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Autore

Niva Ragazzi

in archivio dal 05 apr 2006

20 dicembre 1952, Poggio Rusco (MN)

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Nel Comitato dei Lettori dal 2011

29 marzo 2007

Il carnevale di Divina

Intro: La storia di una madre e di suo figlio adolescente, il quale un giorno decide che i suoi problemi sono troppi e che la vita non ha più senso. Tutto questo festeggiando il carnevale. Un racconto che lascia l’amaro in bocca.

Il racconto

Sai come sono i ragazzi, no?

 


Ti viene voglia ogni volta di ammazzarli di botte per quel loro modo assurdo di comportarsi e poi coprirli di baci perchè hanno gli occhi chiari e ti guardano in faccia da sotto le coperte a chiederti:


-Domani mi fai la torta?-


Come posso dirti cos'è successo al mio ragazzo.


Ha 15 anni, mio figlio.


Ama tante cose, mio figlio: l'amore esiste in lui e si distende intorno linfa vitale.


Mio figlio a 15 anni ama i libri di James Bond e corre ogni sera al campetto dell'oratorio a far giocare i più piccoli a calcetto, per far piacere al Don, che gliel'ha chiesto come favore.


Mio figlio, a 15 anni, ama leggere ad alta voce le poesie di Pavese e restare ore a strimpellare la chitarra. Io gli grido di piantarla che non ne posso più, e lui mi corre davanti sul pavimento bagnato di cera e dice:


-E' Mozart, mamma! -


Mio figlio, a 15 anni, ama i pantaloni stirati ma corre sui pattini tutto in pomeriggio.


Mio figlio ama guardare le belle ragazze alla TV e poi si chiude in camera e si mette alla finestra con la faccia scura.


Mio figlio, a 15 anni, ama una gatta brutta e grigia che si chiama Divina.


E' successo che, per l'amore che sente, mio figlio ha voluto che anche Divina partecipasse alla gioia del carnevale.


Ed è uscito di casa correndo - Mamma, vengo subito! - ed è andato a comprare un pollo arrosto dal macellaio.


Io gli dico:


-Ma cosa te ne fai? -


Mio figlio risponde:


- E' per Divina, è festa anche per lei! -


Ed è andato nella sua camera.


Io gli ho detto:


-Allora, noi andiamo, fai il bravo....-


Non ero presente: ma nella sala scura del multisala, ne ho sentito come la trafittura in mezzo al cervello.


So com'è stato.


Mio figlio ha chiamato Divina allegro per darle il pollo arrosto e si è chinato sul piattino e con un coltello ha cominciato a tagliarlo.


E per la disperazione d'amore, per la nausea di vedere come le cose vive sono, e la gatta grassa ad ingozzarsi, le stelle filanti, i coriandoli, la casa vuota, gli amici lontani (si sono dimenticati? No, sono ragazzi, non ci hanno pensato....), bene, per questa disperazione di sapere di colpo cosa sei e quanto puoi valere, ed il mondo fuori ed i problemi troppo grandi, enormi, mostruosi, mio figlio allegro non ha avuto più gioia.


La gatta mangiava e mio figlio disperato si è tagliato le vene ai polsi con il coltello imbrattato di pollo arrosto.


E' morto mio figlio perchè il film durava tre ore; e lui ha fatto in tempo a perdere conoscenza, a dissanguarsi.


Non ho parole che non siano le sue e per ricordarlo vivo a 15 anni.


Ma per quanto disperata io sia ( mio figlio voleva vivere, se io non fossi andata al cinema, se fossimo tornati a casa, voleva gli scarponi da sci, gli piaceva studiare....), ne ho come un'assurda tranquillità.


Mi piace pensare - sono egoista o sono pazza - che mio figlio a 15 anni è morto d'amore.

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