username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

in archivio dal 09 dic 2005

Giuseppe Napolitano

12 febbraio 1949, Minturno
Segni particolari: Appassionato di poesia da sempre ma poeta ancora in via di definizione.
Mi descrivo così: Testardo possibilista aperto al dialogo purché nel segno del rispetto reciproco.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
elementi per pagina
  • 14 dicembre 2021 alle ore 10:37
    Ottomarzo

    per Antonio
     
    Quanta bellezza appena
    sfiorata
    che non hai potuto cogliere
     
    (non avresti dovuto nemmeno)
     
    e conservi però integra
    tua
    imperdibile per non averla avuta…
     
    Isernia, Iridio, 8 marzo 2019

     
  • 14 dicembre 2021 alle ore 10:36
    Il treno della vita

    a Patrick
     
    Passeggeri nel treno della vita
    fingendo o distraendoci a caso
    evitiamo di conoscerci – a volte
    paurosi di scoprirci o scoprirci
    in altri a noi simili – specchi
    in cui vediamo si rompe il nostro volto –
    difficili frammenti a ricomporre
    l’umanità che siamo sempre in viaggio
    passando una stazione dopo l’altra
    per una meta ormai fatta miraggio
    e schermo all’impotenza di arrivare
     
     

     
  • 14 dicembre 2021 alle ore 10:27
    Whish you were here

    Wish you… ma sai non potrebbe esserci
    perduta alcuna ipotesi – "qui" ormai 
    non c’è posto per nuovi esperimenti
    :da gran tempo la favola si è spenta –
     
    e la porta chiudi ad altre direzioni
    sapendo quanto fermo sia più comodo
    attendere che qui poi capiti per caso
     
    però contento anche se non arriva
    a turbare l’apparenza conquistata
    ma soddisfatta di tranquillità
    – continuando a rosicchiare piano piano
    l’ultimo investimento che vanisce
     
    ahi quanto… e sai che pur correndo il rischio
    non l’hai trovato così duro il cammino
    – piuttosto agevole anzi e favorevole
    alle tue solite piccole imprese –
    consapevole e contento che altri limiti
    senza paura non li avresti superati
     

     
  • 14 dicembre 2021 alle ore 10:25
    La vita del poeta

    Non ha finestre 
    – non ha pareti –
    ci sta lui solo a vivere le vite
    che gli passano intorno
    facendone poesia –
    e non rubare a chi di lui si fida
     
    Non ha tempo di annoiarsi il poeta
    – stancarsi non può –
    non ha sonno:
    vegliano insieme a lui le esperienze
    e le pene e le avventure
    conosciute per caso
     
    Ha sempre tanto da fare – l’officina
    tutto ripara delle sue parole –
    preoccupato di accendere altri fuochi
    alimentando scintille
    se la fiamma vacilla
     
    Ha sempre tanto da dire – se indovina
    la chiave per uscire:
    se parla chiaro –
    tanto lo sa che poi le sue parole
    le più belle magari
    volano via
     
    È vita che non teme e non riposa
    la vita del poeta:
    ha paura soltanto che un colpo di vento
    gli chiuda la porta
    nascondendo un inganno
     
    È così che vive la vita il poeta –
    mosaico difficile a comporre
    – passo passo per non la sciupare

     
  • 14 dicembre 2021 alle ore 10:24
    Ulisside

    Per quanto riesca a sospendere il viaggio
    – per quanto una pausa consenta il riposo – 
    ti aspetta di nuovo (e non sempre dispiace)
    il pelago aperto (virtuoso richiamo
    di conoscenza – e se Ulisse ti chiama
    all’impresa non sai rifiutare
    il folle volo che conferma l’uomo)
     
    e allora tuffandoti cerchi di giungere
    presto che puoi alla riva lontana
    dove tu speri ti aspetti qualcuno
     
    – chi possa darti uno specchio sincero
    al quale chiedere lumi: la via
    per tornarmene a casa qual è?
    e ancora e ancora più lieve la sosta
    se già ripensi ad altri cammini
    ad altre imprese ad altre finzioni
    di te che cerchi e non sempre poi arrivi

     
  • 14 dicembre 2021 alle ore 10:22
    La risposta figlia mia (variazioni su Bob Dylan)

    E se Bob ancora chiede quanto tempo
    quanto tempo ti ci vuole ad essere uomo
    non hai pronta la risposta e non è vero
    che se l’è portata il vento – l’hai perduta
    quando ancora avresti avuto tutto il tempo
    di rincorrere anche il vento e farla tua
    (ora provaci a forzare la tua sorte
     
    *
     
    per sempre giovane finché mi sei accanto
    seguirò l’apprendistato dei tuoi anni
    e presto o tardi sarò pronto a regalarti
    l’orizzonte che non ti risponde ancora
     
    proprio come una donna figlia mia
    sappi che non è facile: non cambiano
    le tue moine il corso degli eventi
     
    se davanti un mondo ostile si presenta
    agli occhi tuoi di bambina che cresce
    e non ha che da aspettare
    e non ha che da credere – in sé
     

     
  • 10 dicembre 2005
    Un varco nel dolore

    Ambulante album / che paura!

    di smarrire anche un pezzetto soltanto

    dell’infinito puzzle / mi trascino

    appresso addosso esibendole anche gratis

    le figure innumerevoli del mio essere

    frammentario in cerca di collante

    che mi fissi una tantum...

    non merito granché - troppe rinunce

    hanno marcato i passi di un cammino

    spesso più incerto che volenteroso

    più occasionale che controcorrente

    - abbacinante buio nella coscienza
    tabula rasa dei princìpi buoni -
    e somiglio finalmente all’animale
    istinto/azione oltre ogni ragione
    - lacrimano però queste giornate
    appena un varco lieve nel dolore
    scava la verità di un sentimento.

     
  • Sei finito - chissà (forse è vero

    che si finisce chissà dove) - lontano

    lontano mille miglia o 2000

    anni luce come disse il vecchio Mick:

    2000 light years from home

    da me da questa casa

    e può darsi finalmente

    tu stia meglio lì  in another land

    incontrandoti davvero con Elvis

    e John e tutti quelli che cantarono

    le nostre mai dimenticate canzoni

    (di ragazzi che sognavano da grandi)

    e ci hanno preceduti nel volo.

     
  • 10 dicembre 2005
    Inseguimenti

    Le parole - quelle - una volta

    che ti sei fatto raggiungere nemmeno

    a cacciarle via di rabbia se ne vanno

    liberando te e gli altri dall’incomodo

    di doverle sopportare - essenza

    di carta parlante - se rallenti

    solo un po’ nella corsa frenetica

    puoi permettere loro di prenderti

    per mano accompagnandoti dove

    loro sapevano già e in compagnia

    l’animo più forte sa che dire

    scivolando sulla vita che ti parla.

     
  • 10 dicembre 2005
    La forza della bellezza

    Potessi (come si fa?) scolpirei nella tua mente
    a dimensione naturale proprio quella che sei
    come sei con la tua forza la forza del tuo sguardo
    per riempire nuovamente per riempire interamente
    (e convincerti che è bello)  te della tua bellezza
    e se naufragassi dove non potermi più trovare
    Venerdì avrebbe le bionde tue fattezze - e i colori
    della vita sarebbero quelli di una vita con te -
    se davvero  chi ricarica  tu sei.

     
  • 10 dicembre 2005
    SMS da Campodimele (a Irene)

    Quando aspetti e sai che torno presto presto

    non aspetti più contenta  non ti sembra

    che nel tempo a separarci basti un attimo?

    che nel tempo ci separi solo un attimo

    e quell’attimo però non passa mai…

     
elementi per pagina