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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

02 settembre 2014 alle ore 12:56

Allegro andante - Intermezzi

Il racconto

Quella sua vita era piena di segni e respiri lasciati in balìa dei venti, appesi su alberi come bambini lasciati a dondolare raccordando la terra al cielo.

Ci sono io poi. Ma cos'è la parola io? La rivendicazione superba d'esistenza? Una partita a scacchi col destino, o forse il vessillo egoistico d'una traccia di permanenza che tutto sa e tutto vede?
Abbandono questi lacci e riprendo l'essere. Sono quindi colei dell'aria e le stelle senza ossa e sangue e, allora, non m'accontento di arrancare, sopravvivere, non mi basta l'aria che respiro.  E in questa milizia rigorosa  di brame, mi prendo il vento e l'altrove.

I segni, gli oracoli alchemici, la gioia senza ragione, la mente senza nuvole di pensiero. 

Voglio la parte di me che torna, l'ala che manca al lancio nel vuoto. Te.
Voglio tutto di te.
Voglio tutto di me. 

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