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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

26 giugno alle ore 17:09

La tigre mangiatrice ed il vecchio dai capelli d'argento

Intro: LA NATURA NON E' MAI BANALE: RISPONDE ALLE LEGGI (SACRE O PROFANE CHE SIANO, POCO IMPORTA) DELL'ARMONIA DELL'UNIVERSO!
 

Il racconto

 La tigre Arshan (in lingua indi sta per "veloce come il vento") era uno splendido esemplare albino di quasi duecentocinquanta chili: ma era anche il terrore del Sundarbans perchè aveva ucciso già cento uomini e sbranato venti bambini nei villaggi lungo la foce meridionale del Gange, guadagnandosi la triste nomea di spietata mangiatrice.
 In una stellata notte, ma illune e umida, di fine autunno, dopo aver camminato per ore nella foresta alla ricerca di cibo, l'animale giunse nel piccolo villaggio di Kalipur: poco più di trecento anime, la metà delle quali dedite alla pesca.
 Tutti dormivano e la tigre, ormai stanca, entrò nella capanna di Vijay, un vecchio pescatore di anguille dai capelli bianchi: il più vecchio di tutti nel villaggio! Aveva fame ma, stranamente, si adagiò per terra e si mise ad osservare il vecchio che dormiva, quasi con ammirazione; dopo circa mezz'ora anche essa si addormentò.
 Al mattino presto il giovane Ramesh, che aiutava Vijay nella pesca, sopraggiunse dal vecchio ed entrando nella capanna lo vide ancora dormiente al fianco della tigre: tra sorpresa e spavento lo svegliò, cercando di non far rumore.
 Il vecchio, che non si era ancora accorto della tigre, quando la vide addormentata prese per mano il ragazzo e lo condusse fuori, dove li disse:
 - Ramesh, corri dal mio amico Diba e digli di venire subito quì, da me...col fucile ed almeno tre uomini!
 Il ragazzo subito obbedì ed andò mentre nel frattempo, però, il vecchio si era già nascosto nella fitta sterpaglia adiacente la sua capanna. Gli uomini (Diba e altri tre) sopraggiunsero insieme a Ramesh, come aveva consigliato Vijay, dopo qualche minuto (che al vecchio, però, erano sembrati un tempo eterno!): imbracciando dei vecchi moschetti. Vijay con un fischio li chiamò, si avvicinarono al vecchio e quello disse al suo amico Diba:
 - La tigre è ancora nella capanna che dorme ma...tra un pò, vedrai! E' Arshan, credo.
 Tutti nella zona la conoscevano (o meglio, avevano sentito parlare delle sue drammatiche gesta: le notizie si diffondevano di villaggio in villaggio come un tam tam rullante ed impazzito!), ma mai nessuno, però, l'aveva vista così da vicino...in carne ed ossa, a Kalipur!
 - Ma quanto è grande? L'hai vista bene? - domandò Diba.
 - E' enorme, quasi duecento chili, forse anche più...- rispose il vecchio.
 Dopo un attimo di silenzio Vijay riprese a parlare e chiese a sua volta:
 - Sono carichi i vostri fucili? Funzionano bene?
 - Sì, sì, non temere! - rispose fiducioso Diba. - Perchè se no li avremmo portati? E sono pronti a sparare, se ce ne fosse bisogno...Anche le pallottole, vedi, sono sempre all'erta come noi altri!
 Ramesh nel frattempo era corso verso le altre capanne ad avvertire il resto del villaggio di ciò che stava accadendo. Intanto Diba ed i suoi uomini si avvicinarono alla capanna di Vijay ma prima di entrare, per alcuni istanti, tra loro si guardarono negli occhi come a dire...Diba entrò per primo, col fucile spianato; poi lo fecero gli altri. La sorpresa, però, e lo stupore, furono grandi quando i quattro si accorsero che non v'era traccia di niente e (di) nessuno; la tigre si era sorprendentemente volatilizzata!
 - Ma dov'è? Dove è andata, maledetta? - disse Diba e uno di loro (il più corpulento ma anche il più pallido in volto), da par suo esclamò:
 - Bombidi ha provveduto, è stata lei con la sua mano santa...
 Bombidi, lungo la estrema riva meridionale del fiume Gange, e soprattutto nei piccoli villaggi di pescatori, è la dea più venerata e "riverita": secondo varie leggende e credenze popolari, tramandate oralmente nei secoli, essa infatti ha sempre protetto gli  uomini e le loro abitazioni, in questi luoghi, dalle scorrerie delle tigri. A volte è stato proprio così, ma tante (tantissime) altre invece no!
 Diba e gli altri tre, a quel punto, uscirono dalla capanna di Vijay e si inginocchiarono a pregare. Nel frattempo sopraggiunsero altri uomini ed anche molte altre donne coi loro bambini, portati in braccio o tenuti per mano: tutti avvertiti da Ramesh. Il vocio si mischiava alle urla di gioia, alle imprecazioni: sembrava la stessa confusione e la stessa disordinata animazione ed eccitazione dei giorni di mercato a Calcutta o a New Delhi. Molta gente, infatti, s'era inginocchiata a pregare, altri ancora invece si abbracciavano, ridevano, sbraitavano o cantavano festanti, e se alcuni ritenevano di averla scampata bella questa volta, proprio tutti quanti erano consapevoli della grande fortuna toccata al vecchio Vijay, nonchè di qualcos'altro...la mano santa di Bombidi!
  Vijay si avvicinò così alla gente e prese a parlare, visibilmente emozionato.
 - Sono stato molto fortunato, lo so; come so che molti di voi lo pensano e ne vanno contenti. Vi ringrazio della vostra gioia per me, per ciò che... - il vecchio si interruppe per un solo attimo e poi riprese: -  che siate felici per quello che non è accaduto!
 - Certo, Vijay, certo! - Si levò una voce anonima tra la gente. - Tu sei uno di noi, un pescatore come noi: un buon pescatore, un uomo buono!
 Il vecchio allora ricominciò a parlare, ancor più emozionato di prima:
 - Sono contento, sì, ma devo dirvi, amici, una cosa importante, che la tigre non è stata fermata da nessuno neanche da Bombidi...la tigre è stata fermata dal colore dei miei capelli!
 - Ma cosa dici mai, Vijay? - esclamò Diba che gli stava accanto.
 - Sì! Sì! Cosa dici, amico? - fecero in coro gli altri ed il vecchio replicò:
 - Dico che la tigre è stata fermata dal colore dei capelli e dalla mia età: proprio così, credetemi! Io penso che le tigri, forse senza volerlo, chissà, e senza sapere il perchè lo facciano, rispettino la vecchiaia. - A queste parole, le ultime pronunciate dal vecchio, nessuno replicò: tutti si ritirarono alle loro capanne o tornarono di buon grado alle loro faccende.
 Dopo di allora il villaggio di Kalipur non fu più "visitato" da Arshan, la grande tigre albina, nè da altre tigri, mentre nei villaggi vicini le scorrerie assassine di grossi felini si susseguirono, nei tempi seguenti, con sempre più sorprendente (anzi, del tutto inspiegabile!) regolarità: a Kalipur, infatti, giungevano spesso notizie di atroci episodi. Dopo di allora Vijay, il pescatore di anguille, diventò per tutto il villaggio "il vecchio dai capelli d'argento".

Taranto, 10 ottobre 2016.
 

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