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Autore

Elisabetta Pedata Grassia

in archivio dal 08 mar 2010

05 marzo 1988, Napoli

segni particolari:
Un'acrobata senza rete di sicurezza. 

mi descrivo così:
" (...) Magari fossi una candela in mezzo al buio." M.D.

17 agosto alle ore 13:00

Passamontagna

Intro: Metafore urbane 

Il racconto

Erano in dieci e forse anche di più. Col passamontagna, pistole, e ferri per scassinare. Un'operazione chirurgica, fredda, calcolata. Repentina. Il vomito.
Alle quattro del mattino ho assistito ad una rapina. Ho assistito come si assiste in sala ad un film che scorre sullo schermo.
Come il meditatore testimonia l'avvicendarsi della propria battaglia interiore, senza intervenire. La danza di demoni, il samsara, il fluire incontrollato.

Parlo di fatti, di realtà. Ma parlo anche di metafore. Poco prima un camion mi è passato addosso. Reale. Nel mio stomaco.

Siamo sempre i rapinatori di qualcuno. Il tram senza controllo che si abbatte sull'anima senza ritegno.

Mi è stato tolto qualcosa. Mi è stato rubato qualcosa. Un figlio mai nato, un bavaglio intorno al viso per silenziare di me tutto. L'incomunicabilità che resta e questo rigetto da tenere sotto controllo.

Io butto il cuore oltre l'ostacolo, perché così ho imparato a sopravvivere. Ma ho assistito ad un furto adesso e mi resta solo una pace scomoda.

Respiro, a fatica.

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