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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

29 dicembre 2012 alle ore 19:10

La sua canzone

Dal calore
di questa terra
Grembo di madre

Danzo tra foglie
riposte dagli alberi
a piume leggere
Sui passaggi distratti

Occhi lucidi
Mani di braccia
gentili

Canta la sua canzone
al tramonto
Stelo inginocchiato
alle onde
Che forti
e poi piccole
S'addormentano
nelle rocce

Umano coraggio d'amare

Dalle labbra il pasto nudo
della fede
Quale Dio
quale padre ?

Poi le braccia di bambina
il sorriso aperto
di finestra
spalancata
Come piazza
nei giorni di festa

Cammino
su manti di stelle

Nell'unico cielo
possibile

A noi
poesie
con luci
tutte intorno
Rischiarano
il mattino
interno

La sua canzone
d'incertezza
s'accorda
a quelle nuvole

A lui
poesie
con fiaccole
Tutte intorno
Si cullano
nell'eterno
ritorno

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