username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

02 dicembre alle ore 16:24

Numero 7

Il racconto

Me la ritrovo spesso davanti quando soffia un vento di quelli violenti  come sciabolate capaci  di frantumare anche l'amianto. 
Sento le sue grida fin sopra la mia camera, mi affaccio per assicurarmi che vada tutto bene, col  controllo dei lupi adulti che proteggono i cuccioli altrui messi al mondo per errore e dimenticati nelle strade indifferenti. 
Ha i capelli scuri  d'ebano ed occhi senza pupille, comunica male perché nessuno le ha insegnato a parlare e si chiama come me. Lisa.
Lisa è un nome sordo.  All'infinito di due forze uguali e contrarie che si annullano. Al presente rimosso,  al passato  diviso.
Cammina su quattro ossa accompagnata da un esercito di fantasmi e nenie crudeli.

Lisa è nome di Dio 
che ha scelto come condanna
la perfezione
Che fa ammalare

È nome di anima
girovaga 

È nome di Dio 
e il suo giuramento
per una promessa
mai mantenuta

Commenti
  • Katia Guido Più che racconto è vera e propria poesia. Malinconica, grintosa e piena di emozioni forti. Molto bella com'è scritta. Mi piace tanto il tuo stile.

    06 dicembre alle ore 14:13


  • Elisabetta Pedata Grassia Grazie di cuore Katia

    06 dicembre alle ore 16:48


Accedi o registrati per lasciare un commento