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Autore

Fedel Franco Quasimodo

in archivio dal 04 dic 2006

04 agosto 1960, Catania

mi descrivo così:
57 anni, impiegato scritti aforismi, poesie introspettive, sociali, religiose, numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali; presente in varie antologie. Accademico dell'Accademia Costantiniana di Palermo; Accademico e Cavaliere della Cultura Dell'Accademia il Rombo

25 agosto 2011 alle ore 10:24

Il grande concerto

Sette stanze buie
Giacciono fredde,
sganciate da un’anima.
Ed ecco, incantato scorgo
Una giovinetta,di sfolgorante
Bellezza;
inebriata di sole;
Spegne la sua arsura
In un’oasi fresca e verdeggiante.
Si fa sera.
Il palcoscenico stellato
Offre un concerto d’eccezione.
Musiche di pianoforte:
i piu’ grandi musicisti della storia,
suonati e arrangiati,
con un estro che non ha eguali.
Cori di serafini,
con voci baritonali,
accompagnano
la fresca giovinetta.
Stuoli di putti alati
Le danzano intorno,
con riverenza,
intonando salmi di gloria.
La Passione e la Resurrezione
Di Gesu’,
celebrati con mistica
e poderosa armonia
di suoni e colori.
I Profeti Geremia e Isaia
Applaudono appassionati
L’artista di Grammichele;
si commuove, fino alle lacrime
Samuele.
Un aureo Rosario,
cinto sul collo
dalla Vergine Maria.
Come un dolce rivolo d’acqua
La pace del Signore
Scende silente,
nell’oblìo di ogni colpa.

“Il primo giorno dopo il sabato Maria di Magdala e l’altra Maria si recarono alla tomba. Ma,entrate
Non trovarono il corpo del Signore Gesu’. Ecco due uomini apparire vicino a loro:”Perche’ cercate
Tra i morti colui che e’ vivo? Non e’ qui e’ risuscitato” Dal Vangelo S. Luca 24, 1-12



 a mamma Giuseppina,recentemente scomparsa

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