioggia

    Guardarti cadere pungente dal cielo,
    lasciarmi sfregiare dai tuoi tocchi incuranti,
    sentirmi leggera col tuo peso d'acqua,
    dire che ti odio mentendo a me stessa.
    Pioggia di gocce, come queste parole,
    melodica colpa di sfuggente bellezza,
    che mi bagni e ti lasci cadere,
    giù verso terra per farle l'amore.

  • 02 luglio 2016 alle ore 7:32
    Foglie

    Le guardo cadere,
    spente luci di una stagione.
    Giravolte frettolose,
    nel tempo e nello spazio,
    planare a terra, dolcemente sfinite.
    Foglie in autunno, come gli anni e la vita.