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Autore

Jason Ray Forbus

in archivio dal 12 apr 2010

17 dicembre 1984, Antarctica

mi descrivo così:
Sin da piccolo, ho sviluppato un grande amore per il viaggio e un forte interesse per altre culture che mi hanno spinto a vivere, lavorare e studiare in numerosi Paesi. L'immaginazione è l'abilità più bella che possediamo, e tento di farne ampio uso nella vita di tutti i giorni.

17 maggio 2010

Il blu silente

di Jason Ray Forbus

editore: Il castello dimenticato

pagine: 52

prezzo: 9,00 €

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Il mare e le sue stagioni. La vita e le sue stagioni. Rispecchiare se stessi in un limpido blu di un mare caldo di Agosto o mischiare le proprie lacrime con gli spruzzi delle onde di una mareggiata d’inverno.
È questo “Il blu silente”, il mondo di Jason Forbus, scrittore giovane e raffinato, che suddivide questa sua raccolta di poesie in stagioni, dell’anima, più che dell’universo. Ma la sua anima è un universo su cui galleggia; un universo fatto di acqua, di questo mare silenzioso che ascolta le nostre paure, le nostre delusioni, quel nostro aggrapparci alla vita di ogni giorno.
L’abilità di Forbus sta proprio nel comunicare con questa figura onnipresente del mare. Carpire il ritmo, e addentrarsi nello stesso respiro dell’immensa distesa di acqua, per domandare ai fondali più oscuri, il vero senso di tutti i passaggi obbligati di una vita.
Lui che si definisce “né pescatore, né marinaio né pirata”, vive rigonfio di passione, le varie stagioni di se stesso, rispecchiandosi, ogni qual volta ne ha bisogno, in un’armonia universale: fatta di un fluire di onde lente e acqua salata.
Jason Forbus è un autore sincero nei confronti della poesia, che scandisce i passi della sua vita. Cosciente che tutte le stagioni vanno attraversate. Ma è emblematica la chiusura di questo ciclo, con due stagioni che sono sangue e aria per uno scrittore: la stagione dei sogni e quella dei miti.
Il mito di perdersi in un blu silente ogni qual volta lo si desidera, il sogno di sentirsi quel “fanciullo lontano” raccontato in una delle ultime pagine del libro:
Sulla mia isola abitava un fanciullo un po’ strano. Non aveva un nome, né un posto dove andare. La notte dormiva al faro e sognava il mare […]

recensione di Paolo Coiro

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