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Racconti di Elisabetta Pedata Grassia

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  • 22 gennaio 2013 alle ore 11:18
    L'immenso e Erin

    Come comincia: Erin pensò  a quanto avesse ricercato l'immenso . C'è sempre stato il mare , disse. In ogni compartimento della vita ,in ogni fessura emotiva , in ogni totalità c'era quella distesa così netta di
    Illimitato.
    Una sorta di spettro di certezza , un pezzo d’anima dell’universo che , coerente , si incastrava alla perfezione  con la sua .
    Lo zaino era sporco , così come le scarpe di telo di juta  .
    Si avvicinò sempre di più al corso d’acqua , immaginando di guardarsi di spalle  mentre correva a raggiungere quel pezzo mancante . Così entrò in quel giardino di conoscenze .
    Il cielo divenne un tutt’uno con l’oceano . Lei era ferma .  I demoni dello spirito smisero di nutrirsi di passato . Cominciarano anch’essi ad acquietarsi , smisero il tormento e la lasciarono libera davanti alla bellezza terribile e sconvolgente dell’infinito .
    Si precipitò dentro  quello spazio bianco , una lente di ingrandimento che vinceva l’horror vacui della caduta .
    Occhi contemplativi uniti a radiosità d’anima .  Si trasformò in immenso gioco cosmico , tenendo per mano i demoni , ma fluttuando  come conchiglia nel mare-cielo . Erin pensava a quanto avesse ricercato l'immenso . C'è sempre stato il mare , dice.  In ogni compartimento della vita ,in  ogni fessura emotiva , in ogni totalità c'era quella distesa così netta di illimitato .

  • 26 novembre 2012 alle ore 14:52

    Come comincia:

  • 12 ottobre 2012 alle ore 14:49
    Santo da taschino

    Come comincia: Le ore eran  sospese come se qualcuno avesse cancellato il tempo. Con uno schiocco di dita.
    La sera prima aveva incrociato le gambe, pregando in sanscrito alla legge universale, respirando la calma delle stelle  che le avevano  suggerito questo "non sei altro che , un tenero filo d'erba mosso dal vento".
    E il giorno seguente  camminò molto, solitaria, con l'agitazione consapevole che avrebbe incontrato risposte. Forse non ordinate, non programmate o appositamente studiate. Ma incontrò risposte intense.

    "Che bella collana" le disse la vecchina col cappello e due trecce infantili legate con lo spago.

    "Sono sempre attratta dalle cose belle"

    Deambulò malamente per qualche metro, poi si sedette accanto alla ragazza che attendeva . 

    Le campane della chiesa vicina, Suonavano a festa. E fu uno stupore grandissimo ascoltarle, pensava la ragazza, poiché il vento principava a seguire la melodia come accordi d'un'orchestra misteriosa, che arrivavano fino alle labbra della vecchia signora.

    "Ti regalo queste parole, che tempo fa ho inviato oltre oceano affinché il messaggio arrivasse a tutti;  fai lo stesso con qualcuno a te vicino, che ha perso qualcosa..."
    Le passava il testimone, salutandola e ringraziandola come si fa in oriente. Con le mani congiunte, in una sorta di inchino e più che reverenziale, s'ascriveva come atto gentile, di comprensione e accettazione d'una conversazione, che la mente relegava all'irrazionale.

    Ma tutto era al proprio posto, gli elementi sparpagliati trovavano il loro incastro .
    Nell'abitudine poi di veder cambiare in ogni momento stato, cose e persone, la ragazza che attendeva ebbe la consapevolezza che il volto di quella vecchia signora non sarebbe cambiato , né le sue parole, né il messaggio trasferitole. Poiché l'armonia, con delle cuoia invisibili, riportava al centro, dall'esterno, il significato intrinseco di ogni cosa .

  • 30 dicembre 2011 alle ore 11:30
    Ritratto di un folle - Dicembre grigio su tela

    Come comincia: Veste anni 80 ' con la giacca di jeans e il pantalone uguale.

    L'ho visto per caso sotto il  cappello, mentre lucky alza la zampa per irrorare di piscio l'alberello.

    Solo come altri randagi in strada, per compagnia un sigaro slim e il fumo , gli crea un'aura intorno.

    La gente si blocca a guardarlo , ma subito dopo va via di corsa . Scrolla le spalle dicendo senza parole

    " è solo un pazzo , andiamo via "

    I pazzi raccontano i loro segreti al vento

    Farfugliano qualcosa che somiglia

    al parlare nel sonno

    Quei discorsi incomprensibili

    Che al risveglio ci fanno ridere

    I pazzi parlano agli alberi

    scambiandoli per persone

    Un donchisciotte

    O un eroe di sogni

    Un pagliaccio ubriaco

    Cantano le loro canzoni

    in teatri vuoti

    Senza plauso

    s'accontentano di

    passeggiare

    sull'aria

  • 23 novembre 2011 alle ore 15:32
    Non ci sono storie

    Come comincia: Storie che non esistono, c'era una volta una volta che non c'era.

    Ho visto la donna leggere le pagine del mio libro, ha letto di sua madre e sono stata io, a provocare la commozione.

    Vorrei essere più silenziosa d'una piuma nel vento , ma l'anima esce fuori dagli occhi senza catene . E allora tutti mi vedono danzare, allora tutti mi vedono girare come una trottola colorata impazzita frenetica .

    Non smettono di provare amore, bimbe sconosciute che mi rincorrono e mi baciano. Esco fuori chiudo la porta...e mi dico " ma io non ho fatto niente "

    Sì non ho fatto niente

    per sentirmi Ti amo urlato alle  orecchie

    Non ho fatto niente

    né mura solide

    né successo

    né il mio ego celebrato

    niente di niente

    Vola l'aquilone

    senza filo

    Smuovendo l'inamovibile caos

    Brillando come le stelle lontane

    Non parlano

    Luccicano

  • 12 novembre 2011 alle ore 12:07
    Nuda su un cavallo selvaggio - Ebano

    Come comincia: La cosa più intelligente che abbia fatto negli ultimi due anni : entrare in una pizzeria, mangiare e bere birra da sola. Il caposala è stato molto gentile, probabilmente mi ha guardata in faccia. " Accomodati , fuori fa freddo ". Gli altri mi osservano come solitamente si analizzano gli zingari  dal viso ferito .

    Ebbene non sono diversa da loro , non ho alcun posto in cui sentirmi a casa , senza radici, e allo sbaraglio di una sera come questa, mi ritrovo perfettamente in ciò che intimamente sono.

    Un corpo bellissimo che cammina appeso  ad un filo , il seno che danza mentre cavalco la strada, dura e selvaggia di questo paese. Un deserto risputante , uomini e donne che di notte sembrano fantasmi grotteschi.

    Una panchina mi culla nei giardini non proprio curati , fredda e dura , ma accogliente.

    " Tutti dicevano che ero bella come la grande notte africana

    E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera.. "

    Qui è strano vedere una ragazza sola di notte, che scrive in mezzo al vento, con una Ceres sotto il braccio.

    Strano come Antonio, il ragazzo asociale , lo zimbello di tutti. Dice che scrive e legge fumetti di supereroi.

    Ha una camicia nera nel pantalone , una cintura Just Cavalli tarocca, e ascolta musica neomelodica.

    Mi fa ridere la sua parlata, ha diciotto anni, ma sembra ne abbia il triplo. I denti rotti gli fanno emettere strani suoni, quasi schiaccia degli insetti mentre pronuncia la esse e la zeta.

    Ho promesso anche a lui qualcosa, lo aiuterò ad iscriversi a scuola.

    Riprendo il mio cavallo selvaggio e vado nel vento.

    Chiudo il sipario, almeno stasera.

  • 08 settembre 2011 alle ore 15:27
    La Madonna delle mandorle

    Come comincia: Le  passeggiate assolate solitarie  ..i marciapiedie ribollono sotto i piedi come pentole di rame sul focolare.Il capo alzato ed un gabbiano ogni volta,quelle coincidenze magiche che ti spingono sull'orlo del destino.Si sente profumo di preghiera e mandorle,qui,dietro la Madonna.E le donne del paese ti guardano stizzite perché passando,non ritualizzi la persona col segno della croce.Padre figlio e spirito santo.

    Troppi individui per un solo Dio.Però quel profumo si impregna addosso,come un tatuaggio o un qualcosa di cui non riesci a fare a meno.Dolce e delicato come la bambina che mi saluta tutti i giorni dalla finestra.L'abbraccio amorevole che non ho ...e le botte pesanti sul capo simili a tribù dell'Africa.

  • 08 marzo 2010
    Mare

    Come comincia: Incontenibile la voglia, e non saprai nemmeno di me, ora, persa nel fumo, nel catrame. Assuefatta alle idee. Perché scrivere, in fondo?
    Non respiro, da un po' ci riesco raramente. Mi manca il mare, sai?
    Dove sarà mai questo mare? Mi piacerebbe raccontartelo come un libro antico, della sua essenza profonda, di quanto le onde alte, altissime, siano sublimi, pericolose, selvagge e maestose all'imbrunire. Come me.
    Mi spoglierei, adesso, farei l'amore con te, nel mare.
    Guardami.
    Toccami.
    Mangiami.
    Curami.
    "Che ti venga voglia di me." Adesso.
    "Che ti venga voglia di me."