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Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

22 agosto alle ore 0:01

Nostalghia...delle belle scopate di una volta! (o: pensierino della prima "cinquina" di marzo, alle SS. Perpetua e Felicita MM.)

Intro: Ma io continuerò a dire: fare l'amore e non scopare!

Il racconto

Una scopata, di tanto in tanto e con chiunque sia fatta (con donna bella o brutta, bionda, rossa o bruna, zoccola o fata, amica o compagna di classe o di...merenda, etc., poco importa!) fa sempre, sempre - e di molto - bene: ciò è fuor di dubbio; ma...ve le ricordate voi (parlo soprattutto per quelli che, come me, hanno già da tempo superato gli "anta" e volano ormai ad ampie falcate verso gli "anta-anta" o "anta-extra") quelle belle scopate di una volta? Ed anche un po', diciamo...così (naif!!), e fatte in maniera quasi estemporanea (o d'amble, come direbbero cugini d'oltralpe!), raramente premeditata, sui sedili posteriori d'una utilitaria, la quale spesso, anzi, quasi sempre, era la mitica "Dyane 6" verde o rosa, decappottabile e con tettuccio apribile, della mamma; oppure la "Fiat 127" bianca coupé del papà, essa con tettuccio non apribile e, ahimé,...: emanante, purtroppo, fuoco e lapilli in estate ed invece ghiaccio distillato frammisto a polvere di brina in inverno?
 Già, quelle belle scopate d'una volta eran proprio così...sane, ricche, allegre: e fatte - ancor prima di cominciare - della vana ed improba ricerca del "palloncino" (altrimenti noto come preservativo), il quale, guarda caso, era andato a (con)ficcarsi sotto il tappetino del sedile anteriore (chissà poi, perché, era proprio finito lì?) ed era impresa pressocché da matti riuscire a recuperarlo, oppure non si trovava più; od ancora: il suddetto [preservativo o palloncino] non si trovava più perché nella macchina - e quindi sotto il tappetino - non c'era mai stato; semplicemente perché avevamo dimenticato di acquistarlo in farmacia (oppure, il più delle volte, avevamo finto di dimenticarcene: per timore, per vergogna, per pudore o checchéssia...avevamo volutamente dimenticato di farlo!). Ed allora succedeva...Si procedeva improvvisando (in teatro si dice: "andare a braccio") e facendo a meno del preservativo: e tutti s'era belli e contenti uguale!
 Allora: ve le ricordate quelle scopate d'una volta? Ve le ricordate tutti quanti (così)? E'importante questo: l'importante è proprio ricordarle così, quelle scopate; è importantissimo, anzi, che esse vengano ricordate da (noi) tutti a quel modo!
Perché una scopata così, oggi, infatti (nell'epoca delle chat a tutto spiano e del mordi e fuggi, o del prendi e scappa, del godi niente, etc.) se la sognano in tanti, una scopata così era come ascoltare musica da un juke-box (Thank You dei Led Zeppelin, Michelle dei Beatles, Angie degli Stones, etc.): ve li ricordate quelli strani aggeggi, tutto valvole  e transistor, sì? (Spero che ve li ricordiate anche loro!). Loro, quélli aggeggi tanto strani davvero, bombardavano le orecchie dei matusa e dei genitori (da cui non poche maledizioni e vaffancu...ricevevano!)?!
 Quelle scopate d'una volta e quella musica, sulla spiaggia o sugli scogli, in riva al mare, sotto le stelle e sotto la luna - in agosto o a dicembre - erano proprio totalmente diverse da quelle di oggi: emanavano calore, davano forza e facevano bene al cuore!...
ma io continuerò a dire, a prescindere dai tempi, dai modi e dalle mode: fare l'amore e non scopare, sempre!!!

Taranto, 5 marzo 2016.

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