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in archivio dal 14 giu 2006

Nicola Amistani

22 maggio 1984, Trento - Italia
Segni particolari: Mi piacciono poesia, filosofia, musica, arte, sport e roccia.

elementi per pagina
  • 08 febbraio 2007
    Il venditore di specchi

    Stavo nei pensieri
    passeggiando sereno
    il lago fissando


    Non pensavo a ieri
    ascoltavo il vento
    con specchi giocando


    specchio mi facevo
    pur io non di me
    che nelle nuvole nascevo


    trafitto da gocce di piovendo
    come albatro colpito in volo
    trafissi il lago morendo


    le gocce fermando
    animi e onde
    ouverture di vuoti
    cieli scomparsi


    eran solo terreni riarsi
    dove nemmeno la poesia
    germoglia, né il poeta
    piove

     

     
  • 08 febbraio 2007
    Fuori fa freddo

    Seppi mettermi al fuoco
    Apprezzarne la sua luce
    Perdermi con il fumo
    suo eco


    Ma a lungo logorata
    Quella maschera
    Si spense...
    ... del tutto consumata


    Cominciò il freddo vento
    A sussurrare un lamento


    Un lamento senza stento
    Fu urlo disperato alla libertà
    Da tempo bruciata nel fuoco
    Correndo col fumo nel vento


    Inizia a scender la neve
    A coprir di bianco freddo
    anche la calda cenere color neve


    Non sapevo ove sostare
    Non vedendo né inizio né fine
    D'una distesa bianca di mare


    Errando perdendomi senza ritorno
    Trovo conforto nei miei stracci
    Caldo abbraccio d'un freddo ricordo.

     

     
  • 08 febbraio 2007
    Il gabbiano innamorato

    Tornarono alle lande
    Desolate e in sintonia
    Ombre dell’anima mia


    Terra di lacrime un tempo
    Poi d’Amore
    Dove ora
    E’ solo qualche raggio di sole


    Cielo nuvoloso
    Un gabbiano
    Ancor plana sereno
    Nella malinconia


    Tra vento e tristezza
    Abbraccia la fine perfetta.

     
  • 08 febbraio 2007
    Cristallo Nero

    A furor di lacrime
    La disperazione scrive
    Luce dei miei occhi
    Musa e poetessa
    Raggi che nei tuoi occhi
    Perdon di forza, martiri
    Per speranze piene
    Svuotate dalla realtà
    Vai alchemica
    componendo animi
    veloci e intensi
    come la luce
    che mai
    scalfir ti potrà.

    Si fece suono
    D'archetto
    sulle corde di violino


    Divenne pianoforte accordato
    A dolore e tristezza


    Ultimo spasmo fu
    Canto umano
    Morì soffocato
    dal pianto suo

     
  • 08 febbraio 2007
    Morte di lacrime

    Danzan a suon di violino
    Neri corvi in terre dimenticate
    Ove al suon di pianoforte
    Pioggia e lacrime par cadino


    Solo il loro urlo
    Spezza il suon del piano
    Che invisibile emana
    Armonia


    Tutto si veste di tetro
    Anche le lacrime
    Si fan vuote
    Come vetro.

     
  • 08 febbraio 2007
    Sulla Tomba di Speranza

    I


    Amicizia sei frammento,
    Nata sull'isola di Attimo
    Dal Coesister di due animi
    Nello stesso momento


    Tutte le Persone
    Di cui vai Circondandoti
    Si fanno eoni
    Di Invidia non apprezzandoti


    II


    Ricordo la battaglia di Continuità
    In tal Memoria ho portato dei fiori
    Sulla tomba di sua Eternità


    Pure Lei morì in quella Pazzia
    Nelle lontane e dimenticate
    Terre di Utopia

     
  • 09 ottobre 2006
    Ballo dell'anima

    Le onde del lago...

     

    son impronte delle


    emozioni che danzan


    a ritmo del vento


     


    Son steppe desolate


    dove non odi lamento


    ma solo lo scroscio


    gemente del tempo


     


    Come in un ballo


    sfumano lago e anima


    sul nascer d'un sorriso


    al canto del gallo.

     
  • 14 giugno 2006
    Goccia di Pensiero

    In urto continuo nelle profondità marine

    Scalpitante tende fino alle spumose cime;

     

    In lancio assoluto tende

    Un salto verso nuvole candide;

     

    Il cuore, oramai gravido di sentimento

    Sporca d’inchiostro il foglio immacolato,

    Al limite dello sgomento.

     
  • 14 giugno 2006
    Provvidenza alla recita

    Quant’angoscia,

    ad ogni respiro mi divora;

    Dolore al cuore, dolore alla mente.

     

    Eppur tra gli Amici, esso è vinto…

    … si fa sopportabile e silente,

    come il respiro nel sonno,

    alla gioia di giorni felici.

     

    Come esprimere lo sgorgar d’affetto

    Che sorrisi sinceri sanno risvegliare,

    Come dir la mia gratitudine

    E di tal luce il riscaldare?..

     

    Non è il sole a vincer sulle nubi,

    quanto la loro non curanza a viaggiare

    sulle ali del vento.

     

    Io che son neve, non so davvero

    Quanto ringraziare il vento…

    ... e lo stesso sole, ch’ora m’illumina...

    ... donandomi ancor pochi momenti d’affetto

    e aiutando lo scioglier d’una lacrima,

    trattenuta durante l’inverno.

     
  • 14 giugno 2006
    Tra polvere e realtà

    In una sera d’estate

    Dove tutto o quasi tace

    Un silenzio scrosciato

    Dal fruscio di luci

    Sulla via vicino al selciato

     

    Ed io qui senza idee

    Nemmeno quella del sonno

    Faccio i miei viaggi da vagabondo

    Nelle mie contee

     

    Contee desolate come solo la guerra

    Ruderi, fumo e morti per terra

    Nemmeno il sangue scorre più a fiumi

    Arsa è la steppa da troppi digiuni

     

    Ogni mio passo tanto è faticoso e pesante

    Che la polvere m’accompagna ad ogni istante

    La via maestra oramai è persa

    Tutto è uguale a sinistra e destra

     

    Tanto vale tornar nel reale

    A tentar di sognare

    Sognare vuote speranze

    Come polvere di quell’istante

     

    Nessuna emozione, né fede né religione

    Solo silenzio assenzio e dolore.

     
  • 14 giugno 2006
    Il tempo

    Quell’uomo sempre in moto

    Vissuto da sempre,

    o solo da quando l’han reso pronunciabile...

    Macchinosamente...

     

    Muove i suoi immemorial ingranaggi

    E pur ora mi degna d’un sorriso

    Ed è già andato via

     

    O è accanto a me?...

    O deve ancor venire, colui che era, è e sarà sempre qui..

    Con reverenzial inchino faccio segno d’uno

    Garbato cenno d’arrivederci..

     

    Ma lui non s'è mai mosso.

    O immemorial figura...,

    Amici ve lo presento sol ora...

    Il mio Padrone...

     
  • 14 giugno 2006
    Ballata del povero idiota

    L’ideale è il foglio bianco

    Per trovar le rime d’incanto

     

    Nelle sere dove l’affetto

    Rimane sotto il mio tetto

    Tendo riflessioni da inetto

     

    Basta poco, qualche lettura

    E gia mi perdo nella stesura

     

    Testo fugace

    Poeta audace

     

    Rima storta, quadrata, stonata

    Mi par sempre più una burlata

     

    In queste sere mi sento giullare

    Di una corte che mi sa amare

    È la mia libreria, che sa ascoltare

     

    Più ci penso, men è il talento

    Che vo componendo

    Il ritmo orrendo

    È sempre quello.

     
  • 14 giugno 2006
    La Rosa

    Io sono pazzo!

    Io sono banale!

     

    Queste son solo parole,

    C’è chi le fa pesare!

     

    Il pazzo è abissato!

    Il normale una goccia sul mare.

     

    Il perbenismo è falsità,

    Una maschera, dello smorfiare,

    ... questa non è la nudità!

     

    Non sarà solo un chiaro di luna,

    Quella rosa pungerà, lacererà.

     
  • 14 giugno 2006
    Schizzo notturno

    Fermato dal vento freddo della sera

    Verso la sola e bagnata panchina volgo il passo

    Seduto, incomincio a veder la tela austera

     

    Argentea luna che romantica veli la serata

    Ho sol la tua compagnia, non quella della amata

     

    Come mani supplichevoli, bianche come la morte

    Gli alberi tentan il sublime toccarti

    E ricurvi giaccion sempre lì con dita troppo corte

     

    In tal silenzio, vi son violini vermigli,

    oboi e corni neri e tutta una sinfonia di suoni e pace

    che tu vai con morbido tocco per migli

     

    Sotto l'occhio della stizzita orchestra

    con il freddo penetrante fin nelle ossa

    Canticchiando me ne vo, la quiete in testa.

     
  • 14 giugno 2006
    L'azzurro

    Immenso,

     

    A te pur il Sole và poggiandosi

    Quasi a chieder tenerezza

    Alla madre che mai illuminò

     

    Incommensurabile

    E’ la tua pienezza, e sol

    Un guardo non t'apprezza

     

    Deserto sconfinato nel quale

    Le nuvole coltivate da angeli

    Vagan tingendosi di nero

    Velandoti ai miei occhi

     

    L'occhio mio cosi inganni

    Per trovar la riservatezza

    Cui da giorni vai cercando.

     
  • 14 giugno 2006
    Il cui lume

    Caldo e austero taglia l'aria

    Alla quale co' tempo verrà meno

     

    Lingua dolce e fragile che per lievi sospiri

    Temi la morte e con essi danzi

    Lo stesso tormento

     

    E lasci alla sua ansiosa voluttà

    Il Poeta, nella sua insonne notte

     

    Che nel lento tuo consumarti

    Sai fermar il tempo suo.

     
  • 14 giugno 2006
    Raccolti

    V’eran due ragazzi amanti


    Amanti dell’oscuro l’un dell’altra


    Amanti dell’ombre che portavano


     


    Visi falsi, tutto era celato dietro


    Dietro alla freddezza nelle ombre


    Ombre allegoriche


     


    Dalle Ombre sbocciava il loro amore


    Dalle loro Ombre eran vittime


     


    Ma al calar della notte


    Tutto è ombra e si perdono


    Raccolti dalla nuova alba.

     
  • 14 giugno 2006
    Son solo passi

    Nel ricordar i primi passi,

    Passi sbagliati,calpestati,

    Su tali esperienze si vive.

     

    Ma più mi districo i piedi,

    Più mi rendo conto del tempo,

    E dell’inesorabile sua scadenza,

    Che come tutto, porterà via anche me...

     

    Ed ora, che movo primi si corretti passi,

    M’accorgo che senza i passati sbagli,

    Non sarei alla conclusione d’un ballo ora...

    Mai perfetto per pregevole che sia.

     

    Gli ultimi tocchi del violino

    Come se sul mio cuore, non sulle corde

    Fin ora si fossero abbandonati...

     

    Oramai inzuppati di sangue

    Volgon pur loro alla fine.

     

    I miei passi oramai leggeri...

    Volgon all’arresto più assoluto

    Accostandosi paralleli,

     

    Ora unico sguardo do come saluto...

    Alla dama che mai m’ha tradito ,

    in codesto ballo perduto.

     

    Mi colgo smarrito

    Intravedo oltre lei...

    Una tal nera Signora

     

    Non vi son parole umane

    A descriver inquieto terrore

    Sbocciato fiore in me,

     

    Chiudo gl’occhi...

    Non ancora...

    Non ancora è sonata

    Tanto tetra e amica ora mia.

     
  • 14 giugno 2006
    Espressione Celeste

    In cuor mio vive...

    Alta, irraggiungibile creatura

    Ch'ha origini nell'azzurro

     

    Impalpabili fattezze son le sue,

    almeno... a noi Uomini di Peccato

     

    Nei suoi occhi... un universo...

    Nel quale emozioni si scontrano...

    Incontrano... muoiono per dar vita ad altre...

    E mentre il sol compie il suo ciclo...

    Io come natural può sembrare

    Viaggio... in infiniti spazi...

    In tal rifranger di riflessi catturati...

     

    In esso trovo tutto e niente...

    Ne capisco l’animo,

    mi perdo in nulla...

     

    E questi di tal celeste creatura... angelica...

    Son solo gl’occhi.

     
  • 14 giugno 2006
    Il Corvo

    I.

     

    Guardo, osservo quello sguardo…

    Quasi mi par di conoscerlo…

    M’illudo, è cupo, così nel profondo

    Giace… il sentimento,

    sotto fitte nubi, tenebre nere odo…

    Rare son le visite di color che…

    Sentono, percepiscono un vissuto,

    Che un po’ è anch’entro loro…

    Cosi anime simili entran in quelli …

    Quelli oscuri occhi…

     

    Mi desto da tanta esoterica sensibilità..

    Guardo quegl' occhi…

    Li riguardo…intensamente li fisso…

    Scorgo l’uscio di me stesso…

    Retrocedo!

    Almen per ora…

     


    II.

     

    Quando in tal profondo

    Le ceneri troveranno d’arder di novo,

    Quando le mie bagnate illusioni

    Verran meno…

     

    Allora varcherò come re di me stesso…

    Tal soglia… ma ora…

    Ora? Perché?

     

    Non ha senso… entrar nel profondo …

    Tanto vale guardarsi allo specchio

    E fissar occhi che non conosco.

     

    I miei.