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Poesie di Emanuela Siano

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  • 20 settembre 2010
    Love stream

    E a volte basta guardarti perché tutti i malumori e tutte le incomprensioni vengano strofinate via come quando si passa lo straccio della polvere.
    I tuoi occhi strofinano via il brutto.
    Lasciano il bello di noi. 
    A volte basta guardarti. 
    A volte basta per farmi urlare ti amo così forte che mai l’ho detto prima.
    Un ti amo che è tutto ma non retorica.
    Un ti amo che è tutto ma non banale.
    Un ti amo che non ho mai sentito così profondo. Profondo è la parola giusta perché è un ti amo che ha radici.
    Che è così grande e largo da toccare la carne.
    Da sentirlo in superficie sulla pelle, grande da fare male qualche volta.
    Così grande che qualche volta morde e non si trattiene.
    Così grande che a volte come lava non resiste e deve uscire.
    Violentemente piacevolmente scivola su ogni mio organo e ogni mio pensiero e ogni mia emozione. Scivola. Gratta. Accarezza. 
    E ti raggiunge.

  • 20 settembre 2010
    On the shore

    E oggi mi sento così, lasciami sola.
    Oggi lasciami con i miei pensieri e le mie paure
    i miei sguardi di occhi persi nella dolcezza e nella costanza di queste onde
    trafitti dal timore di cadere
    schiaffeggiati da questa brezza. Cullati da questo cielo.
    Lasciami camminare a lungo senza chiedermi nulla.
    Lascia che io mi sieda sul pontile e guardi lontano per vedere un po' di me. 
    O un po' di noi.
    Lasciami lì con la mia pelle tesa, con le mie mani ansiose
    con il mio cuore aperto, la mia mente calma ma viva.
    Lascia che mi feriscano, che mi uccidano anche. Lascia che io muoia e poi rinasca.
    Il passato è lì, on the shore. Sotterrato, seppellito come un fossile prezioso ma morto. 
    Il presente è tra queste onde. Il futuro all'orizzonte.
    Lascia che sia, oggi, non chiedermi niente.

  • 26 aprile 2007
    Feeling empty

    Stasera vuoto.
    E silenzio.
    E solitudine.
    E piango.
    E voglio stare da sola.
    E tu non ci sei.
    Lasciami stare. Non sono per te.
    Fragile come una bambina, stasera.
    Basta un soffio per farmi cadere, stasera.
    Cinica e fredda per allontanarti. E ci riuscirò. Anche stavolta, ci riuscirò.
    Anche stavolta vedrai, farò vincere la paura.
    Scusami. Perdona i miei sbalzi d'umore. Il mio essere così... stupida debole stanca orgogliosa.
    Ma così mi sento.
    Forse gli ormoni fanno i capricci, forse malinconia, forse mancanza, forse tristezza, forse impotenza, forse delusione.
    Forse rabbia.
    Forse desiderio.
    Forse niente. Forse tutto.
    Stasera vuoto.

  • 26 aprile 2007
    Carpe diem

    Sto male proprio perché io me lo perdo l’oggi, me lo perdo eccome..

    qui a chiedermi perché star male per niente
    qui a piangere su niente
    sull’amore e l’odio che sento che provo umanamente inevitabilmente e che non so gestire
    amore e odio che come radici s’insinuano nella pelle sulla pelle nelle vene negli occhi nel respiro e minacciano crudeli tutte le mie ossa, la mia corazza, il mio tronco, le mie certezze
    eccome se me lo perdo l’oggi… ne ho persi così tanti…
    per orgoglio per pudore per paura per debolezza per egoismo per gelosia per stupidità per immaturità
    mi sono persa moltissimi oggi
    per egoismo e per orgoglio e ancora lo ripeto
    per egoismo e per orgoglio
    insano sporco putrido vigliacco diabolico perverso cattivo
    egoismo e orgoglio
    paura insensata radicata eccessiva
    paura
    del passato, del futuro: del niente
    qualcosa che non esiste
    e se esiste vive e prende forma tra i neuroni del mio cervello piccolo e umano
    tra la mia immaginazione e i miei ricordi
    amore e odio che mi riempiono e non si sfogano
    amore e odio che mi feriscono mi crocifiggono mi graffiano mi penetrano mi frustano
    amore e odio che mi rincorrono mi perseguitano mi sconvolgono mi rapiscono mi trasformano
    e le mie mani perdono calore
    il mio sguardo è liscio e piatto come il ghiaccio
    la mia carne si spegne, le mie gambe sono rigide
    tutto il corpo è rigido
    l’odio è arrivato
    ma l’amore dov’è?

  • 26 aprile 2007
    Maledetta password

    E allora che fai mi lasci lì come una bozza come una draft mail come un niente una parentesi mai vissuta

    Eppure io quella parentesi l’ho vissuta ce l’ho sulla pelle nel cuore porto i segni negli occhi sulle mani nella mente per sempre

    E tu che fai ti comporti come un estraneo come uno stupido e dici che di me non t’importa niente che è già tanto se mi concedi una risposta a un mio saluto ma come avrò fatto a farti sentire così importante mi stupisco e tanto e non capisco

    Poi cerchi di spiegare ma sono parole piene di rancore e disprezzo e mi chiami pazza solo perché ti ho sempre cercato e mi chiami ipocrita quando sai bene che non lo sono e mi dici che non t’importa di me quando un tempo ero tutto ciò che volevi o almeno questo è quello che mi hai fatto credere e che ho voluto credere perché ne avevo bisogno – idealizzazioni

    E mi spegni così come una qualsiasi fiamma passeggera
    E mi pugnali alle spalle come un qualsiasi nemico
    Sei vigliacco allora sei un buffone davvero
    E io che credevo ma che credevo?
    No, mi sono solo sempre illusa
    Tu non sei nessuno per potermi giudicare
    Nessuno per poter avere anche solo una minima opinione su di me

    Nessuno

    E senza ripensamenti mi metti nel trash

    E capisco che le emozioni sono universali.

  • 29 maggio 2006
    Stasera mi basti tu

    E in questa sera così confusa, dove mi sento persa in questa città di ombre di stelle, mi basta guardarti per capire che non serve farsi domande. Non basta.

    Mi basta osservare la tua calma forse apparente, i tuoi movimenti inconsci mentre corri e sogni prati grandi dove stancarti e giocare.

    Stasera mi basta guardare i tuoi occhi così lucidi così veri così puri perché senza peccato senza ragione. Stasera mi basta osservare il tuo istinto, naturale come te.

    Stasera mi basti tu Cook’, mi basti tu.

  • 30 marzo 2006
    Rojo

    Se fossi un colore

    sarei

    rosso

    come il sangue che temo

    e che mi accende

    come il fuoco di quel camino

    come il sole

    universale

    unico

    caldo

    come le guance imbarazzate

    infantili

    ingenue

    come un tulipano

    come il petto di questo uccello

    come le fiamme di quel falò

    alte

    accoglienti

    nostalgiche.

    Rosso

    come le labbra quando ti desiderano

    come queste vene quando di passione pulsano

    come una lacrima amara

    ma sincera.

    Rosso

    come un sorriso

    come l’istinto

    come un pomodoro d’estate.

  • 30 marzo 2006
    Fidati

    Ho visto il seme e il suo frutto.

    Ho visto foto di Africa e di guerra

    che per quanto io non conosca

    mi appartengono.

    Chi sono?

    Poi osservo il seme e il frutto

    crescere

    giorno dopo giorno

    con costanza

    e capisco.

    Poi osservo quelle foto e quelle gocce di mondo

    e capisco.

    Accetto.

    Accetto il dono.

    Poi guardo i tuoi occhi

    mi ritrovo

    e mi riempio.

    Poi ammiro le mani

    sorrido

    e mi stupisco

    della potenza

    dell’ autorità

    della massima semplicità di cui sono padrone.

    Poi spio il pettirosso

    mi fermo a contemplare il cane che dorme

    l’alba che sorge mai stanca

    o il mare che cammina paziente

    e mi convinco

    che la ragione

    spesso

    inganna

    e confonde

    invece di lasciarci liberi.

    Poi ti guardo ancora

    mi riempio ancora

    e desidero sia amore.

    E capisco

    che non serve

    domandarsi

    chiedermi

    chi sono.

    Sorrido di nuovo.

    Per me, per te

    per il pettirosso e il seme

    per il cane, l’alba e il mare

    resta

    solo

     

    fede.

  • 30 marzo 2006
    .

    “Sei nell’anima” e lì ti lascio, lì ti poso ti deposito ti cullo e ogni
    tanto ti richiamo
    come se fossi sempre mio, come se il tempo non fosse passato, come se
    per incanto tutto potesse essere come ho sempre sognato
    amore idealizzato
    da anni da secoli
    e sognato
    soltanto sognato
    è questione di magia ne sono convinta, una magia rara strana
    magari di una sera
    magari di un bacio
    un bacio cercato voluto bramato idealizzato sognato
    non soltanto sognato
    questa volta è vero è qui
    l’hai sentito anche tu? la magia, l’hai sentita anche tu?
    così mi fai quasi pensare che tu sia mio e che io sia tua
    sciocco che sei! ci sono quasi cascata, ancora
    mi hai quasi fatto credere che io sia tua e che tu sia mio
    eh, sarebbe bello, no? non sarebbe meraviglioso se tutto, ogni cosa,
    ogni momento, potesse essere come quella magia?

    come quella sera, come quel bacio?
    un’emozione così grande così unica così intima
    come quando t’innamori la prima volta
    come quando ti sembra che il mondo e la vita stessa ti sorrida e che
    Dio abbia per te un occhio di riguardo
    come se il sole fosse lì solo per te, come se il mare fosse lì solo per te
    come se tutto fosse lì per te e per la tua gioia
    come quando t’innamori
    il primo bacio
    non si scorda mai
    il primo bacio
    la magia
    il primo bacio
    che si ripete ogni volta che è te che bacio
    il primo
    che si ripete
    la magia
    che si ripete
    che meraviglia se tutto ciò fosse per sempre
    .

  • 21 novembre 2005
    E' inverno

    Le gocce sul vetro
    Suonano
    Bussano;
    così il sangue, il mio,
    accelera e riempie carne giovane
    che trema
    e vive.
    La pioggia cade veloce
    Costante
    E bagna i miei occhi
    Lacrime asciutte
    In questa notte d'inverno.
    Il rumore del cielo mi confonde
    Mi porta lontano
    In ricordi gelidi
    Scaldati solo dal respiro
    E dal battito irregolare del mio cuore.
    Sospiri malinconici. Per te. Per me.
    Accarezzo piano i pensieri
    I sogni:
    quelli vissuti, quelli impossibili.
    Apro le mani
    Per amare
    Ancora
    E stringere
    Con tenerezza
    Le emozioni. Tutte.
    Ti amo.
    Ma ssssh...
    È un segreto.
    E' un sogno.

  • 21 novembre 2005
    Eccomi.

    Apro il petto.

    Sfoglia le pagine della mia storia e commuoviti

    per ogni dettaglio umano.

    Leggimi.

    Poi tienimi

    e abbracciami forte. Adesso.

    Non domani.

    Non vacillare, stringimi forte. Senza forse.

     

  • Nessuna risposta.

    In questa assenza e mancanza mi sento galleggiare sospesa nel dubbio

    e nel futuro.

    Stasera mi sento fragile più di altre volte. Agitata, stanca.

    Nervosa perché c’è ancora troppo da dire e da fare, e forse più niente.

    Sono qui

    pensando che virtualmente si può trovare qualche soluzione.

    Aspetto.

    Ma so che è inutile.

    E’ come aspettare Godot. Non arriva mai.

    E’ meglio vivere che stare seduti a pensare che domani andrà meglio.

    Ho paura di essere felice.

    Ho bisogno di te,

    ho bisogno che mi liberi da questo peso di stare a terra.

    Rapiscimi.

    Portami con te, trascinami se è il caso.

    Ho bisogno di te,

    dei tuoi sogni per non sentirmi sola con i miei che sono lì da un po’.

    Tienimi stretta dimmi che non cambierà niente

    dimmi che non ti perderò mai.

    Ho bisogno di te.

    Continui ad esserci. Nei miei occhi, nei gesti, nelle parole.

    Non smettere mai di cercarmi.