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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

18 aprile alle ore 21:07

Gilda

Intro: "Ed ecco, una donna che era in quella città, una peccatrice, saputo che egli era a tavola in casa del fariseo, portò un vaso di alabastro pieno di olio profumato; e, stando ai piedi di lui, di dietro, piangendo, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l'olio".

Il racconto

Cammina coi suoi tre figli sdentata e prosciugata di deserto. Come tigre famelica protegge i suoi cuccioli autoritaria e dura. Cammina con l'inganno che il tempo possa restituirle un mondo negato.
Fa l'elemosina e striscia con le pareti dell'anima con un coltello, a pungolare l'inedia di chi la scruta, come si fa coi rottami.
Una macchina sforna bambini, pezzo di carne consumato e ricacciato dall'inferno ancora non abbandonato.
Gilda si trascina per le strade della coscienza quando in un giorno cattivo, abbiamo compreso di avere il brivido di una stessa ferita.
In quegli occhi dove si affaccia il mio stesso abisso.
E Cristo in croce
morì anche per noi.
Nel nome del padre
e per Maria di Magdala

 

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