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in archivio dal 01 mar 2015

Horion Enky Bizzi Claudio

01 ottobre 1955, Rovigo - Italia
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  • 14 novembre 2015 alle ore 15:38
    IL SENSO DELLA VITA

    IL SENSO DELLA VITA

    Che senso ha la vita,
    quando vuoi lasciarti portare via dal vento,
    perché dove vivi non sei contento....
    Vorresti essere un fiume in piena,
    per affogare dentro tutto quello
    che, la guerra interiore, ti scatena.
    Quanta rabbia nelle tue mani,
    stringi i pugni e rimandi tutto a domani,
    pensando che sia un giorno migliore.
    Hai voglia di seguire la tua mente,
    sperando, tra varie idee, di trovare una soluzione,
    magari viaggiare, senza doverti fermare.
    Fuori piove, se n'é andato il sole
    e le gambe diventano pesanti per camminare,
    senti freddo, è il vento che ti ferma e non ti fa volare.

    Horion Enky

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:57
    Amor che arrivi

    Amor che a me arrivi
    e nel mio cuore vivi,
    ora di te non so più far senza ...
    e quando non ci sei,
    mi manca la tua presenza.
    Amor che vieni e non
    te ne vai,
    ora che ci sei non ti lascerò mai.

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:55
    Oltre il cielo

    Questa notte sapresti indicarmi
    la via per l’infinito,
    dove l’anima vive il tempo di una lacrima,
    o di un sorriso?
    Tenebre che avvolgete tutto il cosmo,
    lasciando risplendere iridescenti stelle,
    come lucciole,
    illuminate minuscole porzioni di cielo,
    nelle notti buie.
    Anima astrale e immortale
    che, ai fili dell’ignoto destino sei collegata
    e a noi, ignari mortali, nulla vuoi insegnare,
    sai lasciare a noi acquisire l’esperienza,
    per maturare il nostro cuore terreno.
    Da questa vita non porteremo via niente,
    solo l’esperienza ci è data da immagazzinare,
    per accrescere un cuore che impari ad amare
    e, nell’anima poi, si vada a riversare.
     

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:53
    DISABILITA'

    DISABILITA'

    Infausti ricordi,
    ora di te rimane solo una sedia a rotelle vuota
    e un cuore che vaga alla ricerca di quell’amore ...
    sofferto e imprigionato in un corpo tradito
    da una mobilità mancata.
    Di un sorriso e una lacrima è intrisa
    questa casa vuota senza di te,
    resta solo la tua invisibile ombra
    correre sui muri silenziosi,
    i quali ospitarono le tue inferma membra.
    Il fruscio delle ruote sembra ancore risuonare,
    ma è solo un’illusione,
    il silenzio fa da padrone,
    impietosa è la fine, ruba e trascina con se ogni casa.
    Eppur ora tu manchi come ogni amore
    che se ne va, così i miei occhi continuano a cercarti,
    ma in un angolo e nell’ombra
    di te vi è rimasta solo una sedia a rotelle vuota
    e il mio amore che continua a cercarti.
    Horion Enky

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:52
    Maledetta malattia

    Ho guardato in faccia la morte
    mentre voleva rubarmi alla vita,
    ho pianto guardando il buio...
    nel momento in cui mi voleva portare con sé.
    Maledetta malattia,
    continui a giocare con lo spirito
    per poterti portare via l’allegria.
    Lacrime cadono su di uno specchio,
    dove rifletto e lotto contro la voglia di perdere
    e di lasciarmi vincere dal male.
    Ma se ascolti la speranza e l’amore,
    ti fanno vincere ogni dolore,
    darò retta alla mia anima che parla al cuore.
    Horion Enky

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:51
    MIA STELLA

    Perché questa notte
    alzando gli occhi al cielo
    ho incontrato te stella?...
    Palladi e immobile,
    mi stavi a guardare
    e io come un Pierrot,
    in silenzio da una lacrima,
    il viso mi sono lasciato bagnare.
    Stella continua a brillare
    e a farmi sognare.

    Horion Enky

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:51
    Ci son notti

    Ci sono notti che non riesci a dormire
    e rimani sveglio fino al mattino.
    Notti dove i ricordi si aggrappano ai sogni ...
    e vivi e ti nutri nel buio di una stanza,
    sopra un letto dove cerchi di assopire la mente.
    Notti dove senti scendere, in silenzio,
    le lacrime a scaldare le guance del tuo viso,
    ricordando i momenti più belli che hai vissuto.
    Notti dove ti manca l'amore di chi è lontano e,
    tra le lenzuola, cerchi inconsciamente la sua mano.
    Notti dove il silenzio è rotto da un solo frastuono,
    il battito del tuo cuore innamorato, che ti tiene sveglio
    e non ti fa dimenticare quell'amore che abbracciavi e baciavi ,
    stringendo fortemente a te.

    Giugno 2012

     
  • 11 marzo 2015 alle ore 16:50
    L'AMORE E'

    L’amore è come un’onda
    che continua ad aggrapparsi
    a uno scoglio,
    l’avvolge e lo stringe abbracciandolo
    e ogni volta che scivola lasciandolo,...
    ne porta via con sé una parte di esso.
    Ma nonostante ciò, continua a perpetuarsi
    finchè non diventerà tutt’uno.
    Horion Enky

     
  • 02 marzo 2015 alle ore 16:25
    CUORE DI GUERRIERO

    Cuore di guerriero ora è un cuore vuoto,
    solo un cuore vuoto che vive,
    abbandonato anche dall'anima
    che si è arresa, spenta e buia.
    La notte regna offuscata da nebbie
    e tu cammini nelle tenebre di giorni tutti uguali.
    Occhi persi, ciechi, che non vedono più il sole,
    non più una luce che illumini le vie del cuore.
    Cuore in pena, che batte nella guerra quotidiana,
    di vivere per amare.
    Solo quello ti resta, guerriero dell'amore.
    Troverai ancora la forza di lottare,
    di accendere la luce del tuo cuore?
    O ti lascerai morire?
    Impugnerai di nuovo le tue armi, guerriero,
     per sconfiggere i fantasmi che oscurano le tue battaglie?
    Nutrirai ancora la tua anima di colori,
    dando nuova linfa al tuo cuore?
    Solo tu puoi, guerriero, poiché sei figlio dell'arcobaleno e,
    dentro te, confluiscono tutti i colori dell'amore.
    Horion Enky
     

     
  • 02 marzo 2015 alle ore 16:24
    QUANTE COSE VORREI SCRIVERTI

    Quante cose vorrei scriverti prima di partire
    per il mio viaggio di non ritorno,
     ma ora non trovo le parole,
    che d’improvviso sono sparite dentro di me
    e non fluiscono più, anche se molti pensieri affollano la mia mente.
     Pensieri pesanti come macigni,
     che non trovano corpo e dimensione.
     Vorrei che, nel momento in cui mi vedrai partire,
    tu mi salutassi con un sorriso, sul tuo viso.
    Ti lascerò, dandoti un forte abbraccio,
    perché tu, sempre, mi possa ricordare.
    Parto, perché questo è un evento
    che accede nella nostra vita
    e noi non possiamo fermare.
    Io seguirò il corso degli eventi,
    che in questo momento mi chiamano altrove.
    Non mi girerò indietro a guardare i mie ricordi,
    per non portare con me nostalgie o passioni sopite,
    perché ogni cosa ha un inizio e una fine.
    Se riuscirò, di te, vorrei portar, come ricordo nel mio viaggio,
    una tua lacrima, che terrò stretta nella mano .
    Ne farò un brillante, che illumini il cammino
    e, quando una notte, alzando gli occhi al cielo,
    vedrai una nuova stella che brillerà più di tutte le altre,
    capirai qual era il mio destino.
     
     

     
  • 02 marzo 2015 alle ore 16:22
    Vamos, adelante, a buscar la estrellas

    Vamos, adelante, a buscar la estrellas
     Gridava il vecchio sciamano messicano,
     esortando i giovani guerrieri
     che danzavano intorno a un falò!
     Le stelle questa notte vi stanno a guardare
     e a loro la vostra anima dovete donare.
     Guerrieri voi siete e la paura nel sangue non avete.
     Le armi che luccicano questa notte,
     non sono fatte per donare la morte.
     Vi sono state date per provare il vostro ardore
     e saggiar la forza del vostro cuore.
     Agli dei vi siete votati
     e loro in vostro onore,
     questa notte con gli occhi delle stelle
     vi stanno a guardare.
     Danzate fino all’alba senza sosta,
     questa notte è speciale
     è quella del rituale,
     dove ogni guerriero diventa immortale.
     Horion Enky
     

     
  • 01 marzo 2015 alle ore 20:10
    PARANOICHE FANTASIE

    Ancor di noi vivremo come non mai,
    respirando la vita anche quando sembra finita,
    lasciando i temporali a scuotere le anime dai fulmini,...
    i quali bruciano i cordoni ombelicali di un passato cruento.
    Fermare il tempo, questo volatile ed inconsistente, etereo pensiero, dove tutto inizia e finisce intriso in un unico "se".
    Cannibali invisibili mangiano i sacri pensieri, suonando macabre musiche, su are primordiali, ad unTao elevato a totem.
    Antica Ut, hai dato vita all'eterna creatrice spaziale,
    con salti quantici ti sei perpetuata in continuo, generando nuovi orizzonti persi nel tempo, che andiamo cercando inutilmente, perché inesistente.
    Inglobati ed assorbiti dal buco nero, i nostri ideali di paranoiche fantasie di conquiste e potere vanno a morire.

    HORION ENKY
    13-02-2015

     
  • 01 marzo 2015 alle ore 20:09
    L'AMORE HA IL COLORE DEI TUOI OCCHI

    L’amore ha il colore dei tuoi occhi
    e il tuo corpo profuma della tua terra,
    di fragranze inebrianti, ...
    che rapiscono i sensi.
    Sì, sei bella come il mare
    e forte come le montagne,
    unica e misteriosa.
    Il tuo canto ti rappresenta
    e le parole che tu scrivi le traduci in melodia
    e con la tua voce le sublimi.
    Bella giovane e forte, orgogliosa tu sei!
    E nei tuoi movimenti,
    mostri tutto il tuo carattere,
    di una donna forte,
    ma con un cuore tenero.
    Tu donna dolce e sublime,
    della tua vita cos’ altro poi volere,
    nient’altro che un uomo che ti ami.
    Non ti sconfortare, l’amore,
    saprà a te arrivare.
    Horion Enky

     
  • 01 marzo 2015 alle ore 20:07
    E CI SARO'

    E ci sarò a seguirti
    come fa l’eco con il vento,
    ripetendo all’infinito il mio sentimento.
    Ti cercherò in ogni istante, ...
    desiderandoti in ogni momento,
    perché tu sarai l’onda
    che tiene vivo il mare.
    Camminerò tra lo spazio del tempo,
    altrimenti l’infinito resterà incompiuto,
    fin quando non ti avrò trovata.
    E non ci sarà alba o tramonto,
    se non riuscirò ad alimentarmi del tuo calore,
    perché nella notte sarai luna e di giorno il mio sole.
    Mi lascerò illuminare dal nostro amore,
    diversamente non vi sarebbe scampo
    quando l’anima chiama,
    se il cuore non risponde, muore..
    Horion Enky ( 23 - 2 - 2015 )

     
  • 01 marzo 2015 alle ore 17:40
    CI HO PROVATO

    Ci ho provato
    a cercare il silenzio tra i rumori,
    voler sentire un solo profumo
    tra mille odori,
    vedere quel tenue colore ...
    dei petali, per amare un fiore.
    Ma mi son trovato seduto sotto la pioggia
    a contare le sue gocce
    e chiamarle, ognuna,
    per il suo nome,
    nessuna mi ha risposto,
    mi hanno lasciato nel mio pianto ad aspettare
    che ritorni il sole.
    Si sveglia il bosco e scaccia via l’inverno,
    per accogliere la primavera.
    Torna a cantar la vita
    al calar della sera,
    qualche goccia mi bagna,
    io ti amo e sto aspettando
    che tu ritorni, mi arriva il tuo profumo, ti vedo
    e quella lacrima che solcava il mio viso
    l'ho già scordata.
    Horion Enk

     
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  • 12 novembre 2015 alle ore 12:34
    Il pendolare

    Come comincia: IL PENDOLARE

    Oggi, per Giovanni, è l’ultimo giorno di lavoro da pendolare,
    la notte è stata insonne, l’ha trascorsa a pensare.
    E' già mattino e la sveglia sta per suonare, ...
    ma la sua mano è lesta a spegnerla, prima che inizi a squillare.
    Questa mattina non intende svegliare sua moglie,
    farla alzare; la lascia quindi riposare.
    Si alza senza far rumore e, con la consolidata ritualità degli anni,
    colazione in cucina con cornetto e cappuccino
    mentre, posato sul tavolino, vi trova già pronto il panino, per l’intervallo del mattino,
    che s'appresta ad infilar dentro la borsa, insieme a due bottiglie di spumante,
    che aprirà con i colleghi, per festeggiare l’ultimo giorno di lavoro.
    Esce da casa come ogni mattino, cinquant’anni di giorni tutti uguali!
    Inforca la bicicletta, per dirigersi alla stazione, in sosta nel cortile.
    percependo dentro una forte emozione, nel salire sul quel treno regionale.
    Rievoca il ricordo del suo primo mattino, di quando era ancora ragazzino
    e vi era salito per andare alla scuola comunale.
    Puntuale arriva il treno e, come tutti i giorni, è sempre pieno
    e, in piedi è obbligato, a questo viaggio è abituato!
    Incontra i soliti colleghi, un saluto muto con un cenno del capo,
    non ha voglia di parlare di partita di calcio, di politica o di lotta sindacale,
    è un giorno in cui tutto questo non lo fa infervorare.
    Si guarda intorno, ma si perde nel pensare, rivedendosi in vari ragazzi
    e nel loro fervente vociare.
    L’amore della sua vita, conosciuto su quei vagoni, era stato coronato da un tempo ormai infinito.
    Mentre fantastica sul suo vissuto, il treno nel frattempo arriva alla destinazione finale.
    Ne discendono tutti e, di corsa, chi a scuola e chi al lavoro, ognuno di loro ha un posto che l’aspetta.
    Giovanni s’incammina, la fabbrica è lì vicina, oggi non ha fretta;
    entra in ufficio e inizia a lavorare, sapendo che, per lui, c’è ben poco da fare.
    A metà mattino, la pausa ed il panino.
    Arriva mezzogiorno, il pranzo, alla mensa aziendale,
    le bottiglie di spumante s'impegna a stappare, il brindisi e il commiato ufficiale, una stretta di mano per ognuno, come ultimo saluto.
    Solo il pomeriggio resta in fabbrica ancora d'arrivare,
    per poi prendere l’ultimo treno e, alla sua dimora, ritornare.
    Giovanni in pensione è tutt'ora, una casetta, con i sacrifici, si è comprato,
    ha ottenuto tutto il tempo da dedicare a quelle cose che, prima, si trovava a trascurare.
    Il figlio, da anni, ha lasciato la natia casa.
    D’ora in poi, lieti giorni l’aspettano e, il nonno, a tempo pieno può fare,
    con il nipotino, accompagnandolo al parco comunale,
    dove, per far venire sera, insieme giocare.
    Horion Enky

     
  • 02 marzo 2015 alle ore 16:19
    La collina dei lunghi fucili

    Come comincia: La collina dei lunghi fucili era lì davanti a lui, come sempre immobile nei giorni della storia; storia di un giorno che non ricordo, ma ben visibile nelle mie memorie. Quella di un giovane che, come tanti, all'alba era già sveglio per un nuovo giorno, cuore di giovane, immerso nei suoi sogni, nel ricordo di un amore lasciato a casa per un ideale di libertà. Pronto con l’orgoglio in mano a combattere per ideali altrui, ma nella sua mente in quel momento c’erano le dolcezze del suo amore per lei che amava. Non pensava alla battaglia che l'aspettava, non sapeva se quel giorno sarebbe stato un giorno di gloria! Lui, non pensava ciò! Lui non sapeva che chi doveva affrontare sarebbe stato un altro ragazzo come lui e che probabilmente aveva i suoi stessi pensieri e pensava al suo amore lontano. Memorie confuse ora turbavano i  pensieri di una vita non ancora vissuta, i suoi ricordi non erano molti, solo quelli di un giovane inesperto, un ragazzo che non sapeva nulla della vita e fiducioso di quello in cui  gli avevano insegnato a  credere. Nella cronaca della storia può essere un giorno come tanti, che non ricorderà nessuno, ma non per lui! Quel giorno era speciale, anche se non poteva festeggiarlo: era il compleanno di lei, i suoi 18 anni, poteva viverlo solo in sogno, di essere con lei, per dirle quanto era grande il suo amore, un amore così grande da donargli la sua vita.
    Quanti ragazzi stavano  crescendo in fretta, perché li aspetta un vero campo di battaglia, non più come quando erano bambini che si affrontavano per gioco e morire era cadere per terra per poi rialzarsi e partire a correre più veloce di prima. Sarebbe stato tutto vero e avrebbero messo il loro destino in mano alla sorte che gli attendeva, dove l’odore della polvere da sparo e quello del sangue si sarebbero mescolati in un unico  acre odore di morte. Ma come poteva un giovane pensare alla guerra quando il suo cuore palpitava solo d’amore, un ragazzo pieno d’ardore, con tanta voglia di vivere. Nella sua mente solo un grido echeggiava ”amore, amore” e più pensava al suo amore e più si sentiva scoppiare il cuore. Gli occhi non vedevano più niente e le sue orecchie non udivano più, sembrava che tutto quello che vedeva e sentiva svanisse nel nulla e che quello che stava per vivere fosse solo un sogno, un brutto sogno. Gli sembrava di essere nella sua fattoria, a poche miglia fuori dal paese, di sentire la mamma che lo chiamava al mattino, mentre per tutta la casa si espandeva quel profumo di colazione. Con un balzo e in tutta fretta giù dal letto, la colazione e con il padre a lavorare tutta la giornata nella fattoria, lavori che scandivano la sua giovane vita. Poi c’era la sera e gli amici, il sabato sera la festa in paese, dove si ballava e là con Ann s’incontrava, bella come i fiori che risplendevano al sole della prateria. Mille corse fatte insieme a lei, rincorrersi tra i prati e sfiniti cadere a terra, tenendosi mano nella mano rimanendo a guardare le stelle nel cielo. Ricordare quel primo bacio così intenso e mai dimenticato: ”dolce e bella Ann , diceva, per me sei nata e questa è la nostra storia, la nostra vita e non ci sarà mai nulla che la possa cambiare, perché il nostro amore è infinito come il cielo”.
    Ma gli squilli di tromba ridestarono la sua attenzione e si accorse che stava solo sognando e tutto era solo una sua illusione. Trovandosi catapultato nella dura realtà, tutto intorno a lui si muoveva e c’era un gran baccano, si partiva in marcia con un fucile in mano, il campo di battaglia non era poi così lontano. I due schieramenti si trovavano uno di fronte all’altro, soldato grigio e soldato blu, ma di fronte si trovava solo della gioventù. Urla e grida, la battaglia era cominciata. Sparò senza mirare, perché non volle dare la morte, ma una pallottola lo andò a centrare portando via con sé il suo cuore e, mentre la sua vita se ne andava, un foglio che teneva tra le mani volava via con la sua anima. Quel foglietto io ho trovato e vi ho raccontato,  questa storia, quella  di un ragazzo che una poesia aveva dedicato al suo giovane amore:
     
    Ciao mio piccolo amore
    come eri bella quel giorno che ti ho conosciuta.
    Scusami ancora se quel giorno per nascondere la mia timidezza sorridevo
    e restavo lì fermo ad ammirare la tua bellezza,
    perdendomi nei tuoi occhi colore del mare.
    Mentre parlavi, gesticolavi con le mani facendo si che
    s’incontrassero con le mie, allontanando quella distanza che c’era tra noi .
    Mentre i tuoi lunghi capelli biondi ondeggiavano come il grano mosso dal vento prima di essere mietuto.
    E una lieve brezza disperdeva il tuo profumo di freschezza d’acerba ragazzina.
    Si mio giovane primo amore.
    Tu sei entrata nella mia vita strappandomi il cuore dalle radici, facendomi innamorare follemente di te.
    L’aria oggi profuma di te nei mie ricordi e la mia mente ti sta pensando mio giovane innocente amore, un amore fatto dai sogni di due ragazzini che pensavano di vivere insieme per l’eternità.
    Solo questo ora è rimasto di te, giovane eroe, solo un sogno e un breve attimo di vita volato via, che la storia non racconterà mai, la storia della collina dei lunghi fucili.