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in archivio dal 18 giu 2014

Giuseppina Manfredi

Genova
Mi descrivo così: Traduttrice di professione, lettrice per passione, scrittrice per diletto.
Curo due blog, amo il cinema, i viaggi, l'ambiente e gli animali. I miei scritti sono lo specchio degli interessi che coltivo e anche un mezzo di riflessione su tematiche a me care.       
Mi trovi anche su:

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  • 08 giugno alle ore 11:35
    Il nostro tempo

    Prende forma
    tra parole di conforto
    e sguardi attenti,
    progetti futuri
    e ricordi passati…

    Si porge
    come un fiore
    al vicino di cuore

    Ma al profumo
    subentra il brillio
    del diamante…

    è il nostro tempo
    per gli altri.

     
  • 08 giugno alle ore 11:34
    Treni

    Treni di ricordi

    percorrono paesaggi lunari

    tra aridi sassi

    e terreni spenti.

     

    Fermate annunciate

    riportano a un eterno,

    stagnante presente.

     
  • 08 giugno alle ore 11:33
    L’aiuto

    Il capo chino

    di un bocciolo di rosa

    chiede di trovare udienza

    ma trova sordi intorno

     

    Acqua e sole

    potrebbero bastare

    a rigenerare un essere

    piegato dal tempo

    con quel

    che porta dietro.

     

    Così, Attenzione e Ascolto

    squarciano il velo

    di un incallito rigore

    per riportare in vita

    l’arido terreno

    che debolmente sostiene

    il capo chino.

     
  • 04 aprile alle ore 18:36
    Andare avanti

    Imporre l’ordine

    dove il caos

    ha trono…

     

    pur sgranellandosi

    nella furiosa tempesta

    che maledetta avanza

    con trionfante incedere.

     

    Piantare semi

    nella roccia dura,

    mostrando fieri

    la tenacia

    dell’erica.

     

    Diluire a dismisura

    le gioie raccolte

    goccia a goccia

    nell’arsura.

     
  • 31 marzo alle ore 10:55
    Sollievo

    Nidi di rondini
    si sfaldano
    sotto il lento
    gocciolio dell’inverno…

    Tu, rugiada,
    vieni a me
    come angelo di cristallo
    per consolarmi.

     
  • 31 marzo alle ore 10:54
    Cerchi di fuoco

    Piogge scroscianti
    aggrediscono il suolo
    come copiosi pianti
    rigano il viso
    quando ogni
    speranza di sole
    si scioglie
    nei deliri dell’anima,
    persa
    dentro cerchi di fuoco…

     
    Lavare via tutto
    è desiderio intenso.

     
  • 31 marzo alle ore 10:51
    Buio della mente

    Spegnersi come il fuoco
    sotto i colpi dell’acqua
    che inclemente si abbatte…

    e riaccendersi,
    per poco,
    al primo riverbero di sole.

    Triste la condizione di chi
    più non domina se stesso
    né quanto di vivo lo circonda

    Assistere imperturbati
    al lento e incontrastato
    corso delle cose
    e non coglierne
    che il più flebile segnale

    Un volto amico
    non basta

    Una parola
    non basta

    Ed è buio

     
  • 26 febbraio alle ore 17:41
    Fiocchi

    Chicchi danzanti
    si inchinano all’asfalto
    punteggiandolo
    di fiori bianchi e schiusi,
    calde promesse
    del sole di domani,
    ora dormiente.

     
  • 03 febbraio alle ore 12:26
    Sentimenti e sogni

    Lungo è il sentiero

    che conduce all’orizzonte

    della serenità

    tanto invocata…

     

    dove ogni cosa

    è profumata quiete,

    esaltante  leggerezza…

     

    dove un arco

    di sublimati colori

    congiunge sentimenti e sogni…

    dove la mente

    si libera dal corpo

    e in esso ridiscende

    per insufflare vita.

     
  • 08 ottobre 2017 alle ore 16:30
    Il tempo si annulla

    Vola il tempo
    e neanche te ne avvedi

    Parole trappola
    che non mollano la presa

    Emozioni che, in vorticosi viaggi,
    ti trasportano in mondi paralleli e vasti.

    Pensieri che rimbalzano
    da terra a cielo
    manovrati da prestigiator astuto
    che gode a intrattener
    intelligenze vive…
    e a incuriosirle
    con parole
    su cui l’occhio senza stancarsi indugia…
    per ripartire dopo,
    con implacabile urgenza,
    verso un’altra meta.

     
  • 03 agosto 2017 alle ore 18:29
    La pittrice

    Cupo,
    come il cielo dopo il saluto del sole

    Mesto,
    come il campo senza i fiori

    Spento,
    come il cielo senza le stelle

    Vano,
    come il canale
    senza l’acqua

    Questo, a volte,
    il ritratto di un istante…

    ma la mente,
    empatica pittrice,
    si affretta a ricomporlo
    con i colori del fuoco.

     
  • 03 agosto 2017 alle ore 18:27
    Soffitta

    Cose smarrite
    eppur legate al cuore

    Scrigni dischiusi
    e riempiti di sogni

    Gomitoli di storie
    da svolgere e raccogliere

    Tappeti che conducono
    in un caleidoscopio
    di mondi ed epoche perdute…

    dove il tempo si azzera
    e le emozioni sgorgano,
    impetuose e inarrestabili.

     
  • 03 agosto 2017 alle ore 18:26
    La forza delle parole

    Com’è dolce indugiare su parole
    che effetti mirabili producono
    quando l’anima in ascolto si pone…

    Come un prato che abbonda di profumi
    e con nuvole di margherite avvolge…

    Come un cielo
    striato di bianco,
    di rosa,
    di grigio,
    di arancio,
    di viola…

    Come un pesco superbo
    che tutt’intorno il suo splendore sparge…

    Così, le parole scorrono
    e assumono forme e venature
    che a superare gli argini della vita
    spingono.

     
  • 28 giugno 2017 alle ore 18:42
    Occhi di giada

    Occhi di giada, sgranati,
    squarciano il buio
    dell’anima triste
    cercando ansanti la luce
    di un cuore pulito
    che in un abbraccio sincero
    li accolga e li scaldi

    Occhi di giada, socchiusi,
    sognano carezze
    e tenere promesse
    che il loro affetto
    avrà il peso dovuto
     
    Occhi di giada
    mai più vedranno
    l’oscurità di chi,
    svanendo,
    quasi annientò
    la loro sete di vita.

     
  • 07 giugno 2017 alle ore 19:00
    Viandante perso

    Vorrei gioire
    di giochi di libellula
    per disegnar sul volto
    la lucente mezza luna
    che di cristalli accende
    la notte più buia.

     Vorrei gridare al sole
    di bruciarmi dentro,
    di covare e covare
    braci ardite
    di progetti e sogni
    che oggi chiamo vita.

    Agisci, sole, agisci!
    Produci su di me
    gli effetti chiesti!

     
  • 11 aprile 2017 alle ore 11:49
    Fortuna

    Se potessi accattivarmi Buona sorte,
    lo farei con dolci e mille torte…

    ma se tento di afferrarla
    lei mi sfugge…
    e rincorrerla, credete,
    mi distrugge.

    Civettuola come dama appare
    e non brava a soddisfare le altrui brame
    se non con artifici e trame

    Eppur non chiedo che di gloria mi ricopra
    né che mi porti in volo ad alta quota…

    solo che Luce dopo tanto torni
    e il suo trionfo si canti
    al suon di liuti e corni.

     
  • 11 aprile 2017 alle ore 11:44
    Orrore

    Menti turbate

    da inumane scene

    Cuori percossi

    da dolore e angoscia

     
    Respiri morenti

    su volti che impetrano vita

    Crudeltà oltre l’inimmaginabile

     
    Difficile trovare parole

    per descrivere l’inferno

     
    L’orrore rende muti.

     
  • 12 marzo 2017 alle ore 12:18
    Nubi

    Nubi si agitano

    sopra l’orizzonte

    che ne raccoglie l’essenza

    goccia dopo goccia

    e la disperde

    nei colori mutevoli del tempo.

    Dal grigio ceruleo

    al blu zaffiro

    al verde smeraldo

    è una tela che ora ti appaga,

    ora ti angustia,

    distillando sogni

    dal  viaggio

    che dalla cima dell’onda

    ti depone a riva.

     
  • 01 marzo 2017 alle ore 11:15
    Ponte

    Un ponte impercorribile
    separa le vite
    come due opposte sponde

    Così soltanto Pace
    dispenserà sorrisi
    e stenderà letti di fiori
    ai miei passi

    Ma quanto sia reale tutto ciò
    è da appurare

    Possibile estirpare dalla mente
    ciò che materialmente esiste?

     
    Come lo strappo di fitte ragnatele
    da polverose soffitte?

    Ancora non conosco la risposta,
    ma il mio viaggio
    è appena cominciato

     
  • 20 febbraio 2017 alle ore 14:30
    Legami

    Legami sotterranei

    corrono sul filo del tempo

    Si annodano,

    si sciolgono,

    ma sono sempre lì…

    Come chiodi saldi

    si piantano nel vissuto

    a diramar Foschia che,

    indolente e sonnacchiosa,

    deposita ispessite coltri

    per rivestire tutto

    del più profondo oblio.

     
  • 20 febbraio 2017 alle ore 14:28
    Rocce

    Uno sferzante vento

    piega giunchi, foglie e tronchi,

    col forte ammonimento

    di non distrarre mai lo sguardo

    dai punti saldi della vita.

    Nessuno alla sua furia sfugge,

    neppure chi, con acrobatica destrezza,

    prova ad opporsi alla direzione imposta.

    Tutto vano…

    meglio lasciar andare la burrasca e,

    finita questa,

    con impeto abbracciar le rocce

    da cui vorremmo oggi

    scivolar via.

     
  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:33
    Buio

    Cercando di lambire i contorni

    di una vita che di continuo sfugge,

    ti dibatti come preso all’amo…

    di qualche bagliore riempi la mente

    per ricacciare il buio

    che altrimenti inghiotte

    Difficile giostra, la vita…

    si sale, si scende,

    si giunge in luoghi

    dalla profondità insondata…

    dove quiete notti, felici risvegli

    e sogni cullati

    non sono che nebbia.

     
  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:29
    Malattia

    Intravedo negli occhi

    il fuoco che un tempo

    accendeva l’anima di sogni…

    Niente è rimasto…

    Solo un ramo spezzato

    piegato dallo sprezzante inverno

    che di gracchianti risate

    riempie cielo, terra,

    cuore, testa.

    Un indifferente Gelo

    che paralizza,

    confonde,

    stordisce.

    Di rado,

    un tiepido sole

    rispolvera vecchi ricordi…

    finché sarà dato averne.

     

     
  • 23 gennaio 2017 alle ore 11:23
    Lune di sole

    Intollerabili pesi

    incastonati dentro

    lunghi coni di silenzio

    Aria impalpabile

    soggiogata da sospiri e attese

     
    Lune di sole che,

    imprigionate da cornici cangianti

    timide abitano

    porzioni di mare…

     

    dilatate, eterne…

    riempite da voci di gabbiani

    che spezzano l’anima.

     
  • 22 settembre 2016 alle ore 11:29
    Un soffio

    Un soffio…
    che sfiorandomi il viso
    mi porti conforto,
    sussurrando che il tempo
    mi darà pace
     
    Un soffio…
    che rechi con sé
    le parole del cuore
    pronunciate da chi
    realmente amò
    ciò che sono,
    non ciò che sembro
     
    Un soffio…
    che di mille colori
    riempia l'anima
    e la porti a volare
     

     
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  • 03 agosto 2014 alle ore 17:18
    Eddie e la sua arte magica

    Come comincia: Un tempo giocoliere e mimo per le strade di Dublino, Eddie adorava smisuratamente le sue mani, che reputava piccoli strumenti dal grande potere demiurgico. Così, stanco di compiere sterili acrobazie in aria con palle variopinte, aveva deciso un giorno di dare una sterzata alla sua vita e di iniziare a plasmare figure con sembianze umane che, cariche di espressività, potessero raccontare una storia.
    Da qui, era esplosa una prepotente passione per la scultura. Dopo aver appreso la storia e i rudimenti di quest'arte, poco più che trentenne e affascinato dalle sculture di Michelangelo studiate sui libri, aveva deciso di imparare la lingua italiana e andare a vivere a tempo debito in un luogo incantato della Toscana.
    Lì, immerso nella natura e lontano da atmosfere cosmopolite e svaghi mondani, sarebbe sbocciata l'incredibile vena artistica che altri hobby sperimentati nel corso della sua pur giovane vita non avevano fatto trapelare.
    Il ragazzo vedeva se stesso come un originale incrocio tra Edward mani di forbici e Leonardo Da Vinci. Con il primo, oltre al nome aveva in comune il fascinoso look da outsider e la strabiliante magia che si sprigionava dalle mani, mentre con il secondo condivideva la grande ammirazione per paesaggi ameni come quello sullo sfondo della Gioconda.
    Trasferitosi finalmente in Italia, si stabilì in un grazioso e spazioso appartamento di un antico borgo medievale in provincia di Siena.
    Da lì, poté gettare le basi del suo successo come artista, confidando sia nella provvida fonte di ispirazione della vista di cui godeva dal laboratorio allestito in casa, sia nell'efficacia di un potente mezzo di diffusione come Internet, che avrebbe reso note le sue opere in tutto il mondo.
    Dalle mani del "ragazzo straniero", come veniva chiamato sul posto, iniziarono così a prendere forma figure di madri e sorelle, padri e figli, virtuosi e peccatori. Un intero "paesaggio" umano, insomma, vettore di storie con trame ben congegnate e con precise collocazioni in uno spazio fisico ben delineato, indipendente dal resto come un palco pronto a ospitare una rappresentazione teatrale.
    Al culmine degli slanci creativi, come per rafforzarne l'afflato, la mente di Eddie proiettava immagini di veri capolavori che, visti dal vivo, lo avevano fortemente impressionato. Uno su tutti era il Cristo velato, che aveva ammirato durante un viaggio a Napoli. Trovava strabiliante la precisione con cui il velo, dalle infinite pieghe che come rivoli si dipartivano da un fiume, seguiva fedelmente le forme del corpo, e sensazionale la vita che animava il volto del Cristo, traboccante di emozioni e tutt'altro che fisso e silente pur nascendo dalla fredda pietra che è il marmo.
    Mentre realizzava le proprie opere, piacevolmente imprigionato in una sorta di distacco dalla realtà, il ragazzo straniero provava la stessa ebbrezza contemplativa con cui Boccadoro, figlio della penna di uno scrittore che amava molto, Herman Hesse, osservando un giorno una statua raffigurante la Madonna fu colto da una rivelazione tale da imprimere una svolta decisiva alla propria vita, indicandogli chiaramente di seguire il destino scritto per lui, quello di scultore.
    Le figure concepite dalla creatività di Eddie erano l'alfabeto di un suo personale linguaggio legato a esperienze, sentimenti e sensazioni del passato ma anche del presente: vi trasferiva infatti, ora nei lineamenti di un volto, ora in un particolare movimento catturato, ora in una data postura, tutto ciò che assimilava costantemente nel luogo incantato in cui viveva. Quasi volesse ripagare la natura per i doni emotivi che ogni giorno gli offriva, il "ragazzo straniero" riversava in quelle sue creature tutta l'energia che l'ambiente intorno elargiva a profusione. Poteva essere un semplice canto di uccelli, uno stormire di fronde, la melodia prodotta dall'acqua che sgorgava da un ruscello poco distante da casa, l'alba che stupiva sempre per l'intensità struggente, il tramonto dai colori fragorosi.
    Gli piaceva pensare di riuscire a trasferire la vita nelle sculture, dotandole di un metabolismo tutto loro con cui potevano assorbire ogni vibrazione proveniente dall'esterno.
    Col tempo e con l'aiuto di qualche conoscenza fatta sul posto, l'artista, appellativo che andò a detronizzare quello di "ragazzo straniero", creò anche un sito Web personale, allestendo così una degna vetrina per i suoi lavori. Grazie all'intraprendenza e all'efficacia dei social network, riuscì dunque a farsi una fama, non solo come scultore ma anche come uomo, per via della scelta di vita in qualche modo estrema che aveva abbracciato e che suscitava ammirazione.
    In molti amavano infatti le opere del suo ingegno, di certo diretto riflesso di un animo eletto, ma venivano conquistati anche dalla forte personalità che lo aveva indotto ad abbandonare i ritmi mondani in favore di un rifugio in seno alla natura, nonostante la giovane età.
    Tale era il consenso che Eddie iniziava a riscuotere anche nei cittadini del piccolo borgo, di colpo percorso da un'energia contagiosa, una sorta di risveglio dopo un lungo letargo, che le madri di alcuni giovani del posto gli chiesero non senza imbarazzo se potesse insegnare ai loro figli, insicuri e timidi, quell'arte tanto affascinante e dal sapore squisitamente antico in grado, chi lo sa, di proiettarli anche verso il futuro, visti i successi lavorativi che lo scultore stava riscuotendo.
    Vinta l'iniziale riluttanza, l'artista decise di dare lezioni a un piccolo gruppo di adolescenti; poi, resosi conto di avere una sorta di vocazione per l'insegnamento e di poter a sua volta apprendere dai ragazzi, migliorando il proprio italiano con la pratica costante, fu conquistato sempre più dall'entusiasmo. Dati gli ottimi risultati ottenuti, prese dunque una decisione: dar vita a una vera e propria officina di talenti che aiutasse tanti "Edward" del borgo a uscire finalmente dal bozzolo.
    Con l'aiuto di molti volontari, animati dall'idea di realizzare un progetto comune e di pregio, BeCreative divenne così una realtà, affiancata da un motto che ne sottolineava l'intento: "Creare per crescere".
    L'intera comunità avrebbe beneficiato dell'iniziativa, come testimoniò il tempo.
    Oltre all'interesse che l'officina di talenti suscitava nei paesi limitrofi, richiamando un numero crescente di visitatori e turisti, Eddie, ora inarrestabile, aveva avuto anche l'idea di ridare dignità, con un tocco artistico, a vecchi tronchi disseminati un po' dappertutto nei pressi della sua casa-laboratorio. Senza abbatterli, in modo da lasciarli a testimonianza di una vita che fu ma che poteva ancora essere, seppure sotto un'altra forma, ne lavorò dapprima la superficie, per poi ricavarne forme quali fiori, funghetti, rami e altre meraviglie della natura.
    Il tocco finale lo lasciò ai suoi giovani allievi, ai quali assegnò il compito di dipingere l'opera finita con colori vivaci che richiamassero il paesaggio intorno, aggiungendo note di colore che costituissero un'attrattiva per tutti.
    Diffusasi la notizia sul territorio, in tanti venivano a vedere entrambe le realtà ideate dall'artista, che nel frattempo aveva separato il laboratorio dal resto della casa aprendolo alle visite a pagamento. Spinto da una logica tutt'altro che commerciale, Eddie aveva pensato che l'accesso al pubblico a un prezzo simbolico potesse contribuire al finanziamento della propria attività in continua espansione, senza sottrarle però la dimensione intima e speciale che lo caratterizzava, l'anelito da cui aveva preso vita.
    La magica creatura, come il giovane outsider di Dublino amava definire la realtà complessiva messa in piedi, sarebbe stata premiata in futuro con vari riconoscimenti, sia per il prezioso contributo dato per la visibilità offerta a giovani talenti del posto, sia per l'impegno profuso per la valorizzazione del territorio.
    Tutto questo, instillò in Eddie un orgoglio tale da potersi definire paterno e che, puro e scevro da fatui sogni di gloria, lo spingeva ogni giorno a compiere la sua missione: lasciare che l'arte trasformasse dei fragili virgulti in solidi arbusti.